Dal Regno Unito, un alto la’ al far west della chirurgia estetica e non solo.

«Donne inglesi usate come cavie da ciarlatani»
Gb: trattamenti estetici sotto accusa
L’Associazione dei chirurghi estetici britannici mette sotto accusa la diffusione di rimedi falsi o praticati troppo «allegramente»


LONDRA – Le donne inglesi vengono usate come cavie da ciarlatani della bellezza, che sperimentano sulle ignare pazienti trattamenti anti-age o interventi di chirurgia plastica non ancora sicuri, promettendo loro risultati miracolosi. La denuncia è arrivata dalla «British Association for Aesthetic Plastic Surgeons» (BAAPS), durante i lavori di apertura dell’annuale conferenza di Londra ed è stata raccolta da autorevoli quotidiani, fra cui l’Independent e il Times. «La mancanza di regole permette il proliferare di trattamenti eseguiti non nell’interesse dei pazienti – ha tuonato Douglas McGeorge, presidente della BAAPS – e questo porta a trattare le persone come se fossero cavie da laboratorio». Stando all’allarme lanciato dagli esperti, molte iniezioni di filler per spianare le rughe e rimedi «sciogligrasso» per chi è in soprappeso, nonchè interventi per dare turgore alla pelle sarebbero stati spesso introdotti senza un adeguato controllo o test di prova. Non solo. Molti prodotti (spesso anche su Internet) sono spacciati per miracolosi e in grado di combattere i segni del tempo, tirare la pelle o far perdere peso senza ricorrere alla chirurgia plastica. Naturalmente, si tratta di tecniche assai meno costose di un’operazione e quasi sempre eseguite da operatori dell’ultima ora, che hanno seguito un breve training ma che, nella maggior parte dei casi, non hanno le qualifiche necessarie per operare. «Queste tecniche sono state fatte uscire dai laboratori molto prima che la loro efficacia venisse certificata – ha sottolineato Adam Searle, vecchio presidente della BAAPS – e quasi tutte le donne su cui sono state usate hanno lamentato dolorose infiammazioni». E proprio la facilità con la quale alcuni di questi ritrovati vengono reperiti è la prima fonte di preoccupazione per i chirurghi a convegno.
BOTULINO A DOMICILIO – Qualche esempio? Il Botox, il trattamento antirughe per eccellenza che costa fra le 300 e le 400 sterline (430-570 euro) a seduta, viene spesso venduto tramite catalogo e con un servizio a domicilio generalmente inappropriato. «C’è addirittura un’azienda – hanno denunciato i medici britannici- che pubblicizza un kit per il “Botox a casa tua”, facendo recapitare la scatola a casa delle clienti da un corriere che provvede a iniettare le siringhe direttamente lì sul posto». Altro trattamento sotto accusa è un l’Isolagen, un filler capace di cancellare le rughe in un lampo (così almeno recitava lo spot), ma che, in realtà, ha rovinato la vita a 50 donne inglesi, che hanno trascinato l’azienda produttrice in tribunale, dopo aver scoperto i danni causati alla loro pelle da quel ritrovato (fra l’altro costosissimo: 3.500 sterline, oltre 5 mila euro), introdotto in Inghilterra nel 2002, malgrado fosse stato ritirato dal mercato statunitense già nel 1999 proprio per la sua pericolosità. «Trattamenti come l’Isolagen non sono stati sottoposti a test adeguati o ad analisi complete – ha spiegato Norman Waterhouse del Royal College of Surgeons – perché non vengono catalogati come medicinali e in molti casi i loro effetti non sono visibili per anni. Di certo, in nessun altro ramo della medicina verrebbe tollerata una situazione del genere, quasi da far west».
Ma sotto accusa sono anche altri rimedi oltre l’Isolagen. Tra questi il Celution, un intervento da «intervallo del pranzo», in cui si preleva grasso dalla zona dei glutei delle pazienti e si inietta nel seno. Bandito negli Usa, è legale in Europa, oppure Lipodissolve e Lipostabil, due sciogligrasso dai risultati sorprendenti (a detta di chi li produce). Seppur fuori legge. E i chirurghi non sono teneri nemmeno con la mesoterapia, giudicata priva di adeguata documentazione che ne attesti sicurezza ed efficacia e con il lifting (che è invece un intervento chirurgico), spesso criticato per gli effetti innaturali.
AUTOREGOLAMENTAZIONE – La decisione di permettere all’industria cosmetica di autoregolamentarsi è stata presa dal Ministero della Salute quest’anno, ma secondo McGeorge questo lascia campo libero ad operatori incapaci e a rimedi selvaggi. Conferma Mel Braham, capo dell’Harley Medical Group, che riunisce 17 cliniche inglesi: «L’Inghilterra avrebbe bisogno di avere l’equivalente della “Federal Drug Administration”, per garantire che tutti i singoli trattamenti che arrivano sul mercato siano approvati e soprattutto sicuri».
Simona Marchetti

da corsera web

Ormai da alcuni anni e’ un vero far west, ho sentito affermare che in Italia per esempio non e’ necessario aver una specifica specializzazione per esercitare operazioni estetiche, la cronaca ha commentato diverse vicissitudini di persone rovinate da queste operazioni o addirittura passate a miglior vita, il livello d’attenzione deve riguardare anche piu’ semplici trattamenti estetici, vedi butulino,isolagen, rimedi costosi da praticare frequentemente, ma chissa’ a lungo andare la tossicita’ che assorbe l’organismo, insomma il Regno Unito non brillera’ come modello di sanita’, ma su questo punto vogliono interrompere l’allegra mania di rimanere giovani, a tutti i costi naturalmente e non solo a livello finanziario,

Dal Regno Unito, un alto la’ al far west della chirurgia estetica e non solo.ultima modifica: 2007-09-29T12:03:40+02:00da iserentha
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