Massimo Gramellini e la sua opinione sul grattacielo della discordia.

   

218 metri sopra il cielo

Gianni Agnelli sosteneva che di fronte a una novità il torinese reagisce in due fasi. Prima dice: «Non si può fare» e poi: «Lo abbiamo sempre fatto». Probabile che vada a finire così anche la sofferta gestazione del grattacielo bancario progettato da Renzo Piano e accusato di sovrastare la Mole, deturpando irrimediabilmente la «skyline», impreziosita dalla catena di montagne che si erge maestosa sullo sfondo. Il conservatorismo psicologico dei subalpini è uno dei tratti più affascinanti del loro carattere, perché è il presupposto delle cento rivoluzioni che sono partite da qui: essendo state sofferte e meditate, alla prova dei fatti si sono rivelate autentiche.

Se poi vi interessa il mio modesto parere, il grattacielo a Torino non si può fare. Perché non sta bene, e comunque questi banchieri chi si credono di essere, i nuovi Savoia, e quel Renzo Piano sarà anche bravo, almeno così dicono, ma non è piemontese neppure di adozione, come invece era Juvarra, e ci vorrebbe più rispetto per la storia e l’architettura della città, oh basta là. Ciononostante il grattacielo si farà, sarà elegante e alto il giusto, senza esagerare, altrimenti che grattacielo torinese sarebbe, e continueremo a lamentarcene fra noi ma a lodarlo davanti ai milanesi e ai romani, che un grattacielo di Piano, vogliamo dirla tutta, se-lo-so-gna-no. Mentre per i torinesi rimpiangere di continuo il passato per costruire di continuo il futuro è qualcosa di assolutamente normale: lo abbiamo sempre fatto.

il mio commento

L’immagine del grattacielo inserita dal comitato contrario all’opera era assolutamente fuorviante della realta’, la correzione riveduta e corretta da Renzo Piano dimostra il vero senso della realta’, un architetto di fama mondiale non puo’ screditare la sua professionalita’, sulla piemontesita’ sono dell’idea che sia piu’ che altro attitudine alla riflessione, un mix di buon senso conservatore, non si e’ disposti a queste latitudini d’accettare qualsiasi innovazione a prescindere.
scritto da ivo serentha email: iserentha@yahoo.it 3/11/2007 0:6
Massimo Gramellini e la sua opinione sul grattacielo della discordia.ultima modifica: 2007-11-05T23:15:00+01:00da iserentha
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2 pensieri su “Massimo Gramellini e la sua opinione sul grattacielo della discordia.

  1. Anche io ho fatto lo stesso percorso evidenziato da Gramellini. Come sai, dal NONONO sono passata a una fase possibilista.Adesso mi avvicino alla tua opinione, anche se spero che la bellezza della cerchia delle Alpi non sia turbato da un edificio all’orizzonte. Del resto a Parigi, e sono solo alcuni episodi, si sono accapigliati, insultati, divisi in fazioni per la costruzione della Grande Arche, per le centre Pompidou,per la piramide di vetro della Court Carrée all’interno del Louvre. Niente di nuovo sotto il sole.

    Ho guardato le tue foto, che meritano di essere ammirate con una ben maggiore attenzione. Belle davvero, complimenti! La nostra Torino diventa sempre più interessante e finalmente visitata da tanti stranieri. Basta essere in centro nel fine settimana per verificarlo!! Ciao Ivo un abbraccio.

  2. Ciao Cenerentola,

    Sono io a ringraziarti per la tua attenzione, la fotografia e’ diventata un’attivita’ quasi maniacale, nel senso buono del termine chiaramente, su Torino vigiliamo,l’effetto Olimpiadi non vorrei che si ritorcesse contro, il famoso conto da pagare….

    Notte,Ivo l’abbraccio contraccambiato.

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