Cronache sulla pelle dei lavoratori

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Non c’è pericolo
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Nel libro “Morti Bianche” di Samanta Di Persio, acquistabile a prezzo libero sul blog, ho scritto nella prefazione che i morti sul lavoro di oggi sono ancora fortunati. I familiari, se va bene, qualcosa ottengono di risarcimento. Poco, quasi niente, ma qualcosa. Domani dovranno pagare loro il datore di lavoro. Se il parente si è schiantato su una betoniera, dovranno comprarne una nuova. Se è morto in in un incendio, i danni andranno risarciti. E così via. Per lavorare ci vorrà l’assicurazione obbligatoria a favore del datore di lavoro. Del Papa della Umbria Olii vuole 36 milioni di euro dalle famiglie delle vittime per i danni subiti dalla sua azienda nell’esplosione. Mi aspettavo una presa di posizione della Confindustria, un richiamo alla decenza da parte della Marcegaglia, almeno per salvare le forme. Invece Confindustria esprime tutto il suo appoggio a Del Papa. Il motivo è chiaro, se ci riesce lui, lo possono fare anche tutti gli altri industriali. Cadavere sul lavoro non olet. Del Papa è un’apripista. Gli altri degli avvoltoi.

Decisa presa di posizione da parte di Confindustria Perugia sul disastro alla Umbria Olii. L’associazione degli industriali è intervenuta sul caso Del Papa con uncomunicato stampa:
“La Umbria Olii di Campello sul Clitunno rappresenta una realtà aziendale importante per il territorio di Spoleto, una realtà che fino al 2006 era leader in Europa per la raffinazione di olio di oliva per uso alimentare. Per questo motivo Confindustria Perugia fa appello al senso di responsabilità di tutti perché non sia vanificato lo sforzo in cui l’imprenditore è impegnato per riportare l’azienda ai vertici del suo settore. Le recenti critiche, provenienti da più parti, riguardo alla linea difensiva adottata dal presidente Giorgio del Papa confermano ed amplificano l’ingiusto processo mediatico che praticamente ha già condotto alla sua condanna senza appello. In questo clima, Confindustria Perugia – pur comprendendo profondamente il dolore e le ragioni dei familiari delle vittime del tragico incidente – vuole essere partecipe delle vicende e del futuro della Umbria Olii. Se Del Papa, nell’esercizio delle sue funzioni di Presidente, ha commesso errori o violazioni delle norme, queste responsabilità dovranno essere accertate esclusivamente dagli organi competenti nelle sedi deputate.
Non è possibile condividere la posizione di chi sostiene che la scelta di Del Papa a difesa della sua azienda e la attività imprenditoriale stessa siano in contrasto con la cultura del popolo umbro. Del Papa, nonostante le mille difficoltà e nonostante potesse contare sull’ammissione alla Cassa integrazione, ha richiamato al lavoro tutte le maestranze che con grande impegno stanno condividendo gli sforzi dell’imprenditore. Proprio i dipendenti della Umbra Olii, in una lettera pubblica, hanno riconosciuto all’azienda un comportamento sempre corretto nei confronti dei lavoratori e del mercato, e un’attenzione particolare alla sicurezza del lavoro e alla difesa dell’ambiente per i quali sono stati fatti investimenti considerevoli. Ci sembra contraddittorio dichiarare la propria preoccupazione per le difficoltà economiche ed occupazionali dell’area di Foligno, Trevi, Spoleto e della Valnerina – come ha fatto di recente il Sindacato – e poi ostacolare in concreto il rilancio di una attività imprenditoriale che ha contribuito per lungo tempo allo sviluppo di quel comprensorio. Noi riteniamo che sia giunto il momento di dismettere gli atteggiamenti demagogici che hanno spesso caratterizzato le tante prese di posizione su questa dolorosa vicenda, nonché l’affannosa ricerca di un capro espiatorio, ferito da un evento così drammatico e luttuoso, che ha messo in grave pregiudizio la continuità aziendale.
Questo clima non giova certo né alle vittime e ai loro parenti, né alla ricerca della verità. Con il pensiero sempre rivolto a chi non c’è più, il nostro auspicio è che la Comunità umbra si ritrovi unita in una azione concorde che da un lato miri a salvaguardare l’azienda ed il futuro dei suoi collaboratori, dall’altro solleciti che eventuali errori, da chiunque siano stati commessi, siano accertati, nei tempi più rapidi possibile e senza pregiudiziali, per evitare che possano ripetersi tragedie come quella accaduta a Campello”.

da http://www.beppegrillo.it/

Il mio commento

Prove tecniche di ritorno al feudalesimo,del resto hanno come riferimento lo schiavismo cinese e in moltissime zone del pianeta,le lotte sindacali di alcuni decenni fa,saranno piano,piano sgretolate,una società con pochi ricchi sfondati,anche se in buona compagnia e un oceano di lavoratori dediti a sopravvivere non solo per mangiare,ma nel portare a casa la pelle.

Tutto sommato l’esser assunti per qualche mese in un call center si è fortunati,al max cade la linea…

ivo serentha, torino Commentatore certificato 10.08.08 23:24 |

Posso aggiungere che la sorpresa seppur minima di Beppe Grillo sull’appoggio della confindustria a Del Papa,non sorprende,alla vigilia del suo incarico alla presidenza confindustriale,la citata Marcegaglia ebbe nelle sue industrie un morto sul lavoro,non accennò nulla sull’argomento nel suo discorso d’apertura come presidente,ma la storia si ripete alcune settimane dopo,sempre nei  suoi stabilimenti,un altro morto sul lavoro,anche in questo caso nulla dalle sue labbra….

Grazie Presidente per la sua sensibilità,essendo donna lei ha deluso ancor di più!!!

Cronache sulla pelle dei lavoratoriultima modifica: 2008-08-11T10:59:48+02:00da iserentha
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8 pensieri su “Cronache sulla pelle dei lavoratori

  1. Alfa,siamo in sintonia,un aspetto consueto,vedremo in futuro se esisteranno punti divergenti,ma va benissimo così chiaramente,ho idea che se una donna arriva a certe poltrone potrebbe essere che le sono cresciuti determinati attributi…

    Pony,lo schiavismo è una provocazione,sicuramente non si toccheranno certi limiti,vorrei vedere,ma la situazione del lavoro è sicuramente peggiorata,esistono ancora i cosiddetti privilegiati,un tempo considerati normali lavoratori,per le nuove generazioni una giungla pazzesca per la maggior parte di loro,la situazione delle morti bianche è sotto i nostri occhi.

    Riccardo,come detto prima sono provocazioni,scrivere o affermare di schiavismo,è fuor di dubbio che buona parte del mondo del lavoro è in una fase assolutamente deteriore e non ci sono possibilità di frenare questo trend,sono a buon punto della mia vita lavorativa,spiace aver già molti anni per riflettere del tempo passato,sicuramente a parte questo particolare,siamo stati fortunati rispetto alle nuove generazioni, ma se non si ribellano loro,chi altro riuscirà a fare i loro interessi.

    Un saluto a tutti voi,Alfa,Pony e Riccardo

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