Dal blog di Piero Ricca, inceneritore di Brescia.

Marino Ruzzenenti

September 21, 2007 on 5:23 pm | In Economia, Informazione |

I bresciani hanno più diossina nel sangue degli abitanti di Seveso. Merito della Caffaro, ma non solo. A Brescia è in funzione l’inceneritore più grande d’Europa. Un impianto avveniristico, disegnato da fior d’architetti, con una ciminiera in tono con il colore del cielo. L’inceneritore di Brescia ha vinto un prestigioso premio internazionale. Poi si è scoperto che l’ente dispensatore del premio era sponsorizzato dalla società che ha costruito l’inceneritore. Gestito dall’Asm, la potente municipalizzata partecipata anche dall’Hopa del “capitano coraggioso” Emilio Gnutti, l’inceneritore di Brescia è una macchina da soldi e da rifiuti: per funzionare ne attrae a getto continuo, induce a produrne sempre di più. Non per nulla Brescia è una delle città meno virtuose nella raccolta differenziata.
Il 5 luglio 2007 l’inceneritore di Brescia ha procurato all’Italia una sentenza di condanna da parte della Corte di giustizia europea. Nella sentenza i giudici sottolineano che non sono state rispettate le normative comunitarie poiché il progetto di una terza linea dell’inceneritore non fu sottoposto alla preventiva valutazione di impatto ambientale e in tal modo all’opinione pubblica non fu permesso di esprimere le proprie osservazioni prima delle decisioni dell’autorità competente. Alla Corte del Lussemburgo aveva fatto ricorso la Commissione europea dopo aver avviato una procedura d’infrazione contro l’Italia in cui si ravvisava la violazione delle direttive comunitarie sull’impatto ambientale e sull’incenerimento dei rifiuti.
Sono andato a Brescia a intervistare Marino Ruzzenenti. Insegnante e ambientalista attivo nel comitato “Cittadini per il riciclaggio”, autore del volume “L’Italia sotto i rifiuti” (Jaca book), Marino Ruzzenenti ha seguito fin dall’inizio la vicenda dell’inceneritore di Brescia e la definisce un modello negativo, sul piano ambientale ed economico, in fatto di gestione dei rifiuti.

 Il mio commento.

 

Sono solidale con la gente di Brescia, questi ecomostri presenti in tutta Europa sono parecchio inquinanti, sia per la diossina e le famigerate micropolveri, le quali tramite la respirazione penetrano nel dna del nostro organismo.

Detto cio’, il problema e’ grandissimo,la raccolta differenziata puo’ esser migliorata e incentivata, aprirei la parentesi sull’effettiva disponibilita’ delle persone nell’organizzarla bene, cioe’ avere la costanza di dividere bene i rifiuti, purtroppo esistera’ sempre una certa percentuale di materia non riciclabile,ora a parte un ventilato progetto canadese di smaltire a freddo le parti, toccherebbe saperne di piu’ sulla funzionalita’.
Sicuramente conosciamo le rivolte dei vari comuni e delle persone, sulle eventuali progettazioni delle discariche, non ultima la polemica e la lotta nel pinerolese in provincia di Torino, davvero di difficile soluzione trovare la panacea di questo problema, anche con la politica degli imballi intelligenti,cioe’ portati ai minimi termini, ho idea che sara’ sempre molto grande la percentuale da smaltire in qualche modo.

In ultima analisi, faccio presente che il sottoscritto, fa della raccolta differenziata un’abitudine che svolgo da decenni, in maniera volontaria senza alcuno sconto della tassa rifiuti, solo per scelta di vita e di comportamento.

A Torino e provincia con la copertura del porta a porta in alcune zone, si e’ arrivati al 40-50 % della raccolta differenziata, inutile affermare che non e’ sufficiente per scongiurare qualche soluzione antipatica e poco salubre.

Saluto tutti e mi scuso del precedente commento inserito nella rubrica sbagliata.

Ivo.

Comment by ivo serentha — 23 September 2007

Dal blog di Piero Ricca, inceneritore di Brescia.ultima modifica: 2007-09-23T00:58:12+02:00da iserentha
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