Ahmadinejad, un ” presidente ” da non prendere come modello democratico.

Iran, disinformazione, Myanmar, “Che” Ratzinger

Con Guy Maruzzo, Mario Gabrielli Cossellu, Piero De Luca:

monacibuddistibirmani

Mario Gabrielli Cossellu: In questi giorni sono specialmente indignato e schifato dal trattamento dei “media mainstream” italiani riguardo all’Iran e alla visita del presidente Ahmadinejad a New York per l’assemblea ONU. L’ennesimo esempio del solito. Tra “grandi giornali” e telegiornali, domina la censura, la manipolazione e la tergiversazione dei fatti e delle dichiarazioni: e solo andare direttamente alle fonti e/o comparare con ciò che riportano i mezzi di informazione di altri paesi e in altre lingue può dare una vera idea dei fatti e smascherare le porcherie che si fanno in Italia. Già ieri i giornali spagnoli “El Mundo” e “El País” riferivano delle dichiarazioni di Ahmadinejad riguardo alla “inutilità della bomba atomica” facendo gli esempi del crollo dell’Urss e delle sconfitte Usa in Vietnam e in Iraq; e ribadendo la volontà di pace, il diritto alla difesa se attaccato e il diritto del suo paese allo sviluppo dell’energia nucleare, etc. Bene, queste dichiarazioni molto calzanti e sui cui meriterebbe riflettere NON sono mai apparse sui media italiani, che oggi invece danno grande spazio a presunte “contestazioni” alla Columbia University – ma invece basta sintonizzarsi sulla CNN che trasmette l’intervento in diretta e si vede che, sì, ci sono contestazioni ma ci sono anche molti applausi!

E insomma, per le mie circostanze personali leggo e ascolto in italiano e in spagnolo, e per il lavoro anche in inglese e francese; quindi riesco ad avere un quadro un po’ più completo; ma, e il classico “italiano medio”, non potrà non bersi il solito beverone mainstream asservito e vergognoso, come quello del servizio del Tg1 delle 20 di oggi, semplicemente un pastrocchio di propaganda e disprezzo. Più che vergognoso, vomitevole.

Ma che cosa possiamo fare? Come si può lottare contro “professionisti” il cui lavoro è essere specificamente selezionati e pagati per censurare e per autocensurarsi (il che è anche peggio), e per diffondere mezze verità e bugie complete, e per manipolare, tergiversare, instillare odio e paura, lavare il poco o molto cervello che può avere la gente…? Come possiamo lottare, persone come te, o come altri che cerchiamo di capire, di spiegare, di diffondere informazione, ma essendo poco più che dilettanti, usando il nostro tempo libero perché dobbiamo fare il nostro lavoro per vivere, e per questo non solo non ci pagano, ma spesso dobbiamo rimetterci in tempo, di tasca e magari a volte anche di faccia e, scusami, di culo?

Con questo, l’indignazione e la vergogna lascia spazio alla rabbia e allo sconforto… così è una lotta troppo impari, così non possiamo che essere sconfitti, ancora una volta, come sempre?

Guy Maruzzo: forse in pochi sanno che e’ possibile firmare una petizione per la liberazione della Birmania dall’ opprressione militare, e di Aung San Suu Kyy. Forse servira’ a poco ma. Come diceva il vecchio saggio. Tante gocce formano il mare. Val la pena insistere.

Piero De Luca: “La logica del profitto incrementa la sproporzione tra ricchi e poveri e determina il rovinoso sfruttamento del pianeta”. Sante parole, Santità!!! Ma com’è che se le stesse cose le dice un Leonardo Boff, tanto per fare un esempio, viene ridotto al silenzio ? E come le conciliamo queste sante parole con l’appoggio senza ritegno che molti dei suoi sottoposti operano nei confronti della destra italiana, la più prona alla logica del profitto di tutto l’orbe terracqueo ? Perchè non fa sentire la Sua augusta voce non solo a Velletri ma anche nell’orechio di qualche suo porporato ?

Da http://www.gennarocarotenuto.it

Sono temi assolutamente in piu’ parti condivisibili, come non constatare la disinformazione di questo paese, asservita globalmente alla politica di riferimento.

La situazione nell’ex Birmania, una rivolta popolare capeggiata dai monaci buddisti contro il regime militare presente da decenni, una richiesta di svolta democratica che molto probabilmente cercheranno di sopprimere con la forza, le dittature solo in questo modo riescono a mantenere il potere.

Un discorso a parte riguarda il presidente, chiamiamolo in questo modo dell’Iran, non mi pare che quel paese sia un modello di liberta’, dalla pena di morte praticata per adulterio, omosessualita’, con processi sommari stile Cina, e molte mancanze dei cosiddetti diritti umani.

La chicca di  Ahmadinejad e’ determinata dalla dichiarazione delirante di negazionismo dell’olocausto e della ventilata volonta’ di cancellare lo stato d’Israele, se queste sono le basi per trovare delle proposte politiche per risolvere la difficilissima situazione in medio oriente, Palestina,Libano per esempio, non si arriva da nessuna parte, oltre le poco chiare progettazioni sulla ricerca nucleare sempre in Iran.

Mario, prendere per serie e affidabili le parole del presidente iraniano all’Onu o nell’universita’, non puo’ essere attendibile secondo me,

Non ci sono santi da una parte e diavoli dall’altra sponda, come sempre sono variegate le posizioni, appoggio come ho anticipato prima, la giusta cronaca mediatica senza omissioni, ma davvero quel personaggio non convince per niente.

Ahmadinejad, un ” presidente ” da non prendere come modello democratico.ultima modifica: 2007-09-25T22:49:06+02:00da iserentha
Reposta per primo quest’articolo

2 pensieri su “Ahmadinejad, un ” presidente ” da non prendere come modello democratico.

Lascia un commento