Enzo Baldoni, alla sua memoria, dopo tre anni dalla sua scomparsa.

Baldoni, tre anni dopo

di Pino Scaccia

Due anni fa, per il primo anniversario della morte di Baldoni, il settimanale “Diario”(a cui collaborava) lanciò la proposta di conferire a Enzo una medaglia d’oro al valor civile “perché – spiegò il direttore Enrico Deaglio –  l’ultima sua azione, l’organizzazione di un convoglio della Croce Rossa a Najaf, e’ stata probabilmente la migliore azione che gli italiani abbiano fatto in tutta la guerra irachena”. Un appello condiviso immediatamente da Articolo21 che lanciò una sottoscrizione di firme per l’allora  presidente Ciampi. L’adesione fu massiccia, fra le firme anche quella di Enzo Biagi. Siamo ora al terzo anniversario e non solo quella proposta non ha avuto seguito, ma neppure si è riusciti a ritrovare il corpo del povero Enzo, unico conforto per una famiglia che già soffre l’assenza di verità. Ora “Diario”, in edicola con un numero dedicato ampiamente alla memoria, in occasione del terzo anniversario  rilancia nell’editoriale:  “Il corpo di Enzo Baldoni, rapito in Iraq il 20 agosto del 2004 e ucciso sei giorni dopo dall’ Esercito islamico, non è mai tornato in Italia. Un anno fa scrivemmo una lettera aperta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Chiedevamo che riconoscesse pubblicamente le buone cose fatte da Enzo durante il suo viaggio e che si desse da fare per far tornare i suoi resti. Non ottenemmo risposta. Ci riproviamo”. Anche stavolta Articolo21 si unisce alla richiesta, lanciando una nuova sottoscrizione.
Chi scrive è particolarmente coinvolto sul piano personale perché sono stato compagno di Baldoni in quell’ultimo viaggio,  e al dolore s’affianca la rabbia per tutti quelli che Enzo avrebbe definito “pirlacchioni”. Si è discusso tanto su quel cronista “volontario”. Bene, Enzo è stato un grande reporter.  Tre anni dopo, i suoi appunti  in presa diretta (scritti “di panza” come diceva)  sembrano buttati giù stamattina. In Iraq non è cambiato niente: stessi morti, stessa angoscia, stesso caos, stessi errori. Ed è  l’aspetto più tragico perché tutti questi sacrifici di testimoni non sono serviti a niente.
Avrei tante cose da scrivere su di lui. Ma non posso, è un impegno. Nel suo famoso testamento per un funerale  (“… io sono certamente immortale, se per qualche errore del Creatore prima o poi dovesse succedere anche a me di morire…”)  fra le disposizioni più rigorose c’era quella di evitare accuratamente parole tabù tipo : “dolore, perdita, vuoto incolmabile, padre affettuoso, sposo esemplare, valle di lacrime, non lo dimenticheremo mai, inconsolabile, il mondo è un po’ più freddo, sono sempre i migliori che se ne vanno e poi tutti gli eufemismi come si è spento, è scomparso, ci ha lasciati. Il ritratto migliore sarà quello che strapperà più risate fra il pubblico”. E allora come facciamo a dirgli che ci manca? 

http://www.articolo21.info/notizia.php?id=5295

Un giornalista che a suo rischio e pericolo volle aiutare quel popolo, con la spedizione del convoglio della croce rossa, fu un rapimento e un’uccisione repentina, forse complice il periodo ferragostano, la farnesina e la diplomazia per salvarlo non furono all’altezza della situazione, quasi un rapito in tono minore nelle notizie mediatiche di quel periodo.

La sua famiglia ha chiesto al presidente Napolitano, d’interessarsi al difficile compito di trovare i suoi resti in Iraq, impresa difficile ma che non ha mai avuto una risposta.

Enzo Baldoni, alla sua memoria, dopo tre anni dalla sua scomparsa.ultima modifica: 2007-08-26T20:06:48+02:00da iserentha
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