Marco Travaglio e le paralisi gemellari delle coalizioni

 

Uliwood Party di Marco Travaglio

Ci sono due modi per reagire ai sondaggi che danno la popolarità del governo in picchiata: prendersela con Grillo che «fa il gioco della destra»; oppure domandarsi come sia possibile che gl’italiani in fuga dall’Unione si rifugino nella Casa delle Libertà, come se non l’avessero già sperimentata due volte, nel ‘94 e nel 2001-2006, con gli ottimi risultati che tutti ricordano. O meglio, che pochi ricordano.

 

E il punto è proprio questo: perché i due peggiori governi della storia repubblicana, il Berlusconi 1 e il Berlusconi 2, non sono bastati a maturare quel “vaccino” che, secondo Montanelli, doveva immunizzarci da un Berlusconi 3?  Perché le leggi ad personam, il conflitto d’interessi, lo sfascio della giustizia, della scuola e della finanza pubblica, le epurazioni bulgare, la crescita zero, il boom dell’evasione fiscale, i 12 condoni in un anno, le due guerre camuffate da missioni di pace, la legge elettorale-porcata non le ricorda più nessuno e c’è chi, inviperito per le fesserie dell’Unione, è pronto a ricascare nell’incubo?

 

Anzitutto perché l’informazione che conta è ancora saldamente nelle mani di Bellachioma. Ma soprattutto per l’assoluta incapacità dei leader unionisti di rammentare a ogni occasione che cosa fu quel quinquennio nero. Perché non lo fanno mai? Perché non possono. Se ricordassero le leggi vergogna, qualcuno domanderebbe: e perché non ne avete cancellata nemmeno una? Se ricordassero le epurazioni bulgare, qualcuno domanderebbe: e perché Luttazzi e la Guzzanti non hanno un programma in Rai, e perché Oliviero Beha non è stato reintegrato? Se ricordassero il precariato delle leggi Treu e Maroni, qualcuno domanderebbe: e perché non avete modificato quelle leggi? Se ricordassero i continui sabotaggi alla giustizia, qualcuno domanderebbe: perché allora avete bloccato il processo per il sequestro Abu Omar col segreto di Stato e col conflitto alla Consulta? Se ricordassero la guerra ai giudici di Milano che processavano il premier, qualcuno domanderebbe: e perché allora avete insultato per mesi Clementina Forleo e ora non dite una parola su Mastella che vuole trasferire il pm De Magistris che indaga sul premier e sulle telefonate di Mastella? Se ricordassero il monopolio Mediaset a danno di Europa7 e la lottizzazione della Rai, qualcuno domanderebbe: e perché non mandate Rete4 satellite, non passate le frequenze a Europa7 e non ritirate i partiti dalla Rai? Se qualcuno ricordasse il conflitto d’interessi, qualcuno domanderebbe: e perché non fate un legge seria per risolverlo una volta per tutte? È per non rispondere a queste domande che si preferisce archiviare tutto. Ma così si smarrisce il marchio sul quale, faticosamente, si era costruita la striminzitissima vittoria del 9-10 aprile 2006.


L’unica cura contro l’amnesia del paese più smemorato del mondo è costringere Berlusconi a uscire alla scoperto sulle tre ragioni sociali del suo fare politica: i processi, i soldi e le tv. Nulla di eversivo: basta mantenere qualche promessa elettorale. Per esempio, abolire la ex-Cirielli che manda 9 processi su 10 in prescrizione: se la giustizia ricomincia a funzionare spedita, Bellachioma – l’imputato più prescritto della storia – mette mano alla fondina.

Idem se si ripristina il reato di falso in bilancio: Bellachioma, che coi libri contabili ha più problemi che coi libri, salta su come un misirizzi. Idem se si fissa un tetto antitrust sul numero di reti tv e sulla pubblicità. Idem se si tassano le rendite e le eredità a una quota accettabile, come da programma elettorale.

Se si fa ciò che è giusto, colui che ingrassa da trent’anni sull’ingiustizia uscirà fuori al naturale, e tutti si ricorderanno chi è. Se invece si continua ad attaccare Grillo, cioè il sismografo, il sisma seguiterà a far danni. E presto ci sveglieremo nell’incubo del Berlusconi 3.

l’Unità del 28.9.2007

 Il mio parere personale.

 Forse Travaglio omette o dimentica, che questa coalizione non cambia nulla o quasi rispetto al predecessore, poiche’ il suo equilibrio di coalizione trasuda debolezze palesi, aver 3-4 senatori in piu’ nel votare importanti riforme comporterebbe come e’ gia’ successo al senato, avere i diktat dei soliti Mastella, Dini e compagnia bella, comporta la classica stagnante, paludosa paralisi di qualsiasi riforma atta a dispiacere ai poteri forti.

Un paese governato dal centro sinistra o il ritorno della destra, quasi impercettibili sono le differenze.

Il popolo sovrano, si stufera’ dell’uno e poi dell’altro, ma non cambiera’ quasi nulla, l’insoddisfazione sara’ un motivo ripetitivo.

Una previsione magari smentita, a breve ci saranno le votazioni dei lavoratori se accettare le briciole del welfare ed i prolungamenti pensionistici dei lavoratori, se vincera’ il no come penso, piuttosto saltera’ il governo, ma non cambiera’ alcunche’, queste sono le regole confindustriali-centriste a cui destra e sinistra devono togliersi il cappello.

Buona serata, si fa per dire.

Marco Travaglio e le paralisi gemellari delle coalizioniultima modifica: 2007-10-01T22:05:00+02:00da iserentha
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4 pensieri su “Marco Travaglio e le paralisi gemellari delle coalizioni

  1. Ognuno nelle sue forme e nel suo ideale ci deve comunque provare,poi se tra il dire e il fare…….ma la coscienza civica va saziata.Io non credo alle colpe della dx,della sx o del centro ma a quelle della lobby oligarchica.Il link che porta al post suggerito lo trovi nella mia lista amici proprio sotto di te (kayser1111).Ciao

  2. Ok Giorgio, sono tempi animati, niente a che vedere con il 1992, ormai si e’ piu’ disincantati. le sofferenze rimangono, stipendi, lavoro ed una tassazione rilevante, con servizi ai cittadini di ritorno quasi sempre non all’altezza dell’esborso.

    Grazie per l’ulteriore indicazione per il post sul mezzogiorno.

    Buona notte,Ivo.

  3. Ciao Mauro,

    In questo momento commento la realta’, la tristezza che puo’ apparire, e’ prendere atto del sistema di questo paese, non ho idea se il movimento di Grillo avra’ futuro, inteso come effettiva forza alternativa, lo possiamo auspicare tutti, ma piu’ che idee, senza dubbio importanti, e’ necessario trovare persone oneste e integerrime, dalla visione che ho nella mia limitata vita quotidiana, esistono sicuramente, purtroppo sono una minoranza, lo stile di vita italico propende a strati diffusi per il benessere personale, davvero e’ poco presente una cultura-educazione per il sociale.

    I governi che si succedono nelle varie legislature, sono per molti versi lo specchio della nostra cultura.

    Sempre attento a sconvolgimenti epocali, ma sono dietro l’angolo????

    Ciao, ivo.

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