10/08/2008

Immagini dalla Georgia,già viste in Cecenia,vero Putin...

Una donna ferita tra le macerie di Gori (Reuters)

Soldati georgiani trasportano dei cadaveri a Gori (Reuters)

La disperazione di un civile georgiano a Gori (Reuters)

Una donna ferita a Gori viene portata in ospedale (Reuters)

Foto tratte da [ corsera web ]

Un tempo le Olimpiadi,nell'antichità,riuscivano a bloccare seppur temporaneamente le guerre,è solo un caso ma con i giochi olimpici cinesi,vergogna aggiungo io,addirittura incominciano.

La mancata diffusione degli organi di stampa e televisivi,sulla commemorazione delle bombe atomiche lanciate dagli americani su Hiroshima e Nagasaki,svoltasi in questi giorni,il Darfur costantemente dimenticato,Afghanistan,Iraq rimangono dettagli,ora il nuovo conflitto d'origine indipendentista della Georgia,non sono segnali positivi umanitari,in modo cinico potremo affermare,tutto in pandamme con i giochi appena cominciati. Riusciamo a digerire tutto,i tg,i giornali che pubblicano queste notizie,fanno parte della kermesse fine a se stessa.

Buona mancata visione almeno della manifestazione olimpica,grazie

 

01/07/2008

Nelson Mandela,sino ad oggi terrorista per gli Usa

 

il provvedimento (tardivo) siglato dal presidente usa

E gli Usa cancellano Mandela
dalla lista nera dei terroristi

Bush ha firmato la legge che elimina il nome dell'ex presidente del Sud Africa dall'elenco

 

WASHINGTON - Condoleeza Rice aveva ammesso il proprio «imbarazzo»: ogni volta che Nelson Mandela voleva visitare gli Stati Uniti, infatti, c'era bisogno del via libera del Dipartimento degli Stati Uniti. Il nome dell'ex presidente sudafricano, infatti, era inserito nell'elenco americano dei sospetti terroristi.

LA LEGGE - Con un provvedimento piuttosto tardivo, George W. Bush ha finalmente firmato una legge che cancella Mandela dalla lista nera. Il provvedimento siglato dal presidente americano consentirà dunque a Mandela di recarsi negli Stati Uniti senza che il dipartimento di stato debba certificare ogni volta che non è un terrorista. La lista nera comprendeva i nomi dei dirigenti dell'African National Congress, il movimento protagonista della lotta per combattere il regime di apartheid in Sudafrica. All'epoca della Guerra Fredda il governo del Sudafrica era considerato filo-occidentale, mentre il movimento ANC era ritenuto vicino ai comunisti. Mandela, Premio Nobel per la Pace, compirà 90 anni il 18 luglio. Ha trascorso 27 anni in carcere per la sua attività per l'ANC.

[ da corsera web ]

Ignoravo questa situazione,nel leggerlo m'è parso il classico pesce d'aprile tardivo, invece è l'assurda realtà.

Se gli Usa sono la culla della democrazia,a detta di molti commentatori,siamo davvero fritti!!!!

Per chiudere in bellezza,scusate il cinico commento,a voi il documento della realtà sanitaria americana,ovvero le realtà ospedaliere di chi non si può permettere l'assistenza privata.

Il video e la stringa per prenderne atto.

http://video.corriere.it/?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abf...

08/05/2008

Birmania,altre vittime del regime sanguinario,grazie all'onnipotenza stracciona

Msf: "Interi villaggi sono svaniti
In Birmania una tragedia mai vista"

Da Rangoon parla il capo missione di Medici Senza Frontiere, Souheil Reaiche
"Già aiutate migliaia di persone ma molte zone sono ancora irraggiungibili"

Quali aiuti siete già stati in grado di distribuire?
"Lunedì abbiamo distribuito generi di prima necessità, tra cui teli di plastica per fornire un riparo a diverse migliaia di persone. Ieri e oggi siamo riusciti a distribuire generi alimentari sufficienti per una settimana a 2mila persone nella regione di Twantey, a due ore da Yangoon. Abbiamo distribuito carburante alle scuole e ai monasteri per fare funzionare le loro pompe per l'acqua. Abbiamo inoltre distribuito generi alimentari a 350 persone che hanno cercato riparo in un monastero. I bisogni sono così importanti che cerchiamo di combinare le azioni di valutazione dei bisogni e quelle di assistenza per guadagnare tempo. Quando le equipe di MSF si sono recate a Twantey per valutare la situazione, hanno portato con loro generi di prima necessità e una tonnellata di cibo. Questa è un'azione salva-vita".

"Oggi invieremo un'équipe composta da un medico, due logisti e un traduttore nel sud, nella regione di Bagaley, a sette ore di auto. Questa zona costiera è stata colpita molto duramente. In base alla loro valutazione della situazione, camion carichi di generi di prima necessità e cibo sono pronti a partire".

Cosa vedono gli operatori di MSF sul terreno?
"Le persone sono traumatizzate. Un uomo, un marinaio, ci ha raccontato che il suo villaggio è stato completamente distrutto. Ha detto che non aveva notizie sulla sorte dei 4mila abitanti del villaggio vicino, che si trova ancora sotto un metro d'acqua. La gente racconta di avere trascorso la notte del ciclone arrampicata sugli alberi, guardando i propri villaggi che venivano distrutti".

"La gente dice che la Birmania non ha mai visto una simile catastrofe; hanno perso tutto e nutrono poche speranze di ricevere assistenza. Nelle regioni di Twantey e Dalla, l'80% dei villaggi sono distrutti. Alcuni villaggi sono ancora sotto un metro d'acqua e non possono essere raggiunti. Tutte le costruzioni di bambù sono state spazzate via. Queste costruzioni rappresentano la maggioranza delle case in questi villaggi. Un terzo della città di Twantey è stato distrutto".

"Si è dimostrato impossibile raggiungere le zone che sono ancora inondate. Possono essere raggiunte solamente in barca, e tutte le imbarcazioni locali sono state distrutte. Stiamo cercando di comprare barche a Yangoon e anche di portarle nel paese da fuori. Nella stessa Yangoon, le nostre équipe hanno valutato la situazione in diverse zone, inclusa la zona di Okalapa, dove abitano 4mila persone in cinque chilometri quadrati. Non hanno accesso all'acqua potabile, poiché tutti i pozzi sono inondati o coperti di terra, o manca il carburante per pompare l'acqua. Sono quindi costretti a bere l'acqua del fiume. Per questo stiamo avviando un programma di distribuzione di acqua potabile".

Quali sono le priorità in questo momento?
"Cibo, alloggi e accesso all'acqua potabile sono le priorità di queste ore. La popolazione birmana era già estremamente vulnerabile prima di questa catastrofe. Al momento le persone vivono in condizioni estremamente precarie, senza cibo, acqua potabile e dormendo all'aperto. Inoltre la malaria e la dengue sono prevalenti in queste zone. Stiamo organizzando una distribuzione di zanzariere per i prossimi giorni".

Quali sono le difficoltà che dovete affrontare nella distribuzione degli aiuti?

"Non abbiamo incontrato nessun problema particolare o restrizioni nel fare la nostra prima valutazione della situazione e nella distribuzioni degli aiuti. Stiamo continuando a portare assistenza alle popolazioni colpite e stiamo valutando la situazione in altre zone per poter allargando il campo di azione degli aiuti. Tuttavia è chiaro che oggi, con le limitazioni che abbiamo, sia in termini di risorse umane che di materiali, non siamo in grado di rispondere adeguatamente ai bisogni della popolazione. In seguito all'appello del governo per ricevere assistenza internazionale, è essenziale che i visti di emergenza siano rilasciati quanto prima, e che le spedizioni di soccorso siano autorizzate ad arrivare. Altre squadre di MSF sono in attesa dei visti da 48 ore, per potersi unire a quelle già presenti nel paese".

[ da la repubblica web ]

La natura sempre più violenta ha determinato l'ennesima catastrofe, ma in questo caso la sanguinaria dittatura birmana ha fatto il resto,in primo luogo non ha allertato la popolazione 24-48 ore prima del fenomeno distruttivo,la comunità mondiale e gli scienziati del clima avevano lanciato l'allarme,ma essendo sorda volutamente la dittatura non ha preso alcuna precauzione,molte vittime sarebbero state risparmiate.

Secondo aspetto,solo oggi dopo giorni dallo tsunami, il criminale regime ha deciso di accettare gli aiuti delle varie organizzazioni mondiali,come avrete letto almeno dalle prime righe, tra i primi testimoni diretti,medici senza frontiere, hanno constatato l'immane catastrofe.

Dopo la repressione dei monaci tibetani,sfociata nel sangue, i medesimi detentori del potere hanno ucciso buona parte della popolazione e ne uccideranno ancora,causa i ritardi dei soccorsi, grazie alla loro ottusa ignoranza e l'onnipotenza da straccioni,la mia maledizione verso costoro è assolutamente ragionevole.

La possibile donazione per l'aiuto in Birmania

Sms 48581

Basta inviare un sms al numero 48581 dal telefonino personale Tim, Vodafone, Wind e 3 per donare 1 euro. La donazione sarà di 2 euro chiamando lo stesso numero 48581 dal telefono fisso Telecom Italia. E' anche possibile effettuare donazioni bancarie sul conto corrente congiunto PAM-UNICEF presso Banca Etica, conto n. 303030, Filiale di Roma, Via Rasella 14, ABI 05018 CAB 03200, "UNICEF-PAM per Myanmar".

04/05/2008

Il tam tam della sicurezza nelle nostre città ma a 360 gradi spero in futuro

Ha 20 anni ed è di Verona il giovane che questa mattina si è costituito alla Digos della Questura del capoluogo veneto confessando di essere uno dei responsabili dell’aggressione avvenuta il primo maggio scorso ai danni di Nicola Tommasoli, il 29enne disegnatore industriale di Negrar ora in coma all’ospedale di Verona.

La questura, che sottolinea come sia stata la «pressione investigativa» a convincere il giovane a costituirsi, non conferma le indiscrezioni secondo cui il 20enne apparterrebbe ad ambienti di ultras neofascisti. Nella nota però si sottolinea come sia stata «decisiva» ai fini della svolta nell’indagine «l’individuazione degli ambienti in cui gravitano i presunti responsabili dell’aggressione», operata dalla Digos della Questura di Verona, «che già lo scorso anno si era occupata proficuamente del fenomeno delle aggressioni nel centro storico veronese», che era stato centro di svariati episodi di stampo razzista.

In particolare, proprio la Digos veronese nel giugno dello scorso anno aveva portato a termine una operazione che aveva portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 17 ragazzi tra i 17 e i 25 anni accusati di aver compiuto almeno una dozzina di aggressioni in città a partire dal marzo 2006 fino al giugno 2007.

I 17 indagati avrebbero compiuto per più di un anno aggressioni di stampo razzista in centro città e avevano come luoghi di ritrovo i bar tra piazza Erbe e corso Portoni Borsari. Dalle perquisizioni emerse che erano legati al Veneto Fronte Skinheads.

[ da la stampa web ]

Di queste imprese ma senza la vittima predestinata,avevo alcuni mesi fa letto le nobili  "gesta" di un gruppo skinheads nelle vicinanze di un lager nazista, ora dalle cronache si è appreso che il 29enne in fin di vita è stato vittima di questi gruppi, da mesi esiste il tam,tam della sicurezza pubblica nelle nostre città,nel quale non avrei nulla da obiettare,l'affermazione della legalità deve valere per tutti,mi spiace che non esista o quasi il riconoscimento della stragrande maggioranza di questa gente arrivata da molti paesi,per lavorare e inserirsi nel paese.

Detto ciò mi auguro che queste cronache non si limitino a pochi giorni e si avvii a chiudere l'argomento repentinamente,la condanna tramite l'informazione può moltissimo per emarginare questi criminali.

30/03/2008

Il massacro delle foche in Canada,l'indirizzo mail per protestare

 

La visione è sconsigliata alle persone molto sensibili

questa è la mail dell’ambasciata canadese, e vergogna si scrive “shame”:

rome@international.gc.ca

Mi pare doveroso protestare

01/03/2008

Medioriente,l'odio barbaro che contribuisce alla distruzione sociale di questo pianeta

(il postino delle sei) - a volte un restyling s'impone: la svastica adesso ha sei punte!

ho sempre combattuto chi sosteneva che le vittime di ieri sono diventati i carnefici di oggi, e non intendo mutare una virgola: le vittime stanno sottoterra, i carnefici hanno bisogno di calpestare il suolo coi loro stivali.

Ma quando sento il vice-ministro israeliano della difesa Matan Vilnay affermare che, se non cesserà il lancio dei razzi kassam, sarà Shoah, devo giungere alle conclusioni del titolo. Shoah è una parola che nessuno può permettersi di stuprare, facendola diventare minaccia. Vilnay vergognati: vergognati di aver infangato la memoria, e vergognati delle pietose scuse che hai fornito in merito, degne di chi, oltre a non averla, la dignità non sa neppure cosa sia… del resto la propensione allo stupro, se la memoria non m’inganna, non è cosa nuova per massimi dirigenti dello stato d’israele.

Le vittime di ieri non sono i carnefici di oggi, ma il simbolo che identificava le vittime di ieri può identificare i carnefici di oggi. Per questo motivo mi tocca ammettere un errore: se al Salone del Libro di Torino non sarà specificato che ospiti d’onore saranno gli scrittori israeliani, e non lo stato di Israele, nonostante gli articoli scritti, passerò dalla parte di chi propone il boicottaggio.

Ho appreso che avete l’abitudine di appoggiare una pietra sulla lapide di coloro che sono stati giusti. Io appoggerò questa pietra sui tumuli degli otto bambini palestinesi che sono morti ieri, restituendo loro quella pietra che hanno scagliato nella vostra direzione per rivendicare il diritto alla libertà e ad una vita dignitosa.

Complimenti per l'articolo Riccardo,sapientemente e con la tua cultura hai postato un commento splendido se non fosse per la tragicità dell'argomento,se è pur vero che non esistono diavoli da una parte e santi dall'altra, ma le reazioni d'Israele sono mastodonticamente criminali, questa posizione barbara non farà altro che scatenare l'odio internazionale, il fondamentalismo e il terrorismo, lo affermo con la morte sul cuore.

Inserisco il tuo articolo sul mio spazio,meglio diffondere l'indignazione.

Ciao Ivo

Immagine da Gaza,Palestina

02/01/2008

Kenya, drammatica crisi ma flebili speranze,si spera

Kenya, per mediare arriva il presidente dell'Unione Africana


Kenya, disordini dopo le accuse di brogli elettorali - 31 dicembre 2007 - foto AP - 250x236
Ora si tenta la mediazione. A Nairobi arriva il presidente di turno dell'Unione africana, John Kufuor, per tentare di far tornare la calma nel paese lacerato dagli scontri che hanno provocato la morte di almeno trecento persone dopo i contestati risultati elettorali. Ci avevano già provato i governi di Londra e Washington, con un comunicato congiunto che invitava le autorità keniote a intraprendere la strada della riconciliazione, ma le forze politiche non accennano a dare segni di distensione.

Solo mercoledì il presidente appena rieletto, stando ai dati ufficiali, Mwai Kibaki ha accusato il leader dell'opposizione Raila Odinga di incoraggiare la pulizia etnica contro i kikuyo, il principale gruppo etnico keniano di cui fa parte lo stesso Kibaki, e che lo ha appoggiato in massa. I dubbi sulla regolarità della sua rielezione, intanto, si fanno sempre più pressanti. L’Unione Europea, gli Usa, la Gran Bretagna, il Canada, il Giappone avevano già espresso le loro titubanze, ma ora è lo stesso presidente della Commissione Elettorale, Samuel Kivuito a non essere più tanto certo che Kibaki, da lui stesso proclamato vincitore, abbia davvero conquistato la maggioranza dei seggi. E racconta delle pressioni che ha ricevuto dall'entourage del presidente affinché annunciasse il prima possibile i risultati.

Mentre sembra lontano il ritorno alla tranquillità, quindi, la gente scappa. Sono oltre 70.000 le persone in fuga dai luoghi degli scontri. L'episodio più truculento è successo a Kisumu, nella parte occidentale del paese, dove una chiesa dove si erano rifugiate circa duecento di persone in fuga dai tumulti nelle strade, è stata data alle fiamme. Una cinquantina di persone che avevano cercato scampo nella chiesa di Eldoret, sono morte: arse vive. Tra loro anche molti bambini. L'episodio è stato denunciato dalla polizia locale e dalla Croce Rossa. La chiesa dove avevano trovato un tetto gli sfollati sarebbe stata incendiata da un gruppo di uomini armati.

La Farnesina, intanto, non esclude un peggioramento della situazione in Kenya e sconsiglia vivamente le partenze di turisti italiani e uomini d'affari per il Paese africano.
Da l'unita web
Nella tragedia del momento sono abbastanza fortunati in Kenya, per ragioni turistiche ed economiche si stanno muovendo, mi auguro che gli sforzi appena cominciati e abbozzati, riescano a portare dei risultati, l'emergenza attuale è sotto gli occhi di tutti noi,la popolazione kenyota è ad un passo dalla guerra civile,complice l'attuale potere accusato di brogli elettorali dall'opposizione.
Molte le testimonianze di violenze e di assassinii perpetrati dalle forze dell'ordine e dalla popolazione stessa, orribile la morte di molte persone chiuse dentro la chiesa,arse vive. 
Presto per affermarlo, ma la situazione nel paese anche delle vacanze, dovrebbe avere fortunatamente, un altro epilogo rispetto al Darfur e all'Uganda, il popolo vittima del genocidio in atto, in mezzo al deserto con il loro "campeggio allegramente in mezzo alla sabbia", non gl'importa quasi a nessuno.

13/12/2007

Darfur, come assistere pacificamente all'apocalisse umanitaria

DARFUR: CLOONEY, BASTEREBBERO 24 ELICOTTERI
ROMA - George Clooney a Roma, insieme all'attore Don Cheadle a sostegno della causa del Darfur, di una cosa sembra davvero sicuro: è l'informazione e i giornalisti che possono fare la differenza. In una conferenza stampa durata oltre mezz'ora in Campidoglio, l'appello dell'attore è stato solo per i media anche perché dice:"é il momento giusto. Ci saranno presto i giochi olimpici in Cina e le elezioni negli Usa". Mentre sull'immediato l'attore lancia più volte un appello: "24 elicotteri potrebbero salvare milioni di persone. Bisogna trovare subito i soldi". Abbiamo bisogno di voi dice più volte rivolto ai giornalisti Clooney "come la cavalleria che arriva per salvare tutti, visto che per ora non è in arrivo né quella Usa, né quella inglese".

In realtà spiega l'attore Don Cheadle nell'incontro moderato da padre Giulio Albanese "siamo ora a una dead-line. Le risoluzioni Onu per intervenire nell'area sono pronte, ma poi non accade nulla anche per l'opposizione del governo sudanese". Quello che intanto si può fare spiegano i due attori è trovare 47 milioni di dollari per acquistare 24 elicotteri "che potrebbero proteggere e salvare quattro milioni di persone". E pensare, dice Clooney "che all'America non mancano certo questi stramaledetti elicotteri". E per far capire davvero quello che sta succedendo nel Darfur e la poca attenzione delle stampa fa un esempio. "Quello che è successo a Gillian Gibbons, maestra di scuola elementare di Khartoum frustrata perché voleva chiamare un orsetto di peluche con il nome di Maometto, è una cosa che farebbe ridere quelli del Darfur. E poi - continua l'attore - perché si è parlato tanto di lei e così poco della tragedia del Darfur? E' chiaro perché si trattava di un Occidentale".

Anche sull'appoggio da parte dei politici americani il premio Oscar Clooney ha qualcosa da dire:"abbiamo contattato molti parlamentari sia democratici che Repubblicani e tutti ci danno ragione. Anzi nei Repubblicani pesa molto la loro componente cristiana per capire meglio le nostre ragioni, ma poi non accade nulla". Sulla tragedia nel Darfur scoppiata nel febbraio 2003 e che ha causato finora almeno duecentomila morti e oltre 2 milioni e mezzo di profughi e sfollati, Don Cheadle cerca di fare alcuni esempi della sua gravità:"famiglie distrutte, acqua inquinata, villaggi bruciati e persone fatte a pezzi e buttate nei pozzi", ma attenzione ci tiene a dire Clooney:"non sono persone che chiedono elemosina, prima di questa guerra erano del tutto autosufficienti, non cercano elemosina, ma vogliono solo giustizia".

 

Da ansa web

Due milioni di profughi, migliaia di vittime e per molti di loro una fine annunciata, in quella terra non esistono interessi strategici energetici,la cosiddetta esportazione democratica e l'olocausto africano scorre nell'oblio, più importanti sono gli oleodotti afghani, i pozzi petroliferi irakeni, in questo caso l'occidente salva pianeta muove le sue armi.

Come afferma Clooney, gli elicotteri in certe condizioni non riescono a volare, troppa sabbia senza palpabili interessi e mi riferisco non solo agli Stati Uniti, ma anche alla sonnecchiante Europa e l'organizzazione d'hoc, l'Onu troppo esteso per occuparsi di pochi kmq di deserto,potrebbero sporcare i vetri del palazzo.....

13/10/2007

Il generale Sanchez,dopo Abu Graib e la sua visione catastrofica in Iraq.

L'ex comandante delle forze Usa in Iraq si scaglia contro l'amministrazione
"Il massimo che possiamo fare con questo approccio difettoso è allontanare la sconfitta"

Sanchez accusa la Casa Bianca
"La guerra in Iraq un incubo senza fine"


<B>Sanchez accusa la Casa Bianca<br>"La guerra in Iraq un incubo senza fine"</B>

Il generale Ricardo Sanchez

WASHINGTON - La guerra in Iraq si è rivelata in quattro anni e mezzo "un incubo senza fine" e "un catastrofico fallimento". A dirlo è il generale di corpo d'armata Ricardo Sanchez, ex comandante delle forze Usa in Iraq e alto responsabile del Pentagono. Secondo Sanchez l'attuale strategia della Casa Bianca nella guerra in Iraq non porterà alla vittoria. Il generale ha inoltre definito gli attuali leader politici americani "incompetenti", "corrotti" e "negligenti nel compiere il loro dovere", aggiungendo che sarebbero stati portati davanti a una corte marziale se avessero agito così da militari.

Le critiche del generale, a riposo dal 2006, sono rivolte soprattutto contro l'insieme dell'amministrazione americana, che a suo parere avrebbe dovuto mobilitarsi nella sua interezza per la stabilizzazione dell'Iraq. "La leadership nazionale continua a credere che la vittoria possa essere ottenuta solo con il potere militare - ha affermato - ma le continue manipolazioni e gli aggiustamenti alla strategia militare non porteranno alla vittoria. Il massimo che possiamo fare con questo approccio difettoso è allontanare la sconfitta".

Sanchez è stato per un anno comandante delle forze americane in Iraq a partire dal giugno 2003. Il fatto che sotto il suo comando avvenne lo scandalo di Abu Ghraib, nota il New York Times, lo rende vulnerabile alla critica che con queste accuse voglia addebitare ad altri sue responsabilità. Il generale fu rimosso poco dopo lo scandalo di Abu Ghraib.

La Casa Bianca non ha voluto commentare direttamente le parole di Sanchez. "Apprezziamo i servigi da lui resi al Paese", ha dichiarato la portavoce Kate Starr. Sia l'attuale comandante militare David Petraeus che l'ambasciatore a Bagdad Ryan Crocker, ha aggiunto la Starr, hanno dichiarato che in Iraq "vi è ancora lavoro da fare, ma vengono fatti progressi".

Da la repubblica web 

La prigione degli orrori di Abu Graib.

Foto reperite tramite ricerca google.

Sanchez,fu il responsabile massimo della scandalosa vicenda di Abu Graib, le immagini se non le ricordate eccole nella loro crudezza, potrebbe essere una valutazione della situazione in Iraq, dettata dalla vendetta per essere stato defenestrato, ma se dopo 4 anni pare sia il pensiero comune di altri strateghi militari, evidentemente la politica dei repubblicani negli States,devono prendere atto della situazione, aver inviato altri militari ad inizio anno, per solo volere di Bush non puo' che ritardare l'agonia e la sconfitta dopo il Vietnam.

Non si esporta democrazia togliendo un tiranno sanguinario, con la forza militare, l'autodeterminazione alla liberta' dev'essere una strada percorsa esclusivamente dai nativi, magari aiutandoli solo con sanzioni economiche.

Essendo presenti le etnie sunnite,sciite e curde, quelle piu' diffuse nel paese debbono loro trovare un accordo o perlomeno una divisione di territorio tra le parti.

Continua...

24/09/2007

No-war

 

 

Continua...