Birmania, gli evidenti crimini del regime dittatoriale, mi scuso per la cruenza delle foto.

A un mese dalle proteste sedate nel sangue gli agenti tornano a pattugliare città e monasteri
Dopo l’incontro fra il ministro del lavoro e la leader dell’opposizione, l’inviato Onu auspica nuovi contatti

Birmania, la polizia torna in strada a Rangoon
Gambari: continuare il dialogo con Suu Kyi

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“Foto di un monaco assassinato in Birmania, scattate da un obitorio e diffuse dal sito Asianews.it”

<B>Birmania, la polizia torna in strada a Rangoon<br>Gambari: continuare il dialogo con Suu Kyi</B>

La polizia vicino alla pagoda Shwedagon a Rangoon

RANGOON – La polizia è tornata a pattugliare le strade di Rangoon in Birmania, a un mese dalle proteste dei monaci buddisti che misero in crisi la giunta militare. In coincidenza con la fine della quaresima buddista i monasteri sono stati circondati per stroncare sul nascere ogni manifestazione di dissenso.

Ad alcuni reporter è stato impedito di scattare fotografie ma i giornalisti hanno riferito sulla concentrazione dei poliziotti armati nelle zone d’accesso alle pagode di Sule e Shwedagon, due dei luoghi simbolo da cui partirono le imponenti manifestazioni antigovernative soffocate nel sangue dal regime. Non sono state innalzate barricate, ma in alcune zone la polizia ha ammassato rotoli di filo spinato, da utilizzare eventualmente per chiudere le strade.

Il rafforzamento delle misure di sicurezza arriva il giorno dopo l’incontro tra la leader dell’opposizione, Aung San Suu Kyi, e il ministro del Lavoro, il generale Aung Kyi, che la giunta ha incaricato di avviare “relazioni” con il Premio Nobel per la Pace e le Nazioni Unite. La stampa di regime ha riferito che il colloquio è durato 75 minuti e ha mostrato un’immagine in cui si vedono i due, seduti l’uno di fronte all’altro: il generale sorridente, mentre Suu Kyi, che ha trascorso 12 degli ultimi 18 anni agli arresti domiciliari, ha il volto attonito.

Il quotidiano Nuova Luce di Myanmar, organo della propaganda del regime militare, ha scritto giovedì che le autorità cercano monaci buddisti “falsi” implicati nell’organizzazione delle manifestazioni avvenute alla fine di settembre.

Intanto, l’inviato speciale dell’Onu per la Birmania, Ibrahim Gambari, ha lanciato un appello alla giunta militare perché dopo l’incontro di ieri intensifichi il dialogo con Suu Kyi.

Da la repubblica web

 foto da asianews.it

E’ necessario amplificare i commenti, le foto,i post, contro i crimini del regime dittatoriale di Rangoon, che siano addirittura protetti dalla Cina , e’ scandaloso, l’aver preso la decisione di organizzare i giochi olimpici cinesi il prossimo anno e’ grottesco, per questo aspetto, per i diritti umani continuamente calpestati e costringere il capo religioso dei monaci tibetani all’esilio.

Birmania, gli evidenti crimini del regime dittatoriale, mi scuso per la cruenza delle foto.ultima modifica: 2007-10-26T19:07:05+02:00da iserentha
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2 pensieri su “Birmania, gli evidenti crimini del regime dittatoriale, mi scuso per la cruenza delle foto.

  1. Ivo hai fatto bene a prendere le foto, a proposito non ne ho sentito parlare al tg5… troppo crude per essere mostrate al “pubblico delle 20.00”, giustamente..
    Speriamo che qualcuno si assuma la responsabilità di mostrarle in seconda serata senza essere condannato all’ergastolo dall’Authority.
    Comunque l’articolo completo è sul sito del corriere della sera.
    Ciao,
    a presto
    Doc

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