Chavez e la sua visione alternativa cinematografica.

Il presidente venezuelano affida al cinema la rivoluzione culturale
Chávez corteggia le star ribelli di Hollywood
Per il film sul generale Miranda, il primo prodotto nella «Cinecittà di Caracas», si è rivolto a Sean Penn e Kevin Spacey


Incontro con cena, il 24 settembre scorso in Venezuela, tra Kevin Spacey, 48 anni e il presidente Hugo Chávez (Ap)
Incontro con cena, il 24 settembre scorso in Venezuela, tra Kevin Spacey, 48 anni e il presidente Hugo Chávez (Ap)

WASHINGTON – Hugo Chávez ha trovato un’arma segreta per combattere quello che chiama «l’imperialismo culturale» americano: gli attori ribelli di Hollyood, da Sean Penn a Danny Glover a Kevin Spacey. Circa un anno fa il leader venezuelano ha aperto a Caracas una Cinecittà di Stato, Villa del Cine, lanciando «il realismo storico», un genere destinato a demolire il contenuto politico delle pellicole statunitensi di destra, alla Mel Gibson, e ad attaccare gli Stati uniti. Sotto la supervisione del ministro della cultura Francisco Sesto, la direttrice di Villa del Cine, Lorena Almarza, sforna film che riecheggiano – ma criticamente – quelli hollywoodiani. E quando può, si serve degli attori americani di sinistra. Un esempio: Villa del Cine ha appena finanziato con quasi 18 milioni di dollari la pellicola di Danny Glover «Toussaint l’Ouverture», la storia di un rivoluzionario haitiano eroe dell’anticolonialismo. Chávez, riferisce il Washington Post, è un amante del cinema, uno dei suoi registi preferiti è Clint Eastwood, di cui ha ammirato in particolare «Mistyc River» nonché l’ultimo film sulla seconda guerra mondiale in Asia, visto dalla parte del Giappone. Secondo il giornale è diventato amico di Danny Glover, e corteggia Sean Penn e Kevin Spacey, due attori premi Oscar che ha ricevuto di recente a Caracas: avrebbe proposto loro di lavorare a film storici come «Il ritorno di Miranda», che uscirà a giorni in Venezuela, la biografia del generale Farcisco de Miranda, che partecipò alla guerra d’indipendenza degli Stati uniti e alle rivoluzioni francese e venezuelana, un film da lui definito antimperialista. Penn, che è uno dei più spietati critici di George Bush e della guerra dell’Iraq, e Spacey si sarebbero però riservati una risposta, pur elogiando Villa del cine: «Ogni Paese dovrebbe produrre i suoi film» ha affermato Spacey. Villa del Cine sembra ispirarsi da un lato al neorealismo italiano del dopoguerra e dall’altro al revisionismo storico: l’intento di Chávez sarebbe di proteggere la cultura venezuelana dall’«influenza nefasta» di Hollywood e degli Stati Uniti e di mobilitare gli altri Stati latino americani contro la Superpotenza riscrivendo la storia delle Americhe. Ma alcune pellicole della sua Cinecittà riguardano la realtà contemporanea, sempre in funzione anti Bush, da lui definito «il diavolo». Uno è basato sulla vita di un agente cubano della Cia, Luis Posada Carriles, incriminato in Venezuale per terrorismo, e residente a Miami, di cui un tribunale della Florida ha rifiutato l’estradizione. Un altro, «Libertador Morales», s’ispira alle parti di giustiziere interpretate da Charles Bronson, ma il protagonista è un tassista che idolatra Simon Bolivar, il vero liberatore del Sud America, e difende i poveri alla Robin Hood.

Ennio Caretto

Da corsera web

Posso affermare che i diversi punti di vista in ogni argomento sono ben accetti, il nuovo progetto di cinema venezuelano puo’ dare un’impronta di diverse visioni su vari temi, mi auspico che siano politici e non solo, la cultura anche quella cinematografica e’ interessante a tutto tondo, se alcuni attori statunitensi aderiranno a questo progetto, evviva la pluralita’ di idee, mi auspico che l’adesione non sia l’inizio di un’emarginazione degli stessi, anche se nel territorio a stelle e strisce si stanno affermando produttori,registi,attori, diciamo in controtendenza al pensiero comune, soprattutto a livello politico.

Chavez e la sua visione alternativa cinematografica.ultima modifica: 2007-09-29T21:56:10+02:00da iserentha
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