Olimpiadi Pechino, manifestazione zeppa di censura

Ecco il documento del Cio che stabilisce le regole
In Cina la libertà sarà limitata anche sul web

Ma quale blog per gli atleti
a Pechino museruola per tutti

di MATTIA CHIUSANO

<B>Ma quale blog per gli atleti<br>a Pechino museruola per tutti</B>


ROMA – Il blog con la museruola. Ci si aspettava qualcosa di meglio, ma alla fine le “Ioc Blogging Guidelines” hanno confermato che alle prossime Olimpiadi la libertà sarà limitata pure sul web. Non essendo possibile cancellarli, i blog sono stati semplicemente imbavagliati. Attenzione, le regole valgono per tutti, anche per i giornalisti.

Esempio: un cestista al Villaggio Olimpico vede rientrare di notte un gruppo di lottatori un po’ brilli. Niente di grave, non si parla certo di violazione di diritti umani, un episodio del genere sarebbe divertente su qualsiasi blog. Ma a Pechino non si potrà inserire, perché i diari personali online “non dovranno in ogni caso contenere interviste con o storie su altre Persone accreditate”. Il sale del blog.

Ora si capisce con quanta fatica abbia dovuto accettare l’innovazione il Comitato Olimpico Internazionale (Cio), che da sempre ha la pretesa di trasformare i Giochi in una cittadella blindata. Il connubio con i limiti all’informazione della Cina padrona di casa ha partorito il mostro.

E’interessante sfogliare le pagine delle linee guida per gli accreditati alle Olimpiadi in programma dall’8 al 24 agosto.

LEGGI IL DOCUMENTO UFFICIALE (INGLESE-PDF)

Al di là delle limitazioni resta ben poco. No alle interviste o alle storie su persone accreditate. No alla divulgazione di informazioni confidenziali o private su terzi, con un ovvio riferimento alla sicurezza dei Giochi. No ai diari scorretti o di cattivo gusto. Non viene specificato il criterio di giudizio: le immagini di una nuotatrice sotto la doccia, stile Laure Manaudou, porteranno ad una sanzione, al ritiro dell’accredito?


Poi si apre il capitolo dei supporti audio e video, davvero interessante. Non è permesso divulgare suoni, immagini in movimento, sequenze di fotografie di qualsiasi evento olimpico. La finale dei 100 metri è di proprietà del Cio, nessuno lo mette in discussione, ma il divieto si estende un po’ a tutto, alle cerimonie di apertura e chiusura, alle premiazioni e a qualsiasi evento nelle zone a cui si accede con l’accredito o il biglietto d’ingresso. Siti d’allenamento, villaggio e centro stampa compresi.

Il campione olimpico di maratona Stefano Baldini, appassionato di internet, non potrà mettere una sua foto mentre si lava i denti al villaggio? Almeno in questo, il Cio è stato magnanimo. Le immagini da fermo si potranno inserire, solo se non riguarderanno gare, cerimonie o premiazioni. Banditi ovviamente gli sponsor personali, e spazio solo ai dodici Top Partner del Cio. No ai pop-up, ai banner espandibili e a qualsiasi pubblicità che superi il 15 % dello schermo.

Addirittura il termine “olympic” viene contingentato: non può apparire nel dominio (ipotesi: valentinavezzaliolympic. com) ma può essere inserito sotto altre forme (tipo valentinavezzali. com/olympic).

Sarà benvenuta ogni ulteriore restrizione decisa dai comitati olimpici nazionali, ed i blogger saranno perseguibili a titolo personale, non solo col ritiro dell’accredito. Un panorama un po’ fosco, come l’inquinamento di Pechino.

Da la repubblica web

Sono mesi che mi domando quali ragioni abbiano portato ad assegnare la manifestazione olimpica a Pechino, dei diritti umani calpestati sappiamo tutti quanti,della situazione in Tibet anche, delle condizioni dei lavoratori senza alcuna tutela,di uno sviluppo economico fine a se stesso con problemi di inquinamento ambientale pazzesco, di espropri di terre da parte dello stato senza alcun risarcimento, sono cronache che s’intravedono qua e là, ultimamente pare caduto il sipario mediatico per ovvie ragioni d’interessi.

La libertà su internet non poteva esser diversa, anche per chi da sportivo e il seguito degli addetti ai lavori farà parte della manifestazione, come del resto il popolo cinese, che cliccando google o qualsiasi motore di ricerca vede l’impossibilità del collegamento.

Nella mia piccola visuale ho già deciso, a malincuore non vedrò le Olimpiadi, con queste premesse non ho alcuno stimolo per assistere alla competizione.

Olimpiadi Pechino, manifestazione zeppa di censuraultima modifica: 2008-03-03T22:51:14+01:00da iserentha
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