Lavavetro, alcuni pareri e una difficile soluzione a portata di mano.

 

Polemiche dopo la stretta del comune
di Firenze. Pecoraro-Scanio e Rosy Bindi: «Puntare sulla solidarietà»

TELESE TERME (BENEVENTO)
«Dalla polemica voglio tenermi fuori. Ma io per cultura e per lunga esperienza dubito sempre quando la severità interviene sugli ultimi invece che sui primi colpevoli, in questo caso il racket». Così il Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, alla festa dell’Udeur a Telese Terme, a proposito della vicenda dei lavavetri a Firenze.

Rosy Bindi: «L’integrazione è la migliore soluzione»
Nel dibattito interviene anche il ministro della Famiglia Rosy Bindi che invita il sindaco di Firenze e tutti gli altri sindaci d’Italia che stanno pensando a varare ordinanze anti-lavavetri a «non dimenticare che le misure di sicurezza più certe, quelle che danno migliori risultati, sono quelle dell’integrazione e non quelle della paura o del non rispetto della persona, o, peggio ancora, dell’incapacità di riscattare tutti dal giogo della malavita». «Credo – ha precisato la Bindi – che le nostre città debbano vivere serene e sicure, ma dobbiamo capire se è solo fastidio o se in effetti dietro a tutto ciò c’è un racket che va certamente punito. Penso si possano ripulire le nostre città ma non ci si può dimenticare che le persone vanno comunque rispettate e liberate».

Pecoraro-Scanio: «Niente sicurezza senza solidarietà»
Dello stesso avviso il ministro dell’Ambiente Pecoraro-Scanio: «Non esiste sicurezza senza solidarietà. Si deve intervenire duramente sul racket, sugli sfruttatori degli ambulanti e dei lavavetri, non su chi per sopravvivere lavora agli angoli delle strade. Il rischio è che alcuni di loro, privati della possibilità di guadagnare qualcosa con il lavaggio dei vetri, scivoli verso la vera criminalità. Si stia attenti a non trasformare i lavavetri in scippatori o peggio». «Serve buonsenso per rendere migliore la vita dei cittadini, non operazioni che rischiano di essere solo d’immagine e che intaserebbero il lavoro delle procure. In un Paese dove non si riesce a incarcerare piromani e bancarottieri – conclude Pecoraro – sarebbe paradossale prendersela con i più deboli». Intanto il ministro Amato prende tempo: «Risponderò prestissimo, forse entro 24 ore».

Il sindaco si difende
Il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, ha sottolineato ieri che si tratta di «un intervento che vuole non soltanto tutelare i cittadini ma anche stroncare il nascente racket dell’attività di lavavetri. E senza nessun intento persecutorio nei confronti di chi chiede l’elemosina. Questo atto è la risposta concreta a una situazione pesante che si è creata nelle strade della nostra città una risposta alle segnalazioni e denunce arrivate dai cittadini, e anche un modo per intervenire in modo deciso per prevenire fenomeni criminali. Per queste ragioni si è reso necessario un intervento incisivo che non ha certamente l’obiettivo di colpire le persone in difficoltà che arrivano nel nostro paese alla ricerca di una vita migliore».

La Caritas: «Provvedimento sproporzionato»
Il provvedimento dell’amministrazione fiorentina nei confronti dei lavavetri è appaso sporporzionatostesso a Francesco Marsico, vicedirettore della Caritas Italiana, che ha affermato che «è importante da parte delle amministrazioni comunali dare delle risposte commisurate all’entità dei fenomeni». Stupore e preoccupazione sono stati espressi da Mario Marazziti della Comunità di Sant’Egidio, inmerito all’ordinanza del Comune di Firenze contro i lavavetri. «Siamo stupiti e un pò preoccupati del fatto che l’unico problema delle grandi città su cui si vuole dare un segnale di durezza – ha affermato Marazziti- è quello dei lavavetri quando le città sono piene di problemi irrisolti e tollerati».

La polemica politica
Critica è anche la posizione del ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero «le scelte assunte dal Comune di Firenze sui lavavetri vanno nella direzione opposta a ciò che serve per risolvere questioni sociali di questo tipo. Fatta salva la sacrosanta repressione di aggressioni e comportamenti violenti credo che affrontare in termini di ordine pubblico questioni che non lo sono vada nella direzione opposta a quella della mediazione sociale che si dovrebbe invece mettere in campo per fenomeni del genere». Favorevole all’ordinanza “anti-lavavetri” invece Roberto Calderoli, vice presidente del Senato e coordinatore delle segreterie nazionali della Lega Nord. «Mentre la politica romana, nel Palazzo, vuole aprire e apre le porte in genere all’immigrazione incontrollata, gli amministratori, anche quelli di centrosinistra, sono in trincea a combattere sul territorio le conseguenze di questa politica dissennata», ha detto.

Da la stampa web
L’argomento si offre per molti versi a diverse interpretazioni, da parte mia non vorrei apparire salomonico, pero’ le ragioni sono davvero a piu’ parti, danno fastidio,rallentano a volte il traffico, soprattutto le donne sono minacciate essendo piu’ vulnerabili, questa gente miserabile viene sfruttata in modo criminale, non pensate che siano ai semafori per una libera scelta del posto, se vogliono esercitare esiste un vero e proprio pizzo.
Se devo dare il mio giudizio spassionato, una regolamentazione ci vuole, la permanenza indiscriminata non e’ tollerabile, ho girato parecchio all’estero in questi ultimi anni, non esiste una situazione analoga, ovunque mi sono recato.
Rimane il problema che se queste persone non raccimolano qualche euro per campare, faranno altro nei modi peggiori per sopravvivere.
Torno al primo commento di questo post, ovunque la si giri, non c’e’ una ricetta per una soluzione definitiva.
Lavavetro, alcuni pareri e una difficile soluzione a portata di mano.ultima modifica: 2007-08-29T18:56:34+02:00da iserentha
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2 pensieri su “Lavavetro, alcuni pareri e una difficile soluzione a portata di mano.

  1. Ciao Ivo – le orchidee spontanee non si possono tenere sul balcone, nè tantomeno nei giardini delle città.
    Sono fiori partiolari, unici, che hanno bisogno del loro habitat x rifiorire, questo grazie agli insetti impollinatori.
    dai un’occhiata su http://www.orchideedelgargano.it
    giò

    ps: in merito ai lavavetri – un pò di pulizia in italia ci vuole, solo che si comincia di + poveri.
    Comunque non se ne può + di lavavetri e zingari ai semafori.
    Se non l’offerta ti rigano la macchina. E’ successo a foggia.

  2. Ok Gio’,

    Presumevo che sono fiori alquanto difficili, chi riesce a coltivarli dev’essere particolarmente esperto, mi ricordo dell’ispettore Nero Wolf,personaggio inventato dal suo scrittore, tra le sue investigazioni aveva questa passione.

    Daro’ un’occhiata al sito che hai inserito, ma col poco tempo a disposizione sara’ difficile provare.

    I lavavetro sono un fenomeno pressocche’ italiano, come ho scritto girando l’Europa non ne ho mai notati, evidentemente il nostro territorio offre queste possibilita’, la criminalita’ annusa qualsiasi business.

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