Aldo Moro, dopo trentanni dal suo rapimento e dell’eseguzione non solo brigatista

Dopo trentanni dal suo rapimento e della sua uccisione,moltissime personalità politiche hanno omaggiato la sua memoria, molti di loro sicuramente per la visibilità delle prossime elezioni,il ministro degli interni del tempo,Francesco Cossiga, si è inginocchiato stamattina in via Fani, nel luogo del rapimento e dell’uccisione della scorta, che gesto, difficilmente critico i comportamenti in questi casi,però trovo assolutamente fuori luogo il suo gesto spettacolare…. poichè anche lui ha delle grandissime responsabilità nel non aver voluto salvare lo statista,piuttosto di chiedere perdono vuoti il sacco di tutto quello che conosce sulla vicenda,alcuni storici adombrano la presenza dei servizi segreti stranieri,in primis americani e sovietici,gli intendimenti di Aldo Moro nell’ultima parte della vita politica furono d’apertura verso l’allora partito comunista, un progetto di larga coalizione con lo scudo crociato,fu la sua condanna a morte, seppur rapito dai brigatisti rossi, questo particolare lo ritengo solo un dettaglio,fu scomodo per il timore di destabilizzazione del mediterraneo, con basi americane e della Nato in fibrillazione con un’ipotetica forza di sinistra al governo del paese, in poche parole l’Unione Sovietica alla finestra in territori di “proprietà americana”.

Lo ammettino i sopravvissuti di quella generazione politica,facciano finalmente chiarezza una volta tanto tra le tante pagine buie della nostra repubblica, perlomeno servirebbe molto di più d’un finto pentimento…..

Aldo Moro, dopo trentanni dal suo rapimento e dell’eseguzione non solo brigatistaultima modifica: 2008-03-16T14:47:58+01:00da iserentha
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2 pensieri su “Aldo Moro, dopo trentanni dal suo rapimento e dell’eseguzione non solo brigatista

  1. mi dispiace, ma non credo che verrà mai fatta piena luce sul caso Moro, o quantomeno io non ci spero più

    all’epoca io facevo politica, come si diceva allora, e fin dai primi giorni del rapimento sentivamo una puzza di marcio da fare paura.
    La sensazione generale era che Moro non sarebbe tornato a casa vivo, da morto faceva comodo a tutte le alte sfere della politica nazionale e internazionale.
    E più il tempo passava, più crescevano le stranezze, dal depistaggio del lago della duchessa alla famosa seduta spiritica (presente Romano Prodi) in cui venne fuori il nome di Via Gradoli. Puzza, puzza di marcio dappertutto.

    Il rilascio di Aldo Moro avrebbe comportato, nonostante la strage fatta per il rapimento, una potente crescita politica delle BR, visto le forze che si erano mosse in questo senso, a cominciare dal papa dell’epoca.
    Quando poi alla fine quei disgraziati lo ammazzarono, sapevamo da una parte che quella era la fine di qualsiasi valenza politica avessero mai avuto potuto avere le BR e dall’altra che nel loro crollo si sarebbero tirati dietro tutto quel movimento che aveva cercato un nuovo modo di fare politica al di fuori delle istituzioni e dei partiti e che allo stesso tempo non accettava uno stato di guerra civile. Né con lo Stato né con le le BR fu uno dei nostri ultimi slogan, praticamente un testamento.

    Per questo non verrà mai fatta luce completa, Moro è un cadavere scomodo e la verità potrebbe rimettere in discussione lo status quo attuale, che in gran parte è figlio delle scelte della classe politica di allora.

    Che Kossiga -come si scriveva all’epoca- adesso si inginocchi non mi fa né caldo né freddo. Non credo sia sincero adesso, come non lo è stato allora e al par suo non credo alle false e pelose commemorazioni dei nostri politici e ai programmi che propongono nuovi depistaggi perchè il popolino non si metta in testa di sapere la verità su questa faccenda (uno fra tutti la storia dell’attentato a Berlinguer in Bulgaria…)

    vabbe’, scusa il lungo commento ma hai toccato un nervo scoperto…
    achedes

  2. Caspita Achedes, non ho mai ricevuto un commento così lucido ed esaustivo,sono pensieri condivisibili e fanno parte della nostra storia, con tutti gli interrogativi che rimarranno tali, in effetti il potere preferisce ipocritamente commemorare invece di fare piena luce, come hai scritto andrebbe a repentaglio la democrazia del paese, purtroppo non è un’esagerazione, peccato che senza verità non solo su questo fatto, rimarrà una democrazia insana e relativa.

    Un saluto, Ivo

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