Torino e dintorni, leggere attentamente, meglio prevenire piuttosto che curare.

Ragnatela di autovelox
così scatta la trappola
 
Presto apparecchi fissi anche
in corso Moncalieri e Italia ’61
ANDREA ROSSI
TORINO
La ragnatela è fatta di una miriade di postazioni, quasi tutte mobili. Sono tante. Presidiano le arterie d’accesso alla città, solcate ogni giorno da migliaia di automobili che, spesso, finiscono intrappolate nella rete dei velox. Con i conducenti pizzicati in fallo e inesorabilmente puniti. Un fiume di denaro – tra 60 e 65 milioni di euro l’anno (per tutte le contravvenzioni al Codice della strada) – entra così nelle casse comunali. Solo grazie – o a causa – degli indisciplinati al volante. E si rinnova la vecchia polemica: ma le contravvenzioni, e in particolare gli autovelox, servono a «convertire» gli automobilisti impenitenti o soltanto a incassare? A Torino i punti nevralgici sono una trentina, sparsi ovunque. Evitarli è di fatto impossibile, anche se non sempre sono attivi.

Soltanto uno è fisso. Ma presto arriveranno anche le postazioni di corso Moncalieri e Unità d’Italia. Slot machine identiche all’implacabile velox di corso Regina Margherita: le telecamere sistemate poche centinaia di metri dopo l’uscita della tangenziale tra febbraio e settembre di quest’anno hanno immortalato 116 mila e 161 auto in eccesso di velocità. In quel tratto, il limite è 70 all’ora. Ed è segnalato a caratteri cubitali. Altrove è quasi sempre 50, talvolta 30, raramente 70. E le associazioni dei consumatori protestano: i limiti sono troppi, cambiano spesso e non sempre sono adeguatamente segnalati.

Chi arriva da Moncalieri, ad esempio, entra in corso Unità d’Italia con il limite dei 70 all’ora, che dopo pochi metri diventa 50, poi nuovamente 70 e infine ancora una volta 50. È uno dei punti caldi della città, dove spesso si appostano le pattuglie della Polizia municipale. Stesso discorso per la parallela, corso Moncalieri. Tanto è vero che in corso Unità d’Italia il Comune ha già deliberato il posizionamento di telecamere fisse e, in futuro, medita di sistemarle anche in corso Moncalieri. Le postazioni mobili, invece, sono molte. E vengono allestite con una certa frequenza. Non sono segnalate, come succede con le telecamere.

Tutto regolare, però: perché siano montate – e rese operative – è sufficiente che su quel tratto di strada siano installati i cartelli che specificano il limite di velocità e mettono in guardia gli automobilisti: «Attenzione: velocità controllata». Almeno quattrocento metri prima, come specifica un decreto entrato in vigore ad agosto. A quel punto, i vigili si possono appostare, sistemare le apparecchiature e incastrare i disobbedienti. E così, tutte le arterie a più corsie – dove il limite è 50 all’ora ma la tentazione di schiacciare l’acceleratore alta – sono presidiate: corso Grosseto, corso Allamano, corso Francia, corso Mortara, corso Marche, corso Vercelli. Ma anche corso Casale, corso Settembrini, via Ventimiglia.

Gli autovelox non sono l’unica voce d’incasso – per il Comune – e di spesa, per chi guida imprudente. Nella rete non finiscono soltanto quelli sorpresi a pigiare sull’acceleratore. I dati dei primi otto mesi del 2007 parlano chiaro: i vigili hanno effettuato 3.868 contravvenzioni per semaforo rosso, 3.345 a chi guidava parlando al telefonino, 5.604 a chi viaggiava senza cinture. E, infine, ben 307.399 multe per divieto di sosta, di cui quasi 200 mila sono finite sui taccuini degli ausiliari del traffico, gli addetti del Gtt. Sommando tutte le voci sono quasi 600 mila contravvenzioni sino a fine agosto. Una piccola miniera che fa storcere il naso alle associazioni dei consumatori. «Premessa: noi non difendiamo gli indisciplinati – dice Giovanni Dei Giudici di Federconsumatori -. Il problema è che c’è qualcuno che ne approfitta. Anziché fare prevenzione, piazzando le pattuglie a presidiare le strade, ci si limita a fare cassa».

Da la stampa web
A parte le giustissime considerazioni di repressione finalizzata a riempire le casse comunali, ci vorrebbero volonta’ di prevenzione votate a far cambiare le abitudini poco virtuose del diffusissimo popolo di guidatori,in ogni caso prevenire e meglio di curare le ferite con esborsi e punti, la situazione degli incidenti stradali con vittime molto al di sopra della media europea debbono per forza di cose far inasprire i controlli.
La mappa cittadina dei controlli velox.
Torino e dintorni, leggere attentamente, meglio prevenire piuttosto che curare.ultima modifica: 2007-10-21T19:22:07+02:00da iserentha
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