Pegah Emambakhsh, puo’ tirare un sospiro di sollievo.

Uscita ieri sera dal carcere inglese dove si trovava per l’accusa di immigrazione clandestina
Fuggita in Gran Bretagna da Teheran: qui l’attendeva la condanna a morte per omosessualità

Londra, libera la lesbica iraniana Pegah
Rischiava il rimpatrio e la lapidazione

Poettering scrive a Gordon Brown: “Assicuriamoci che non venga fatta tornare nel suo Paese”
Grande mobilitazione internazionale, anche l’Italia disponibile ad accoglierla e darle asilo

<B>Londra, libera la lesbica iraniana Pegah<br>Rischiava il rimpatrio e la lapidazione</B>

Una manifestazione a Roma a sostegno della campagna per impedire il rimpatrio di Pegah, in foto

LONDRA – Pegah, la donna lesbica iraniana che dalla Gran Bretagna rischiava l’estradizione nel suo paese e la morte, “è libera”. A dare l’annuncio è il gruppo EveryOne, che ha promosso la mobilitazione per la sua vita, e che fa sapere che la donna “si trova a casa di amici a Sheffield”.

La notizia della liberazione di Pegah Emambakhsh dal centro di detenzione di Yarl’s Wood di Clapham – fa sapere il gruppo EveryOne – è arrivata nella tarda serata di ieri. La sua liberazione, dicono con soddisfazione dall’organizzazione, è frutto della mobilitazione internazionale ha cui hanno aderito migliaia di cittadini e centinaia di associazioni e organizzazioni per i diritti umani.

La donna si era rifugiata in Inghilterra per sfuggire una condanna a morte per omosessualità. Ora il governo britannico ha cambiato posizione ed il suo status non è più quello di persona accusata di immigrazione clandestina ma di rifugiata in attesa di permesso di soggiorno. Non sarà quindi costretta a tornare in Iran.

L’appello di Poettering a Brown: “Trattare con urgenza il caso”. In una lettera al primo ministro britannico Gordon Brown il presidente del Parlamento Europeo Hans Gert Poettering ha chiesto ufficialmente al governo britannico di “trattare con urgenza il caso di Pegah Emambakhsh e agire in modo tale che la signora non venga rimandata nel suo Paese d’origine, dove l’attenderebbe la morte certa”. Un appello, quindi, a trovare una soluzione certa e definitiva per la donna.

“Ora che Pegah è fuori del carcere possiamo tirare un sospiro di sollievo – ha detto Matteo Pegoraro di EveryOne – queste ultime ore sono state piene di tensione, eravamo preoccupati per la salute di Pegah e ci attendevamo una risposta da Yarl’s Wood, dopo le nostre ultime campagne per la sua liberazione”.

Da la repubblica web
Non e’ ufficialissimo ma la dichiarazione dell’associazione EveryOne, e’ soddisfacente, liberata dal carcere ora e’ assieme a familiari, la ventilata decisione sciagurata di rimpatrio in Iran non e’ piu’ praticabile.
L’avremmo noi occidentali, in questo caso gli inglesi, condannata a morte, per un motivo cosi’ scandalosamente incredibile.
Paese che vai, usanze che trovi, non commento ulteriormente, il delirio di quella realta’.
Pegah Emambakhsh, puo’ tirare un sospiro di sollievo.ultima modifica: 2007-09-12T22:24:33+02:00da iserentha
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