12/08/2008
I chiaro-scuri della nuova integrazione sociale a Torino
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Scusate lo sponsor inserito,il click di Oliviero Toscani lo reputo molto interessante
Alcune testimonianze di torinesi di vecchia data e nuovi arrivi
Occhiate rapide e commenti sottovoce. Famiglie con passeggino, anziani con camicie di lino e ragazzi con jeans e minigonne. In pochi guardano le foto appese in piazza San Carlo, nella mostra a cielo aperto «Figli degli altri. Percorsi fotografici delle seconde generazioni a Torino». I più le vedono e basta. Un’occhiata e via, camminano veloci verso la normalità che parla italiano, dove gli amici hanno la pelle bianca, non hanno gli occhi a mandorla, e al massimo sono meridionali.
«Le seconde generazioni? Sono uguali ai loro padri - si lascia sfuggire Rosalba Oletta, piemontese, 78 anni, residente nel Canavese -. I meridionali facevano di tutto per integrarsi, e ci sono riusciti: hanno solo più i tratti somatici dei loro paesi, ma sono torinesi in tutto. Questi, invece, non fanno niente, rimangono uguali a se stessi: la romena che lavora da me pretende che io impari la sua lingua. Certo - conclude - alcuni scappano dalla guerra, i meridionali venivano qui per lavorare, è diverso. Però…».
Lascia la frase a metà, e un senso di imbarazzo nell’aria. Affianco ci sono Sonia Cerutti, 26 anni, torinese e Rodrigues Matondo Abelson, 33, angolano. Passeggiano e portano a spasso il loro bambino di 10 mesi: «Sono arrivato sei anni fa - racconta Rodrigues - e non ho nemmeno un amico torinese. Qui tutto è legato allo stato sociale che hai, al lavoro che fai. E ora sono disoccupato. Ho tante conoscenze, certo, ma nessuno su cui poter contare. A parte lei, ovvio» guarda Sonia, capelli biondi, occhi azzurri, si stringono la mano sul manico del passeggino, sorridono, proseguono il giro.
Maurizio Ciccatelli, torinese d’adozione e grafico di professione, e sua moglie Valeria Costin, romena, raccontano ancora una storia diversa solo in apparenza: «I miei genitori, meridionali, hanno faticato per integrarsi - racconta lui -. Ancora oggi, però, preferisco i miei amici del sud. Torino è una città aperta per finta, in realtà tutti si chiudono in casa a doppia mandata». «Dovevo rimanere solo un anno - racconta lei - poi ci siamo sposati. Lo rifarei mille volte. Certo, i miei parenti sono molto più ospitali con lui di quanto...». Anche lei non finisce la frase, lui le mette il braccio intorno al collo, salutano.
Si fa avanti Nicola Borgomastro, torinese, sorvegliante di un ente pubblico: «Gli africani non mi piacciono, non ci rispettano. Quelli dell’est invece non mi hanno mai dato problemi». Idee confuse, pregne di pregiudizi. Chi con gli immigrati ci lavora, invece, ha una visione un po’ più chiara. «Le seconde generazioni vivono sulla soglia - spiega Sabrina Caspani, 35 anni, psicologa in una cooperativa sociale, a spasso con il marito, Roberto Agostini, 31 anni e Jacopo, di 8 mesi -. Quarant’anni fa nessuno affittava le case ai meridionali, oggi sono centinaia quelli che le danno ai marocchini chiedendo prezzi folli. Abbiamo imparato a sfruttarli».
«E siamo diventati falsi - aggiunge il marito -. Una volta si diceva in faccia quello che si pensava, oggi tutti parlano politically correct. In pochi capiscono che gli immigrati sono una ricchezza». Conclude Sabrina: «Siamo felici che Jacopo andrà a scuola e crescerà insieme a molti stranieri di altre religioni ed etnie. Sono i bambini di oggi che cambieranno il domani».
Cettina Costa, 46 anni, insegnante, conferma: «L’integrazione non è spontanea, va coltivata. Ma d’altronde nemmeno tra gli italiani va tutto rose e fiori. Sono tempi difficili, bisogna aspettare la prossima generazione». Il «Benvengano!» che urla Erminia Ruggeri, 64 anni, pugliese d’origine, spiazza: «Poveretti, sono trattati come noi quarant’anni fa. Ma ce la faranno. Io non tornerei in Puglia per nulla al mondo, qui si sta bene. Torinesi si diventa, i miei figli sono riusciti. Ma poi, esistono ancora i torinesi puri?».
Youssef Rachadi, 29 anni, marocchino metalmeccanico, in Italia da quando ne aveva 16 conclude il giro: «Negli ultimi anni, con il terrorismo in tv il clima è peggiorato, la gente ci guarda male. Ho sempre vissuto qui, tranne tre anni a Napoli. E gli unici amici che ho, li ho conosciuti là. Ho fatto il possibile ma voglio tornare a casa e far crescere i miei figli là».
[ da la stampa web ]
Molte versioni,dettate dallo spirito di tolleranza e integrazione o di palesi difficoltà nella metropoli che inevitabilmente cambia,alcuni parallelismi sulla massiccia emigrazione dal sud del paese per trovare lavoro negli anni sessanta-settanta,da torinese o meglio piemontese da alcune generazioni,posso perlomeno mitigare o cercare di giustificare alcune situazioni d'intolleranza verificatasi in quei anni.
Torino dopo la seconda guerra mondiale,contava circa 200mila abitanti,nel breve periodo d'una ventina d'anni quintuplicò le presenze,per via degli stabilimenti Fiat e della produzione di veicoli,penso che ci sarebbero stati problemi ovunque,non mi pare ci furono comportamenti particolarmente violenti,particolare che molto probabilmente considerato il volume d'arrivi,in qualche altra realtà sarebbe stato assai peggio.
Non voglio giustificare i cartelli,non s'affittano appartamenti ai meridionali,questa fu una vergogna,ma un certo sbandamento sociale fu assolutamente logico.
00:15
Scritto da : iserentha
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09/08/2008
Marcinelle 1956,quando la storia si ripropone ed è sempre attuale
Notizia tratta e personalmente sviluppata da [ ansa web ]
8 agosto 1956
262 morti nella viscere della miniera belga,136 furono italiani in cerca di fortuna,l'accordo tra i governi italo-belga,consisteva nell'estrazione di carbone in cambio di manodopera, dal 1946 al 1963 furono 867 i minatori italiani morti nelle miniere del regno belga,le regioni più colpite dei migranti dell'epoca furono,Molise,Abruzzo e Puglia,ieri la commemorazione in un'atmosfera carica di commozione, alle 8.10 sono cominciati i 262 rintocchi della campana di Bois du Cazier: uno per ogni morto. Cinque rintocchi per la famiglia Iezzi, che nel pozzo maledetto ha lasciato due fratelli e tre altri familiari. La vittima più giovane, Antonio Sacco, aveva solo 16 anni ed era la prima volta che scendeva in profondità. A ricordare il sacrificio di ognuno di loro, decine di vecchi minatori, con l'elmetto e la lampada accesa in testa. Testimoni di un mondo ormai scomparso, ma che rappresenta un monito per l'oggi. "Sono passati 52 anni, ma la sicurezza nei posti del lavoro non è ancora garantita, come ci dimostrano le tragedie della Thyssen e le troppe morti bianche".
Se la storia può insegnare qualcosa a tutti noi,popolo migrante lo siamo sempre stati,in tutto il mondo esistono famiglie italiane integrate nel paese ospitante all'epoca,ormai residenti,la realtà dei nostri giorni inverte il fenomeno,ora siamo noi ad ospitare,con leggi,regolamento flussi,doveri di legalità da parte degli extracomunitari,tutte posizioni migliorabili,ma sia ben chiaro senza queste persone il paese andrebbe in difficoltà estrema,se avete dubbi a riguardo,cinicamente almeno per chi storce il naso,pensate all'economia già parecchio in difficoltà per altri versi.
08:45
Scritto da : iserentha
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19/06/2008
L'Italia e gli italiani,le modifiche in corso

Tanti, ma anziani e con pochi figli. In compenso gli stranieri residenti in Italia aumenteranno: nel 2051 gli italiani potranno arrivare a essere 67 milioni, contro i 59 milioni di adesso, con 22 milioni di over 65 e sempre meno bambini e ragazzi under 14. Gli immigrati residenti potrebbero arrivare tranquillamente oltre quota 10 milioni. E' lo scenario proposto dall'Istat nelle sue previsioni demografiche dal 2007 al 2051, con l'analisi dell'evoluzione futura del Paese nel breve, medio e lungo termine. Pur tuttavia, sottolinea l'Istat "i dati di lungo termine vanno trattati con estrema cautela. Le previsioni demografiche divengono, infatti, tanto più incerte quanto più ci si allontana dalla base di partenza, in particolar modo nelle piccole realtà geografiche". La cautela è d'obbligo, quindi, anche perché l'Istat ha elaborato tre diversi scenari (alto, centrale e basso) in cui i dati variano sensibilmente.
- POPOLAZIONE TOTALE: La popolazione, infatti, potrà crescere nel 2051 fino a 61,6 milioni (previsione media), arrivare al record di 67,3 mln o scendere addirittura a 55,6 mln facendo registrare una perdita di 3,5 mln di residenti rispetto al 2007.
- NASCITE E DECESSI: Tanto le previsioni delle nascite quanto quelle dei decessi sono soggette a una grande incertezza. La previsione secondo lo scenario centrale non lascia alcuna possibilità all'idea di un ricambio positivo delle generazioni per via della sola dinamica naturale. Il saldo naturale, infatti, si presenta negativo già dal 2008 (-5 mila), per poi dilatarsi ulteriormente negli anni successivi. Il saldo naturale oltrepassa, infatti, il valore delle 100 mila unità in meno nel 2018, quello delle 200 mila unità in meno nel 2039, quello delle 300 mila nel 2050.
- ANZIANI E GIOVANI: Tra le diverse ipotesi possono essere colte al più delle sfumature, ma non delle sostanziali differenze riguardo alla crescita della popolazione anziana e al relativo impoverimento della popolazione in età da lavoro. Ad esempio, l'età media della popolazione passa dagli attuali 42,8 anni a 49,2 anni nel 2051 secondo lo scenario centrale, a 48,9 anni secondo lo scenario alto, infine a 49,6 anni in quello basso. Tendenze e livelli finali analoghi, la cui interpretazione non muta l'aspetto centrale della questione demografica presente e futura, in qualunque modo si voglia inquadrarlo.
- STRANIERI: Nello scenario centrale l'ammontare di stranieri risultante entro il 2051 è di 10,7 milioni (+1,3% l'anno sul 2031), cosicché il saldo finale rispetto al 2007 è attivo nella misura di 7,8 milioni di residenti in più. Nello scenario alto gli stranieri ammontano a 12,4 milioni (+1,6% l'anno sul 2031) contro i 9 milioni dello scenario basso (+1% l'anno).
[ da ansa web ]
La statistica lascia molti dubbi,è indubbiamente difficile prevedere come sarà organizzato il nostro paese demograficamente,le certezze sono a mio parere un paio,l'invecchiamento inesorabile della popolazione e l'aumento degli stranieri,il primo lo si può notare anche in questo momento,nonostante le nascite tra le coppie extracomunitarie nel bilanciare l'andamento.
Come del resto l'aumento della popolazione straniera,la nostra economia è in questo momento supportata anche dall'apporto di queste popolazioni,il fenomeno xenofobo e razzista così diffuso dovrà prendere atto della realtà,ho idea che nel XXII secolo la razza autoctona sarà una minoranza,non deve intristire il fenomeno,dallo studio di eminenti ricercatori,la razza umana ha un comune denominatore iniziato in Africa,tutti noi abbiamo un lontanissimo avo colored,nonostante i nostri visi pallidi,una certa puzza sotto il naso e uno strano concetto di superiorità,ma toccherà farsene una ragione....almeno le prossime generazioni se la faranno,molto probabilmente un certo mutamento del dna,non potrà che esser positivo,visto e considerato determinati personaggi di questo "bel paese".
22:25
Scritto da : iserentha
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28/05/2008
Dall'estrema destra un referendum che condivido,l'abrogazione della legge Merlin
PROSTITUZIONE
CASE CHIUSE, SANTANCHE' LANCIA REFERENDUM CONTRO LA "MERLIN"

E' stato depositato questa mattina dalla portavoce de La Destra, Daniela Santanche', presso la corte di Cassazione, il quesito referendario per l'abrogazione di alcuni articoli della legge del 20 febbraio 1958 n. 75 piu' nota come legge Merlin, con la quale si stabili' l'"abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui", ovvero la chiusura dei bordelli. Il quesito referendario, depositato dalla Santanche' insieme ad un comitato di altre dieci donne, prevede l'abrogazione di diversi articoli della legge Merlin. In particolare, il primo con il quale si vieta "l'esercizio di case di prostituzione nel territorio dello Stato e nei territori sottoposti all'amministrazione di autorita' italiane", il secondo con il quale si stabiliva la chiusura di "case, quartieri e qualsiasi luogo chiuso, dove si esercita la prostituzione, dichiarati locali di meretricio"; l'art.3 che regolava le sanzioni per coloro che gestivano le case chiuse o affittavano locali a questo scopo. Il referendum prevede inoltre l'abrogazione dell'art.7 con il quale si vieta alle autorita' di pubblica sicurezza, sanitarie e amministrative "di procedere ad alcuna forma diretta o indiretta di registrazione di donne che esercitano o che siano sospettate di esercitare la prostituzione"; di alcuni passaggi dell'art.8 e degli art.13 e 14. "Con questa iniziativa referendaria - spiegano le firmatarie del quesito - intendiamo chiamare i cittadini italiani a mobilitarsi per una battaglia di civilta' e cultura su un fronte troppo a lungo trascurato dalle istituzioni: la prostituzione che invade strade e quartieri delle nostre citta'". Una battaglia, spiegano, che puo' esser condotta prima di tutto con "la cancellazione delle norme contenute in una legge ormai vecchia di 50 anni ma ancora in vigore. Questo e' il primo, indispensabile passaggio di una nuova regolamentazione della prostituzione". Dopo aver ricordato che la legge Merlin stabili' il divieto di esercitare la prostituzione nel chiuso di un'abitazione, le firmatarie sostengono che "e' il momento di invertire queste prescrizioni. L'abrogazione della normativa della legge Merlin consentira' infatti di offrire alle donne intrappolate nella catena di montaggio della prostituzione una via d'uscita. Allontanate dalle strade e da una condizione subumana della loro esistenza avranno la possibilita' di decidere del proprio destino e continuare con il loro mestiere nel chiuso della propria abitazione oppure liberarsi una volta per tutte della morsa dei trafficanti e cercare, anche con il nostro aiuto, un'opportunita' di riscatto". "Si parla di sicurezza come di un'emergenza del paese - ha sottolineato Daniela Santanche' - e non si vuole risolvere un problema come la prostituzione che e' cosi' strettamente legato alla sicurezza. Siamo aperti alla partecipazione di tutti, partiti, associazioni e comitati di quartiere perche' questa e' una battaglia del popolo, perche' - ha concluso Santanche' - gli italiani sono stufi di avere questo spettacolo sotto le loro case e noi donne siamo stufe di vedere queste schiave, spesso minorenni, del nostro tempo".
[ da agi web ]
Un referendum che mi vede concorde anche se l'avesse proposto belzebù, non è in discussione il ventilato decoro nelle vie delle nostre città,anche se il fenomeno è mal tollerato dalla coscienze più sensibili, si tratta di porre fine al mercato delle schiave del sesso,sono dell'idea che siano una minoranza risibile le soddisfatte del vendersi per strada, la maggioranza di esse sono donne portate sul marciapiede e rese schiave con ogni tipo di violenza, da non sottovalutare la condizione di un buon numero di minorenni,per interrompere tutto ciò è assolutamente necessaria una legge che proibisca la prostituzione per strada,il lavoro tra i più antichi del pianeta dovrà svolgersi in casa,come molte italiane già fanno o in quartieri organizzati,sarà possibile rendere l'attività legale,anch'esse pagheranno i tributi e saranno controllate a livello sanitario.
Una società civile e umanitaria non può chiudere gli occhi su questa barbarie.
22:07
Scritto da : iserentha
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22/05/2008
Il decisionismo imperante,quali saranno i risultati??
Centrali nucleari


Da Scajola oggi al meeting di Confindustria,nel giorno celebrativo di Emma Marcegaglia,la dichiarazione del progetto di alcune centrali nucleari di nuove generazione,un progetto a lunga scadenza che assorbirà enormi investimenti,una soluzione ma è l'unica percorribile?? Non sarebbe stato più virtuoso investire in tutta la penisola,specie nel mezzogiorno nella tecnologia solare e sugli impianti eloici,tutto ciò in parallelo con la nuova edilizia e l'innovativa tecnologia assai virtuosa sui consumi elettrici e del riscaldamento, mediante doppi vetri e coibentazione degli stabili.
Saremo virtuosi e all'altezza della situazione sulle scorie nucleari,nonostante il minor volume che ne deriva tramite le nuove tecnologie.
Sbarchi immigrati e non solo via mare

La nuova legge voluta da Maroni,inserisce il reato dei clandestini che sbarcano nelle nostre coste o da qualsiasi punto di confine del nostro territorio,la potremo considerare in futuro decisiva questa soluzione su questo fronte??
Non è demagogico pensare di arrestare e mettere in galera migliaia di immigrati, con le carceri già piene e zeppe di popolazione carceraria,cosa faranno un nuovo indulto per svuotare le celle e riempirle della miseria epocale del terzo mondo??
Anche su questo tema fiuto molta demagogia....
Imposta comunale degli immobili

L'aveva già promesso nel 2006,poi per i fottutissimi 24 mila voti non riuscì ad organizzarlo.ora rilancia nonostante siano molte le famiglie che non la pagano già da l'anno scorso l'obolo comunale,quelle con i redditi più bassi naturalmente, da oggi per la prima casa sono esenti tutti,ci sarebbe da brindare senza alcun dubbio,ma i comuni come si finanzieranno?? Lotta agli sprechi sentenziano,saranno sufficienti?? fosse così semplice, non vorrei che sia come il gioco delle tre carte,i finanziamenti ai comuni non entreranno dalla porta ma dalla finestra, mi spiego meglio,non ci sarà più la tassa con cadenza giugno (acconto) e dicembre (saldo), ma bensì spalmata tutto l'anno o se preferite rateizzata in 12 mesi.
I casi sono due,i sindaci di tutti i comuni d'Italia con questi soldi recepiti in quindici anni dall'inserimento dell'Ici,sono stati incapaci di gestirli o se li giocavano al casinò!!!
Anche su questo aspetto se esistono nodi,verranno al pettine.
Straordinari detassati al 10% con il tetto di 3000 euro

Il rilancio dell'economia inizierà con l'incentivo degli straordinari detassandoli,lavorare di più,produrre maggiormente,nonostante la congiuntura economica,il prezzo del petrolio il problema più determinante,sarà la ricetta corretta?? ma se i soliti noti,quelli che hanno un lavoro magari precario,si fanno lavorare con più ore,l'occupazione non ne risentirà??chi ne è fuori rimarrà diffusamente a braccia conserte con tutta probabilità, ma non sono Brunetta e mi inchino alla sua esperienza.
Ultimo aspetto,Rom e sicurezza pubblica,ma non ultimo per importanza

Tolleranza zero anche verso i nomadi ed extracomunitari che delinquono,il mio senso di legalità non obietterebbe alcunchè, però devo ripetere le statistiche della questura e dell'Istat, le quali affermano che i reati di qualsiasi gravità sono nel nostro paese in linea con altri paesi del continente europeo,detto ciò,la campagna mediatica e politica contro le minoranze miserabili presenti nel nostro territorio provocano movimenti xenofobi e razzisti preoccupanti,si tende di far di tutto un'erba,un fascio, con possibili derive già descritte dalle ultime cronache.
Il senso di legalità che sia il benvenuto,ma occorre non cavalcare l'onda e riflettere su come affrontare il fenomeno,magari con politiche che premino le persone che lavorano e sono integrate nella nostra economia e severità per chi delinque.
Ma le crocette in cabina elettorale si moltiplicano a favore con determinati proclami.
22:00
Scritto da : iserentha
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21/05/2008
Massimo Gramellini e la spettacolarizzazione dell'estremo saluto
Un brutt'applauso

Dei tre minuti di silenzio osservati dai cinesi per le vittime del terremoto colpiva soprattutto una cosa: il silenzio. Nelle immagini televisive nulla sembrava poter distogliere dal loro rigore quei corpi immobili e quelle labbra serrate. Un miliardo e trecentomila persone capaci di tenere la bocca chiusa e le mani ferme per tre minuti (il totale fa 7415 anni di silenzio: praticamente un’era glaciale). Il confronto con i funerali della ragazza di Niscemi assassinata dai coetanei non avrebbe potuto essere più deprimente. Applausi scroscianti alla bara, persino durante l’esecuzione del «Silenzio» da parte di un trombettiere.
L’applauso in chiesa o durante le commemorazioni negli stadi è un segnale drammatico di decadenza, tanto più perché pochi sembrano darvi peso. E’ figlio della maleducazione televisiva ed esprime l’ansia di riempire un vuoto. Nelle civiltà in declino ha perso il significato originario di approvazione ed è diventato il modo di comunicare agli altri la propria esistenza. Si applaudono i morti per sentirsi vivi, senza esserlo davvero: solo dei morti viventi, infatti, possono avere tanta paura del silenzio, che li costringe a sintonizzarsi con la parte più profonda di se stessi. Ma il ribaltamento degli impulsi naturali ha trasformato il silenzio in un segnale di freddezza e l’applauso in una forma di partecipazione. I cinesi cominceranno a perdere colpi il giorno in cui scopriranno che muovere le mani e la bocca è un ottimo sistema per mettere a tacere il cuore.
da http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali...
Molti anni fa non esisteva questa consuetudine,l'estremo saluto veniva inteso come momento di triste riflessione nel ricordo della persona scomparsa,da qualche anno al contrario solo in talune situazioni, funerali di personaggi celebri o di omicidi efferati,la pubblica volontà ha modificato l'ultimo saluto solenne, trasformandolo come se fosse in questo caso l'ultima performance dello sventurato,altro segnale di come sia ben radicato l'effetto spettacolarizzazione indotta a piene mani dall'avvento della televisione privata,non riuscire più a distinguere comportamenti consoni alle varie occasioni è un segnale che denota a parer mio una discreta confusione, un vago senso di protagonismo affiora, nell'affermare quel giorno c'ero anch'io,concerti,spettacoli,sagra della patata,tutto va bene ugualmente, un mix da infondere appunto a piene mani.
Tutto ciò non lo confonderei con la tradizione dei colored americani,dove l'estremo saluto è ritenuto nella sua tragicità,la reazione musicale e canora. d'uno spirito positivo nel pensare ancora vivo il caro defunto, dove i nostri occasionali applausi,per chi pratica sia ben chiaro, sono davvero poca cosa.
La riflessione di Gramellini,morti viventi,la ritengo un tantino esagerata ma con ragioni di fondo.
19:03
Scritto da : iserentha
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28/04/2008
ITALIANI !!! Più pilu per tutti....
Dai bidelli agli onorevoli,
un’Italia alla deriva
Privilegi intoccabili e tagli impossibili

C’erano una volta le impiraresse che perdevano gli occhi a infilar perline, le filandine che passavano la vita con le mani nell’acqua bollente e le lavandere che battevano i panni curve sui ruscelli sospirando sul bel molinaro.
Ma all’alba del Terzo Millennio, al passo col resto del mondo che produceva ingegneri elettronici e fisici nucleari e scienziati delle fibre ottiche, nacquero finalmente anche in Italia delle nuove figure professionali femminili: le scodellatrici. Cosa fanno? Scodellano. E basta? E basta. Il moderno mestiere, per lo più ancora precario, è nato per riempire un vuoto. Quel vuoto lasciato dalle bidelle che, ai sensi del comma 4 dell’art. 8 della legge 3 maggio 1999, n. 124, assolutamente non possono dare da mangiare ai bambini delle materne. Detta alla romana: «Nun je spetta».
C’è scritto nel protocollo d’intesa coi sindacati. Non toccano a loro le seguenti mansioni: a) ricevimento dei pasti; b) predisposizione del refettorio; c) preparazione dei tavoli per i pasti; d) scodellamento e distribuzione dei pasti; e) pulizia e riordino dei tavoli dopo i pasti; f) lavaggio e riordino delle stoviglie. Scopare il pavimento sì, se proprio quel pidocchioso del direttore didattico non ha preso una ditta di pulizie esterna. Ma scodellare no. Ed ecco che le scuole materne e primarie, dove le bidelle (pardon: «collaboratrici scolastiche») sono passate allo Stato, hanno dovuto inventarsi questo nuovo ruolo. Svolto da persone che, pagate a parte e spesso riunite in cooperative, arrivano nelle scuole alle undici, preparano la tavola ai bambini, scoperchiano i contenitori del cibo, mescolano gli spaghetti già cotti con il ragù e scodellano il tutto nei piatti, assistono gli scolaretti, mettono tutto a posto e se ne vanno. Costo del servizio, Iva compresa, quasi un euro e mezzo a piatto. Mille bambini, 1.500 euro. Costo annuale del servizio in un Comune di media grandezza con duemila scolaretti: 300.000 euro.
Una botta micidiale ai bilanci, per i Municipi: ci compreresti, per fare un esempio, 300 computer. Sulla Riviera del Brenta, tra Padova e Venezia, hanno provato a offrire dei soldi alle bidelle perché si facessero loro carico della cosa. Ottocento euro in più l’anno? «Ah, no, no me toca...». Mille? «Ah, no, no me toca...». Millecinque? «Ah, no, no me toca...». Ma ve lo immaginate qualcosa di simile in America, in Francia, in Gran Bretagna o in Germania? (...) E sempre lì torniamo: chi, se non la politica, quella buona, può guidare al riscatto un Paese ricco di energie, intelligenze, talenti straordinari, ma in declino? Chi, se non il Parlamento, può cambiare le regole che per un verso ingessano l’economia sul fronte delle scodellatrici e per un altro permettono invece agli avventurieri del capitalismo di rapina di muoversi impunemente con la libertà ribalda dei corsari? (...)
Giorgio Napolitano ha ragione: «Coloro che fanno politica concretamente, a qualsiasi schieramento appartengano, devono compiere uno sforzo per comprendere le ragioni della disaffezione, del disincanto verso la politica e per gettare un ponte di comunicazione e di dialogo con le nuove generazioni ». Ma certo questa ricucitura tra il Palazzo e i cittadini, necessaria come l’ossigeno per interrompere la deriva, sarebbe più facile se i partiti avessero tutti insieme cambiato quell’emendamento indecente infilato nell’ultimo decreto «milleproroghe» varato il 23 febbraio 2006 dalla destra berlusconiana, ma apprezzato dalla sinistra. Emendamento in base al quale «in caso di scioglimento anticipato del Senato della Repubblica o della Camera dei Deputati il versamento delle quote annuali dei relativi rimborsi è comunque effettuato». Col risultato che nel 2008, 2009 e 2010 i soldi del finanziamento pubblico ai partiti per la legislatura defunta si sommeranno ai soldi del finanziamento pubblico del 2008, 2009 e 2010 previsto per la legislatura entrante. Così che l’Udeur di Clemente Mastella incasserà complessivamente 2 milioni e 699.701 euro anche se non si è neppure ripresentata alle elezioni. E con l’Udeur continueranno a batter cassa, come se fossero ancora in Parlamento, Rifondazione comunista (20 milioni e 731.171 euro), i Comunisti italiani (3 milioni e 565.470), i Verdi (3 milioni e 164.920). (...)
E sarebbe più facile se i 300 milioni di euro incassati nel 2008 dai partiti sulla base della legge indecorosa che distribuisce ogni anno 50 milioni di rimborsi elettorali per le Regionali (anche quando non ci sono), più 50 per le Europee (anche quando non ci sono), più 50 per le Politiche alla Camera (anche quando non ci sono: quest’anno doppia razione) e più 50 per le Politiche al Senato (doppia razione) non fossero un’enormità in confronto ai contributi dati ai partiti negli altri Paesi occidentali. (...) Certo che ha ragione Napolitano, a mettere in guardia dai rischi dell’antipolitica. Ma cosa dicono i numeri? Che la legge attuale, che nessuno ha voluto cambiare, spinge i partiti a spendere sempre di più, di più, di più. Per la campagna elettorale del ’96 An investì un milione di euro e fu rimborsata con 4, in quella del 2006 ne investì 8 e ne ricevette 64. E così tutti gli altri, dai diessini ai forzisti. Con qualche caso limite come quello di Rifondazione: 2 milioni di spese dichiarate, 34 incassati. Rimborsi per il 2008? C’è da toccar ferro. (...) «Un fantastilione di triliardi di sonanti dollaroni». Ecco a parole cos’hanno tagliato, se vogliamo usare l’unità di misura di Paperon de’ Paperoni, dei costi della politica. A parole, però. Solo a parole. Nella realtà è andata infatti molto diversamente.
E si sono regolati come un anziano giornalista grafomane che stava anni fa al Corriere della Sera e scriveva ogni pezzo come dovesse comporre un tomo del mitico Marin Sanudo, il cronista veneziano che tra i 58 sterminati volumi dei Diarii e i 3 delle Vite dei Dogi e il De origine e tutto il resto, riuscì a riempire l’equivalente attuale di circa 150.000 pagine. Quando il vecchio barone telefonava in direzione per sapere della sua articolessa, il caporedattore sudava freddo: «Tutto bene il mio editoriale, caro?». «Scusi, maestro, dovrebbe tagliare 87 righe». «Togliete gli asterischi». Questo hanno fatto, dal Quirinale alle circoscrizioni, nel divampare delle polemiche sulle spese eccessive dei nostri palazzi, palazzetti e palazzine del potere: hanno tolto gli asterischi. Sperando bastasse spargere dello zucchero a velo per guadagnare un po’ di tempo. Per tener duro finché l’ondata d’indignazione si fosse placata. Per toccare il meno possibile un sistema ormai così impastato di interessi trasversali alla destra e alla sinistra da essere diventato un blocco di granito. (...)
Almeno una porcheria, i cittadini italiani si aspettavano che fosse spazzata via. Almeno quella. E cioè l’abissale differenza di trattamento riservata a chi regala soldi a un partito piuttosto che a un’organizzazione benefica senza fini di lucro. È mai possibile che una regalia al Popolo della Libertà o al Partito democratico, a Enrico Boselli o a Francesco Storace abbia diritto a sconti fiscali fino a 51 volte (cinquantuno!) più alti di una donazione ai bambini leucemici o alle vittime delle carestie africane? Bene: quella leggina infame, che avrebbe dovuto indignare Romano Prodi e Silvio Berlusconi e avrebbe potuto essere cambiata con un tratto di penna, è ancora là. A dispetto delle denunce, dell’indignazione popolare, delle promesse e perfino di una proposta di legge, firmata a destra da Gianni Alemanno e a sinistra da Antonio Di Pietro. Proposta depositata in un cassetto della Camera e lasciata lì ad ammuffire. Ma se non ora, quando?
[ da Corsera web ] Sergio Rizzo Gian Antonio Stella - 1° puntata
Un post lunghino da assorbire,però molto interessante,come dalla base ai presunti vertici della piramide ci siano in questo paese delle storture incomprensibili, leggo qua e là trapelare l'indignazione del mal costume in Italia,dispiace far d'un erba un fascio ma evidentemente i grandi numeri non possono che far riflettere,comunque la si giri dalla classe dirigente al più umile dei lavoratori vige un principio.
Fotti sennò rimani fottuto e dall'arte d'arrangiarsi del dopoguerra,ci si è trasformati in mostruosi esseri egocentrici, dediti al proprio benessere a discapito d'ogni freno inibitorio e senso sociale.
ITALIANI!!!!
La classe dirigente,la famosa casta è il nostro specchio, se gli sputate addosso torna indietro come un boomerang.
Vita vissuta o come si dice REALITY SHOW
Sabato appena passato mio padre insieme a mia figlia si è accasciato per un leggero malore, nelle vie vicino a casa mia,nulla di preoccupante, nonostante siano passate alcune decine di persone, nessuno si è avvicinato per aiutare mia figlia nel far rialzare mio padre o perlomeno per chiedere le condizioni della persona anziana caduta, se questa è l'alba del terzo millennio spero in una rivoluzione sociale,altrimenti non solo l'effetto serra chiuderà per sempre la storia dell'homo sapiens.
Auguri,ne abbiamo tutti necessità
11:00
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04/04/2008
Meritocrazia mancata non solo con proposte indecenti
"Cara, se ti sbottoni ti promuovo"
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| L'esterno della facoltà di Economia dell'Università di Bari |
Oltre alla vendita degli esami si
richiedevano "pagamenti in natura"
C’è la mamma che regala al figlio il pacchetto «completo», tre esami più la tesi staccando un assegno di 4500 euro. C’è il marito che aiuta la moglie che non ce la fa a capire tutti quei numeri di analisi uno. C’è chi fa l’esame nella stanza della professoressa nella totale assenza di commissione e quattro studenti che sbagliano la prova scritta di matematica, ma poi possono correggere in nuovi fogli protocollati. Una combriccola di somari aiutati da professori, bidelli e segretari compiacenti, come scoperto dai carabinieri diretti dal comandante Gianfranco Cavallo che dal 2005 lavorano a questa operazione. Il tutto intorno a un centro di ripetizioni che copriva un lauto giro di soldi.
Il tariffario
Massimo Del Vecchio, assistente del professor Pasquale Barile (docente di matematica alla facoltà di Economia di Bari, anche lui agli arresti domiciliari) e titolare dell’Istituto Mediterraneo delle scienze concorda con un «correo» il prezzo degli esami: «Dobbiamo puntare sulla matematica e sui Greci...noi non ci facciamo andare via più nessuno, eh, soltanto che non vengono qua per le altre materie... a parte diritto commerciale...anche 1000 euro soltanto... diritto commerciale facciamo 1500...2500 per la matematica».
Gli studenti-libri
Michele Milillo, funzionario della segreteria universitaria (anche per lui arresti domiciliari) chiama Massimo Del Vecchio per concordare un appuntamenti per parlare degli studenti reclutati: «...senti volevo chiederti ci possiamo vedere lunedì che sono arrivati alcuni libri».. Milillo poi richiama Del vecchio per riferirgli che i candidati all’esame di matematica sono aumentati: «...senti Massimo quei libri invece di tre, quattro ne sono arrivati che devo fare...». Del Vecchio assicura: «...va bene, va bene, d’accordo».
Pagamento in natura
Durante le indagini è emerso che Massimo Del Vecchio rivolse attenzioni sessuali a una studentessa, proponendole il superamento dell’esame di Matematica Generale con la commissione del docente Pasquale Barile. Del Vecchio: «però tu, ti devi aprire, ti devi aprire proprio, perchè se ti apri a metà poi...perchè sai che succede se ti apri a metà sai che succede, dici: "E’ perchè nascondi qualcosa"». Studentessa: «Non credo che sarà il caso mio». Del Vecchio: «Sai, io ti vorrei farti sentire ancora di più a tuo agio, ma se non ti sbottoni...io non ti pozzo fare niente».
(omissis)
Del Vecchio: «Anche perchè se tu ti sbottoni subito, subito...io posso anche pensare di...non lo so..».
(omissis)
studentessa: «Io professore lo dico apertamente, se lei mi dice: "Ho la soluzione al tuo problema" io domani stesso, cioè domani mattina sto qua».
Del Vecchio: «io intendo sbottonarti in un altro senso...».
L’esame sprint
Una studentessa indirizzata all’Istituto delle Scienze Mediteraneo dall’addetto alle aule Sergio Risio riusciva a superare l’esame di matematica orale con due soli incontri, il 18 e il 19 gennaio 2006 ,con la commissione presieduta da Pasquale Barile, il 20 gennaio 2006. Costo dell’operazione 3000 euro.
I procacciatori
Ruolo strategico hanno in questa organizzazione Michele Milillo e Sergio Risio che segnalano gli studenti in difficoltà alla «rete». «In merito al ruolo di Milillo Michele di “procacciatore” - scrive il magistrato - di studenti in difficoltà vi sono le dichiarazioni testimoniali di un impiegato presso la segreteria studenti della facoltà di Economia di Bari: “...L’argomento delle mie telefonate era riferito alla disponibilità che Milillo mi aveva riferito per aiutare qualche studente in difficoltà...mi aveva riferito che se conoscevo qualche studente che aveva bisogno, lui l’avrebbe potuto aiutare”».
Gli studenti greci
Un ragazzo greco cinque volte respinto all’esame di informatica fino a che non viene contattato da una persona «che mi propose di farmi conoscere un suo amico che mi poteva aiutare nel superare l’esame. Disperato dalla situazione accettai...». Ma ce ne sono altri, sempre greci, che hanno sborsato 1500 euro per l’esame di diritto commerciale e la stessa somma per economia politica II.
[ da la stampa web ]
Il mercato dei voti con prezziario e richieste in natura, non penso che sia un comportamento confinato all'Università di Bari, non ci dovremo stupire se " fior di professionisti " risultino totalmente incapaci in ogni campo,fanno parte dello stile di vita e consuetudini del nostro paese,così nell'istruzione e nel mondo lavorativo,non si deve gettare spazzatura in modo generico, le pecore nere esistono e non devono offuscare la maggior parte di professionisti onesti, però queste pratiche ho idea che siano troppo diffuse da queste parti.
15:20
Scritto da : iserentha
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28/02/2008
Gravina,Fiumicino,Erba
Per una volta la cronaca che prende il primo posto, e i primi tre titoli del TG, strappandolo perfino al Festival di Sanremo, non lo fa per parlar d’altro, ma per darci un colpo di flash in faccia che ci acceca svelandoci un paese orribile.
La pallida speranza che i bambini di Gravina non siano stati uccisi lascia il posto all’orrore di pensarli agonizzanti in quel pozzo.
Un paese insicuro per quei bambini, una nuova Vermicino senza speranza, caduti in un pozzo nel centro di un paesone senza che nessuno li aiutasse, una fine annunciata tra un papà e una mamma incapaci di esserlo fino a usarli come armi l’uno contro l’altro.
La pazza carambola in pieno giorno a Fiumicino ci racconta il disprezzo per la vita. Un disprezzo profondo ingiustificabile con i vent’anni dell’omicida, se il far rombare il motore vale più del rispetto della vita propria o altrui.
Fermiamoli, si può! Si dovrebbe potere. Si deve.
Un disprezzo per la vita testimoniato ad Erba dal vicino che ci racconta di come il tranquillo netturbino gli tagliava la gola mentre la moglie del netturbino massacrava sua moglie e picchiando picchiando “si sentiva sollevata”.
Ci racconta di un paese che odia, odia, odia… Odia così tanto da fare scempio di un bimbetto di due anni. Un paese però fatto della banalità del male, il male di un papà e una mamma, il male di un ragazzino imbecille, il male del vicino di casa. Non sono marziani, non sono negri, ebrei, albanesi, marocchini. Vivono con noi e sono come noi. E’ un brutto paese.
dal blog http://www.gennarocarotenuto.it/1953-gravina-fiumicino-er...
Fermare chi e che cosa, queste storie criminali e drammatiche sono solo la punta di un iceberg d'un paese alla deriva, che se ne fotte e odia i vicini di casa, che si separa dal coniuge e se ne frega dei figli,dove molte donne vengono ammazzate per cause passionali, dei limiti di velocità e d'altre elementari norme di sicurezza stradale diffusamente infrante, le quali alimentano la statistica dei morti e dei feriti gravi,se vogliamo ampliare le nefandezze, di una informazione mediatica al soldo dei poteri forti, di programmi televisivi da istruzioni per trogloditi,della mancata meritocrazia e assunzioni per raccomandazione,nepotismo e quant'altro, investimenti alla ricerca scientifica e tecnologica ai minimi termini,da parte dell'illuminante dirigenza politica a tutto tondo,dell'enorme evasione fiscale che non ha eguali in tutta Europa, una giustizia che termina i processi dopo molti anni, il lavoro nero,la sicurezza del lavoro, due piaghe da paese del terzo mondo, di stipendi ai lavoratori dipendenti, i più bassi dell'area euro, dulcis in fundo si fa per dire, la criminalità organizzata e l'immondizia di Napoli.
Dopo il 13-14 aprile inizierà la solita routine.
04/01/2008
Interruzione di gravidanza,come tornare a concetti medievali
Turco contro Binetti: «La legge 194 va bene così»

Contro la legge 194, arriva anche la benedizione di Paola Binetti. La senatrice teo-dem che siede nelle file del Pd, interviene, nemmeno troppo a sorpresa, nel dibattito sulla revisione della legge sull’aborto. E si dice pronta a votare con Forza Italia: «Sulla salvaguardia della vita – ha spiegato – non valgono logiche di schieramento o posizioni di partito». E così la Binetti per difendere «la dignità della persona e il valore sacro della vita» è disposta a sedersi a fianco della battaglia lanciata da quello che dovrebbe essere, se non un suo acerrimo avversario, almeno uno con le idee diverse dalle sue, Giuliano Ferrara. Ma la sua posizione viene sconfessata in serata da Enzo Carra, altro teodem del Pd.
Enzo Carra, a nome del gruppo informale dei teodem, infatti dice no alla mozione sull'aborto proposta dal coordinatore di Forza Italia Bondi, ma chiede che ci sia una «verifica» sull'applicazione della legge 194. «L'intervento di Ruini - dice il portavoce dei teodem interpellato sull'argomento - dimostra che si deve passare a una verifica della legge 194 pensando a una sua migliore applicazione. Del resto , in passato, sia la Turco sia la Bindi avevano indicato le strade per migliorare la legge. Perchè di questo si tratta: migliorare l'applicazione pratica della 194, non certo abolirla».
Ma le ministre del centrosinistra non ci stanno, temono che, visto lo spirito iniziale della richiesta di verifica, altro non sia che un Cavallo di Troia. La legge 194 «inapplicata? No, è applicatissima. Ridiscutere dell'aborto? Dibattito pubblico sì, ma nessuna modifica della legge 194». Così risponde il ministro della Salute Livia Turco. Mentre Barbara Pollastrini, ministra per i Diritti e le Pari Opportunità si dice decisamente contraria a qualsiasi revisione della legge 194 «e a ogni volontà strumentale di colpire autonomia e responsabilità delle donne». «La legge 194 - fa notare -è una legge equilibrata e apprezzata anche oltre i nostri confini».
Anche la Turco fa del resto notare che la legge sull'interruzione volontaria di gravidanza ha fatto sì che dal 1982 ad oggi gli aborti si siano praticamente dimezzati riducendosi del 45% e sia stato cancellato l'aborto clandestino e la conseguente altissima mortalità materna. «Una legge - ricorda il ministro - che ha come suo primario obiettivo quello della tutela sociale della maternità e della prevenzione dell'aborto attraverso la rete dei consultori familiari. Un obiettivo che intendiamo ulteriormente perseguire nell'ambito delle politiche di tutela della salute delle donne, per le quali - conclude - abbiamo già vincolato 10 milioni di euro nel Fondo sanitario 2007 e stanziato specifici fondi nell'ambito degli interventi per la riorganizzazione dei consultori previsti dalla precedente Finanziaria d'intesa con il ministero della Famiglia».
È stato il direttore de Il Foglio all’indomani dell’approvazione della moratoria Onu sulla pena di morte a lanciare dalle colonne del suo giornale l’idea di una moratoria sull’aborto che, a quanto pare, per lui si equivale alla pena capitale. Da lì era partita una campagna, con tanto di sciopero della fame, che il primo giorno dell’anno è stata ripresa dal cardinale Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma. La legge 194 va «aggiornata», perché «diventa veramente inammissibile procedere all'aborto ad una età del feto nella quale egli potrebbe vivere anche da solo».
A raccogliere politicamente le proposte del giornalista e del cardinale, è stato subito Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia. Bondi ha annunciato di aver presentato una mozione parlamentare per la revisione delle linee guida della legge, «sulla base della necessità di tenere conto delle nuove possibilità tecnologiche che rischiano di inficiarne i principi ispiratori». Gli fa eco la Binetti: «Nel Pd e in Parlamento – rivela – siamo in più di quanti si creda a ritenere indispensabile la rivisitazione della legge 194».
Contraria alla "rivisitazione", Marina Sereni, vice capogruppo del Pd alla Camera. «La legge 194 è stata un'ottima legge che ha contribuito a sconfiggere l'aborto clandestino e a dare alle donne tutele e aiuti per una maternità consapevole. Mi auguro – ha aggiunto – che l'iniziativa a titolo personale dell'onorevole Bondi, che sa tanto di speculazione politica, resti assolutamente tale». E con lei tutta una serie di associazioni e parlamentari della sinistra dell'Unione. Mentre la capogruppo del Pdci al Senato Manuela Palermi chiede a Veltroni, segretario del Pd, provvedimenti di censura per la senatrice Binetti.
Da l'unità web
A parte il caso umano, mi riferisco alla Binetti,sembrerebbe uscita dal medioevo "la fenomena",meglio precisare che l'interruzione di gravidanza o chiamiamolo crudamente aborto è un dramma, una soluzione diffusamente interpretata da strati sociali che ignorano le conosciutissime norme pratiche anticoncezionali,lasciando perdere i voli pindarici del soldatino di ferro Ferrara, più che pindarici concentratissimo portaborse dell'attuale opposizione,per lui cavalcare qualsiasi argomento che porti alla crisi dell'attuale esecutivo è diventata una forma esistenziale, datati peraltro.
Se si vuole correggere o abrogare una norma decisa da un democraticissimo referendum,che sia, ma questi paladini dell'ultima ora si dovranno prendere tutte le responsabilità d'una ripresa di interventi abortivi condotti clandestinamente,con tutti i tragici retroscena che i più ricordano, di come molte donne abbiano perso la vita con questo esercizio.
Come al solito siamo rivolti in contro tendenza rispetto alla civilissima Europa, presa solo a riferimento per ciò che fa comodo ma ben lungi d'adeguarsi su moltissimi aspetti dei diritti civili consolidati e qua manco presi in considerazione.
Davvero un paese da evitare,anche per questo motivo.
01:01
Scritto da : iserentha
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