Michele Serra,quando l’omologazione si diffonde a macchia d’olio

 

La medaglia me la mangio

Cantano l’inno nazionale ballando e mostrando i tatuaggi. Mordono l’oro e a volte lo ingoiano. Gli azzurri sono gli unici ad avere singolari rituali sportivi

Ha suscitato molto interesse tra gli antropologi il comportamento decisamente sopra le righe degli atleti italiani sul podio olimpico. Dei 190 paesi partecipanti, gli azzurri erano gli unici che non si limitavano ad ascoltare l’inno nazionale in silenzio, ma lo hanno anche cantato (qualcuno portandosi un megafono) e spesso anche ballato, salutando a casa, emettendo urla selvagge, illustrando i propri tatuaggi con una bacchetta, telefonando alla mamma e mordendo la medaglia, con l’eccezione del pesista Turvarello che l’ha inghiottita intera, spaventando il cameraman cinese che ha tentato di soccorrerlo prima che l’equivoco fosse chiarito.

Il rituale del morso della medaglia è stato accostato da due studiosi al comportamento di alcune tribù del Borneo, che masticano pietre per ottenere la bocca sdentata, considerata segno di distinzione. Secondo altri si tratta di fame atavica, e la tesi sarebbe confermata dal fatto che tutto il mobilio di Casa Italia era rosicchiato e alcune federe sarebbero state bollite e consumate in gruppo. Un etologo australiano ha presentato uno studio con sorprendenti similitudini di comportamento tra l’atleta italiano e il dingo.

Molta curiosità per l’atteggiamento del judoka Miseroni, che ha apportato una suggestiva variante alla classica mano sul petto durante l’esecuzione dell’inno: è riuscito ad ascoltare tutto l”Inno di Mameli’ con un piede sul petto, come aveva promesso alla sorella prima di partire.

La nuotatrice Pisis, nota soprattutto perché si è tatuata un motore fuoribordo sulle natiche per facilitare la penetrazione in acqua, ha addirittura festeggiato l’eliminazione nelle batterie cantando da sola l”Inno di Mameli’ al telefono all’amica del cuore, Luana. Per non dire dello sciabolatore Cucuzzelli, che pur essendo stato eliminato già al suo arrivo all’aeroporto di Pechino, ha partecipato a tutte le premiazioni, spingendo giù dal podio il vincitore per mostrare alle telecamere una fotografia della fidanzata, la velina dodicenne Simona Sciumé, che lo vuole lasciare per mettersi con il ciclista Birellato.

Intricata la situazione nel nuoto, dove i rituali sportivi dei nostri atleti si mischiavano spesso alla loro situazione sentimentale, rendendo di difficile interpretazione la mimica e le coreografie. Durante la sua batteria la ranista Pizzetto ha percorso di traverso la prima vasca per raggiungere e insultare nella corsia opposta la rivale francese Corinne Poupon, con la quale divide il fidanzato, il pallanuotista Mascherazzi. La vincitrice dei 200 stile libero, la bella Ines Virguzzo, ha portato sul podio la sua lista di nozze (sta per sposarsi con il pallanuotista Mascherazzi all’insaputa della Pizzetto e della Poupon) e l’ha letta durante l”Inno di Mameli’per fare schiattare di invidia le rivali.

Più controversa la situazione del dorsista Sforame, appena abbandonato dalla squadra femminile di nuoto sincronizzato: è arrivato con tre vasche di svantaggio perché si è attardato per inviare sms durante la gara. Polemiche per la squalifica della giovane promessa Federica Manzin, che ha gareggiato con le pinne e il materassino perché l’aveva promesso al padre, grossista di accessori da mare a Caorle.

Male l’atletica leggera, ed è un peccato perché tutti i nostri atleti avevano preparato, per il podio, piccoli show di grande suggestione, con imitazioni di Celentano, giochi pirici, bolle di sapone, tatuaggi effettuati al momento e perfino una mostra canina. L’unico italiano non tatuato, il mezzofondista Tristoni, è caduto in depressione già nel secondo giro dei 1.500 metri perché temeva, finendo sul podio, di farsi vedere in quello stato dall’opinione pubblica.

[ da l’espresso web ]

Cronaca suggestiva e surreale dei nostri atleti,che dire forse soffriamo troppo di omologazione,se qualcuno lancia un gesto,una moda,da queste parti si tende a scimmiottare,poichè è difficile pensare a morsi della fame,a meno che oltre i viaggi aerei in classe economica non per tutti,la nostra federazione sportiva abbia risparmiato sugli alimenti.

Una canzone di Lucio Dalla alcuni anni fa,citava le gesta d’un certo merd-man,un bizzarro personaggio che s’era messo in testa il rifiuto organico,si rischiò l’omologazione tramite la diffusa imitazione,ma fortunatamente rimase tutto ciò racchiuso in una canzone,mai dire mai però,su queste latitudini tutto è possibile….

Michele Serra,quando l’omologazione si diffonde a macchia d’olioultima modifica: 2008-08-24T00:20:16+00:00da iserentha
Reposta per primo quest’articolo

2.030 pensieri su “Michele Serra,quando l’omologazione si diffonde a macchia d’olio