Massimo Gramellini e l’emergenza dell’alimentazione.

Ieri, giornata mondiale dell’alimentazione, 854 milioni di esseri umani sono andati a dormire senza avere mangiato. Nessuno di loro stava seguendo una dieta. Il rischio di annegare nella retorica è grande («Ogni volta che qui squilla un telefonino, in Africa c’è un bambino che muore», gorgheggiava un politico, poi trattenuto in patria da ambizioni più urgenti). Quasi quanto quello di precipitare nell’indifferenza. E però: 854 milioni. Ottocentocinquantaquattro milioni. Impossibile immaginarli uno dietro l’altro, con gli occhi fuori dalle orbite e la scodella vuota nelle mani. Un po’ più facile ascoltare le voci che ci ronzano in testa, opinioni intercettate per la strada, in ufficio, alla tele. «E io che c’entro? Avevano solo da non nascere. Non hanno voglia di lavorare. Colpa delle associazioni che stornano gli aiuti. Colpa dei dittatori che usano i soldi delle nostre elemosine per comprare armi dai nostri governi, in un circolo vizioso senza fine. E’ un disegno divino. E’ la prova che non esiste un disegno divino. Sia quel che sia, purché la smettano di venire qui, che tra un po’ saremo malmessi come loro e chi farà l’elemosina a noi?»

«Se uno muore non importa a nessuno – purché sia sconosciuto e lontano», scriveva Montale, e la paura di ridiventare poveri ci rende ancora meno sensibili verso chi non ha mai smesso di esserlo. Eppure quel numero deprimente – 854 milioni – può avere un effetto magico. Aiutarci a dare un taglio a troppe scemenze che ci annebbiano il cervello. A prendere noi stessi un po’ meno sul serio, e la vita un po’ di più.

Da la stampa web-Massimo Gramellini

Un articolo di Massimo, che fa riflettere, non aggiunge nulla a quel che i piu’ sanno, almeno spero che in qualche momento della nostra vita,pensiamo a quanto sia miserevole questo pianeta, se e’ statisticamente provato che 854 milioni di persone non mangiano per nulla quasi tutti i giorni, ne esistono molti di piu’ che qualcosina hanno da mettere sotto i denti ma sono nella miseria piu’ profonda ugualmente.

Non ci possono essere bacchette magiche, la soluzione non puo’ essere dietro l’angolo, ma almeno qualche riflessione su come viviamo noi gente comune e soprattutto chi e’ facoltoso nel non ostentare in qualsiasi momento la propria ricchezza, l’esser nati in zone piu’ fortunate ed averne scampate altre, pensandoci bene e’ frutto d’un caso.

Sono stato a Montecarlo quest’estate una giornata per turismo, ho pensato per molti momenti alla ricchezza sfarzosa esistente e la disperazione della maggior parte della gente di questo pianeta, la rincorsa ad essere sempre piu’ ricchi e spietati diffusamente, questo si grida all’ingiustizia,del tutto responsabile e’ l’uomo.

Chiudo con questo sorriso simbolico, nonostante tutto.

Massimo Gramellini e l’emergenza dell’alimentazione.ultima modifica: 2007-10-17T18:46:22+02:00da iserentha
Reposta per primo quest’articolo

2 pensieri su “Massimo Gramellini e l’emergenza dell’alimentazione.

  1. Immaginiamo il mondo come una grande torta, se tutti ne mangiassimo la stessa porzione, compreso il continente africano, l’occidente sviluppato come lo conosciamo oggi cesserebbe di esistere.
    Il veo problema dell’Africa oggi siamo noi, tutti noi, non solo i Bill Gates o i Silvio Berlusconi, anche Marco Rossi che fa l’impiegato e Marina Neri che lavora in banca.
    Non resta altro che vergognarci (me compreso) e sentirci tutti allo stesso modo colpevoli ragionando sul fatto che la nostra fetta di torta vale più della loro.
    ciao

  2. Il vero problema e’ l’autodeterminazione di ogni popolo, in tutti i sensi, la fetta di torta, intesa come ingredienti devono arivare in buona parte con i nostri aiuti, la manodopera per amalgamare gli ingredienti tocca a loro, per forza di cose, a patto che non ci siano i cosiddetti ostacoli, con i vari sfruttamenti del territorio non lasciando neanche le briciole.

    Ma da tempo immemore dove arriva l’uomo bianco ci sono quasi sempre disastri, esempi, in tutto il continente americano,nell’africa in larghissima parte, nel medio oriente con interessi pelosissimi d’idrocarburi, ora l’ultima frontiera e’ l’Asia, con le multinazionali che sfruttano anche la manodopera infantile per prodotti nelle vetrine dell’opulento occidente.

    Siamo riusciti ad affidare le Olimpiadi ad un paese come la Cina, dove i diritti umani sono calpestati ogni giorno, sempre per interessi come descritto prima.

    Massimo Gramellini, un giornalista con la G maiuscola, i suoi segreti, la professionalita’ e le rarissime apparizioni in televisione.

    Buona serata,ivo.

Lascia un commento