Birmania, monaci e contestatori,e’ caccia all’uomo.

lo riferiscono times e bbc che ha intervistato un ufficiale fuggito

«Migliaia di monaci nei gulag birmani»

Continua la caccia all’uomo. I religiosi ancora liberi si nascondono nelle case dei civili o tentano la fuga

RANGOON – Calma spettrale anche oggi a Yangon e nella seconda città della Birmania, Mandalay, all’indomani della partenza dalla vecchia capitale dell’ex Birmania dell’inviato speciale delle Nazioni Unite, Ibrahiom Gambari. E mentre Gambari mantiene la bocca cucita sugli incontri avuti con il generale Than Shwe e con la leader dell’opposizione, Aung San Suu Kyi in vista di riferire domani a New York al segretario generale Ban Ki-moon, la repressione continua implacabile. Anzi, in modo più subdolo perché si sono in parte appannati i riflettori internazionali.

CACCIA ALL’UOMO – Continuano gli arresti indiscriminati dei dissidenti, veri o presunti. Nella notte almeno otto camion militari carichi di prigionieri sono stati visti lasciare Rangoon . Tra gli arrestati anche 147 membri della Lnd, la Lega Nazionale per la Democrazia, la principale forza di opposizione guidata proprio da Suu Kyi; dieci sono parlamentari della mai insediata Assemblea Costituente, uscita dalle elezioni del ’90 che la Lnd si aggiudicò con una maggioranza schiacciante, ma i cui risultati furono annullati dai militari. Gli agenti birmani hanno annunciato di avere le «fotografie» degli attivisti per la democrazia che nelle scorse settimane hanno partecipato alle manifestazioni antigovernative. Prima dell’alba, i soldati che presidiano le strade della città hanno lanciato un avvertimento con gli altoparlanti: «Abbiamo le fotografie. Stiamo per eseguire gli arresti». Secondo i dissidenti sono morte almeno 200 persone e altre 6.000 sono state arrestate, tra cui centinaia di monaci. Mentre il regime ha confermato solo 10 morti.
L’ambasciatore Usa Shari Villarosa ha fatto sapere di aver inviato nei giorni scorsi il personale dell’ambasciata in alcuni monasteri. Alcuni sono stati trovati completamente vuoti, altri presidiati dalle forze dell’ordine e dichiarati zone ’off-limits’. «Il numero dei monaci per la strade si è ridotto notevolmente. Dove sono i monaci? Che cosa gli è successo?», ha dichiarato l’ambasciatore.

GULAG SEGRETO – Una risposta arriva dai quotidiani britannici che parlano di veri e propri gulag, dove sarebbero stati rinchiusi migliaia di cittadini. Secondo fonti della Bbc, i monaci arrestati vengono trasferiti nel nord del Paese. Il quotidiano britannico Times riferisce di 1.700 tra monaci e attivisti di opposizione deportati in un istituto di Rangoon di proprietà del governo: l’ex sede dell’Istituto di Tecnologia del governo sarebbe stata trasformata in un gulag segreto, dove sarebbero stati richiusi e vessati migliaia di manifestanti e monaci buddisti scomparsi.

ESODO DI MONACI – Molti monaci ancora liberi si rifugioano nelle case dei civili o stanno cercando di lasciare Rangoon. Secondo testimoni citati dalla Bbc, i religiosi affollano la stazione ferroviaria e i terminali dei pullman. Per i religiosi – si legge sul sito online dell’emittente britannica – è tutt’altro che facile abbandonare l’ex capitale: gli autisti si rifiuterebbero spesso di farli salire a bordo, nel timore di non essere poi autorizzati a far rifornimento di carburante.

IRRUZIONI NOTTURNE NELLE CASE – L’ambasciatore Usa ha dichiarato che la gente di Rangoon è terrorizzata. «Per quanto riusciamo a sapere, la polizia militare entra in azione nel mezzo della notte, facendo irruzione nelle case e prelevando le persone», ha detto il diplomatico. La gente che vive nei pressi della Pagoda Shwedagon, il luogo più sacro del Paese e punto focale delle proteste delle scorse settimane, ha riferito di diverse decine di case perquisite nel cuore della notte e di numerose persone portate via per gli interrogatori.

UFFICIALE FUGGITO – Intanto arrivano nuove notizie di defezioni all’interno del regime. Un ufficiale dell’esercito birmano è fuggito in Thailandia dopo essersi rifiutato di aprire il fuoco contro i monaci buddisti inermi e ora spera di ottenere asilo politico in Norvegia. In un intervista riportata da diversi media (compresa la Bbc, guarda) il militare birmano parla dell’uccisione di «migliaia» di monaci.

Da corsera web

Anche se esistono defezioni a vari livelli politici-miltari, soldati pentiti per le violenze alla protesta pacifica, questa e’ la situazione, non puo’ che esser cosi’, se si puo’ trarre una morale, sono situazioni quelle dei monaci buddisti in Birmania, che fanno apprezzare nettamente i regimi democratici, a volte non ce ne rendiamo conto.

Birmania, monaci e contestatori,e’ caccia all’uomo.ultima modifica: 2007-10-03T19:10:02+02:00da iserentha
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