07/08/2008
Wind farm,l'eccezionale energia illimitata degli aquiloni
SFRUTTANO I VENTI D'ALTA QUOTA
Energia dagli aquiloni
L'Olanda sta sviluppando nuove ricerche per creare vere e proprie «centrali elettriche» volanti

Sembra proprio che gli aquiloni siano la nuova frontiera dell'energia pulita. Un team di scienziati olandesi ha progettato un aquilone di 10 metri quadrati, chiamato Laddermill, in grado di impiegare le correnti eoliche ad alta quota per produrre energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno di 10 famiglie. Il vento di alta quota è una risorsa energetica praticamente inestinguibile, abbondante e totalmente rinnovabile. Tradotta in termini di potenza l'energia prodotta dal vento sulla terra equivale a 100 volte quella necessaria a tutta la popolazione umana. Eppure ne viene sfruttata solo una minima parte. Infatti le pale delle torri eoliche delle classiche wind farm raggiungono in media gli 80 metri di altezza dal suolo, utilizzando solo i venti vicini alla superficie terrestre.
WIND FARM VOLANTI - Il progetto dei ricercatori della University of Technology di Delft, a cui fa capo il professore di ingegneria eco-sostenibile ed ex astronauta Wubbo Ockels, punta a sviluppare una tecnologia alternativa per incanalare l'energia delle correnti eoliche più potenti. Vengono sfruttate le qualità peculiari degli aquiloni tradizionali: un meccanismo a yo-yo permette di lasciare andare l'aquilone fino a oltre 800 metri dal suolo, dove l'aria soffia a sette metri al secondo, e poi richiamarlo verso terra attraverso un cavo, creando energia attraverso la bobina su cui è avvolto il filo di controllo. La versione sperimentale del Laddermill potrebbe essere facilmente trasformata in un vero e proprio parco eolico volante con l'utilizzo di molteplici aquiloni, che potenzialmente sono in grado di produrre fino a 100 megawatt, sufficienti per alimentare circa 100.000 case.
CHI INVESTE NEGLI AQUILONI? - I Paesi più propensi a investire in questi nuovi sistemi per produrre energia pulita sono la Gran Bretagna, l'Olanda, l'Irlanda e la Danimarca, dove le correnti a getto in alta quota sono particolarmente adatte a questo tipo di utilizzo. Qui gli«"impianti ad aquilone» si possono realizzare praticamente ovunque e soprattutto risulterebbero molto più economici rispetto ai parchi eolici a terra. Ma anche in Italia sono in fase di sviluppo alcune idee: il progetto Kitegen ad esempio è una wind farm di aquiloni dalla superficie complessiva di 500 metri quadrati dalla potenza di un gigawatt. La velocità con cui queste tecnologie invaderanno il mercato internazionale dipende da quanto gli investitori saranno disposti a puntare su di esse. Tra i primi sostenitori c'è già Google.org, il programma filantropico di Mountain View, che lo scorso anno ha finanziato la società britannica Makani per 10 milioni di dollari. Secondo Ockels se ci saranno i soldi per approfondire la ricerca, i parchi eolici ad aquiloni saranno operativi entro i prossimi cinque anni.
[ da corsera web ]
Pare che sia il periodo eccezionale per le sperimentazioni d'energia pulita e innovativa con moltissime possibilità di successo,dopo il solare nel Sahara,la nuova tecnologia delle celle solari,le quali sfrutteranno a pieno regime i raggi solari,rilasciando energia anche di notte e nelle giornate nuvolose,il mini mulino per i tetti delle case di Starck,assolutamente economico,privo d'impatto visivo e altamente remunerativo nelle località ventose.
Ora gli affascinanti aquiloni installati nella stratosfera o perlomeno molto in alto nel cielo,creando dei parchi giganteschi dove sfruttare i potenti venti sempre presenti.
Un roseo futuro,non vi è dubbio,peccato che gli investimenti non siano all'altezza delle sicure aspettative,se si accellerasse il processo saremmo ad un passo dall'abbandono delle varie centrali molto pericolose o dannose per l'ecosistema.
Grazie a Gran Bretagna, l'Olanda, l'Irlanda e la Danimarca,per lo sforzo che sicuramente sarà ripagato con gli interessi.
23:34
Scritto da : iserentha
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23/07/2008
Pannelli solari nel Sahara,dal 2050 la rivoluzione energetica
Euroscience Open Forum a Barcellona
Il Sahara ci illuminerà
Progetto per un'immensa distesa di pannelli solari nel deserto per fornire energia a tutta l'Europa

DAL NOSTRO INVIATO
LONDRA – Il costo è alto (50 miliardi di euro) e il progetto ambizioso ma, con il petrolio alle stelle, sembra l’unica prospettiva di una via d’uscita. Un’immensa distesa di pannelli solari nel deserto del Sahara produrrà un giorno abbastanza energia da illuminare tutta l’Europa. Ne è convinto Arnulf Jaeger-Walden dell’Istituto per l’Energia della Commissione Europea: «Basterà catturare lo 0,3% dell’energia solare che scalda il deserto del Sahara per sopperire ai nostri bisogni energetici». Il progetto è stato presentato in questi giorni all’Euroscience Open Forum a Barcellona. Una nuova rete di trasmissione a corrente continua permetterà di portare l’elettricità in posti lontani senza correre il rischio di perdite d’energia. La nuova centrale dovrebbe sorgere in un’area poco più piccola del Galles e mettere a tacere quelli che sostengono che l’energia solare non sarà mai affidabile perché il tempo è imprevedibile.
SÌ DI SARKOZY E BROWN - Il piano ha già ottenuto l’approvazione convinta del presidente francese Nicolas Sarkozy e del premier britannico Gordon Brown. I ricercatori sostengono che i pannelli solari nel Sahara saranno più efficaci perché in quella zona la luce solare è più intensa e, quindi, sarà possibile produrre tre volte più energia che in una centrale simile costruita nel nord Europa. Jaeger-Walden è anche convinto che, oltre al vantaggio ecologico, ci sarà un risparmio per i cittadini. «I consumatori pagheranno meno di quanto facciano ora» ha detto al quotidiano britannico Guardian. L’impegno più oneroso sarà costruire una nuova rete di trasmissione con i Paesi del Mediterraneo perché quella attuale non sarebbe in grado di sostenere la quantità di energia in arrivo dell’Africa del nord. I primi risultati si dovrebbero vedere nel 2050 quando la megacentrale dovrebbe già essere in grado di rendere autonomo un Paese come la Gran Bretagna.
[ da corsera web ]
Finalmente un progetto a lunga scadenza,ma reale,i positivi pareri del premier inglese e francese sono lodevoli,una quarantina d'anni per organizzare il progetto e la sua costruzione,non sono tempi biblici,nel frattempo dovremo fare i conti con il caro petrolio,toccherà limitare possibilmente il nostro stile di vita,le future generazioni godranno d'un ambiente assolutamente migliore.
Chi avrà ancora petrolio da estrarre tra alcuni decenni se lo potrà bere a suo piacimento,poichè sono convinto che i mezzi di trasporto di pari passo avranno tecnologie diverse di trazione,a cominciare dall'enorme energia che verrà prodotta nel Sahara.
Buon fine secolo per chi lo potrà vivere!!!
22:01
Scritto da : iserentha
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29/04/2008
Arezzo non solo + wave,da questo momento l'ombelico del mondo per l'energia rinnovabile
S'inaugura la conduttura: energia "pulita" dal sole. E la Cina chiede il progetto
Il gas viaggerà nelle tubature fino agli appartamenti e alle aziende
Arezzo prima città a idrogeno
nelle case sostituirà il metano

Domani il presidente della Regione Toscana Claudio Martini berrà un caffè all'idrogeno: moka tradizionale ma scaldata con combustibile pulito e made in Italy invece che con gas russo. Si festeggerà così, ad Arezzo, il battesimo del primo idrogenodotto al mondo che corre in mezzo alle case, tra il supermercato e la fermata dell'autobus, il giornalaio e il bar. Un tubo pieno di energia buona per tutti gli usi: servirà a produrre acqua calda ed elettricità, tepore invernale e fresco estivo. Usando una fonte nostrana e inesauribile come il sole.
A ideare il progetto è stata una piccola cooperativa di trentenni, la Fabbrica del Sole, che ha messo sul piatto 800 mila euro più i 400 mila stanziati dalla Regione Toscana. Per il momento l'idrogeno viene ricavato prevalentemente dal metano, ma entro l'anno sarà al cento per cento pulito grazie ai pannelli fotovoltaici che forniranno l'energia necessaria a scindere le molecole dell'acqua separando l'ossigeno (destinato a usi medici) dall'idrogeno.
I primi beneficiari dell'idrogenodotto saranno quattro aziende orafe (tra cui la Unoaerre, leader mondiale nel settore delle catene d'oro) che da sempre usano l'idrogeno come materia prima per le saldature e l'eliminazione degli ossidi. Ma si stanno ultimando gli accordi per portare l'idrogeno anche nelle case: sostituirà il metano in cucina e fornirà, attraverso una fuel cell, sia elettricità che calore e fresco.
"L'idrogeno viaggia a bassa pressione in un tubo di 10 centimetri di diametro a poco più di un metro di profondità, non ci sono problemi di sicurezza", spiega Emiliano Cecchini, presidente della Fabbrica del Sole. "Per ora abbiamo realizzato un chilometro di condotte ma le potenzialità sono enormi perché in questo modo è possibile distribuire in modo facile ed economico elettricità, calore, carburante per le auto. E infatti l'idea piace. All'inaugurazione offriremo un caffè all'idrogeno anche al consigliere scientifico dell'ambasciata cinese che ci ha chiesto di disegnare un progetto simile per Pujan, una città di 600 mila abitanti vicino a Shangai".
Ma non è solo Pechino a guardare con interesse allo sviluppo dell'idrogeno. Il Giappone ha scommesso su questa tecnologia 20 miliardi di euro nel periodo 2006 - 2012. E il Parlamento europeo ha deciso di realizzare, entro il 2025, una capillare rete infrastrutturale dell'idrogeno.
In Italia, oltre alla Toscana che a Pisa sta mettendo a punto il distretto dell'idrogeno da eolico, si muove con decisione anche la Puglia. Entro un anno entreranno in funzione cinque distributori di idrometano, una miscela formata dal 30 per cento di idrogeno e dal 70 per cento di metano, che potrà essere utilizzato dalle macchine a metano (senza alcuna modifica per quelle vendute negli ultimi 2 o 3 anni). "Estenderemo questo progetto, finanziato con 5 milioni di euro dal ministero dell'Ambiente e dalla Regione Puglia, al rifornimento delle barche", spiega Nicola Conenna, presidente dell'Università dell'idrogeno, con sede a Monopoli. "Le barche a vela potranno utilizzare idrogeno puro per i loro motori ausiliari e per le altre imbarcazioni sarà disponibile l'idrometano".
[ da la repubblica web ]
Quasi impensabile fino a ieri questa novità d'energia pulita per un'intera città, la silenziosa e poco citata Arezzo invece si distingue a livello mondiale per virtuosità di energia rinnovabile,infatti l'idrogeno ricavato in questo momento dal metano, il sistema sarà sostituito dai pannelli fotovoltaici.
Ora non ci resta che "scimmiottare" la cittadina toscana, eccome che si può sognare da questo momento.
Grazie alla cooperazione dei trentenni,DELLA FABBRICA DEL SOLE
09:08
Scritto da : iserentha
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| Tag: arezzo, idrogeno, energia rinnovabile.la fabbrica del sole | OKNOtizie |
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