Piero Fassino scelto per aiutare diplomaticamente il popolo birmano.

L’ex segretario dei ds scelto da Solana: per un anno
lavorerà a stretto contatto col rappresentante Onu

Fassino inviato della Ue
per la crisi in Birmania

<B>Fassino inviato della Ue<br>per la crisi in Birmania</B>

Monaci buddisti a Rangoon

di VINCENZO NIGRO

ROMA – Il “ministro degli Esteri” europeo Javier Solana ha nominato Piero Fassino inviato speciale dell’Unione europea per la Birmania. La decisione è stata comunicata agli ambasciatori dell’Unione a Bruxelles. Fonti dell’Unione europea spiegano che “l’incarico ha lo scopo di individuare una figura politica che possa lavorare per concentrare al meglio gli sforzi di tutta la Ue sulla crisi, e tra l’altro per creare un collegamento diretto con la figura di Ibrahim Gambari, l’inviato personale del segretario generale delle Nazioni Unite”.

Il nome di Fassino era stato discusso da Solana con il governo italiano durante la sua visita a Roma del 23 e 24 ottobre: l’idea di Solana è di poter avere a disposizione per un periodo di alcuni mesi (prevedibilmente un anno) un personaggio politico con esperienza di governo e buona conoscenza di politica estera, “che sia in grado di dedicarsi alla situazione birmana con la necessaria autorevolezza”.

Fassino, che è stato ministro della Giustizia, sottosegretario agli Esteri e segretario dei Ds, è sembrato la persona giusta. Inoltre il governo italiano ha messo in cima alla sua agenda di politica estera per l’Asia il tema della Birmania; di recente il sottosegretario agli Esteri Gianni Vernetti ha fatto un primo viaggio a Singapore e in Thailandia per avviare una concertazione politica tra la Ue e l’Asean, l’organizzazione politica dei paesi asiatici. Al prossimo vertice Asean del 21 novembre la crisi birmana sarà centrale. Vernetti ha chiesto al governo di Singapore e degli altri paesi Asean di far sì che dalla riunione esca un forte messaggio verso la giunta birmana per riavviare un processo di dialogo e riconciliazione nazionale che includa i rappresentanti dei partiti di opposizione. Per l’Italia è decisivo “che cessi ogni forma di repressione e la liberazione di Aung San Su Kyi”.
Ieri intanto in Birmania l’inviato dell’Onu Gambari ha incontrato diversi membri della giunta militare, ma resta ancora in attesa di ricevere l’autorizzazione per vedere la leader dell’opposizione Aung San Suu Kyi.
Gambari tra gli altri ha visto il ministro della pianificazione economica, Soe Tha, i generali Thura Myint Maung e Kyaw Hsan, titolari rispettivamente del ministero degli Affari religiosi e dell’Informazione e il ministro degli Esteri Nyan Win. Alla vigilia dell’arrivo di Gambari in Birmania, la giunta militare aveva negato il rinnovo del visto al rappresentante delle Nazioni Unite, Charles James Petrie.

da la repubblica web

Altro passo avanti, nel senso d’interessamento dell’Onu e per aver scelto un italiano nell’aiutare le trattative con il regime sanguinario birmano, evidentemente con l’appuntamento olimpico del prossimo anno ci sono interessi da entrambo le parti per trovare soluzioni,Cina chiaramente in primo piano per ovvi interessi nel paese dei monaci e per il negativo ritorno economico della manifestazione mondiale.fossero anche piccolissimi passi, e’ positivo, non chiudere l’informazione e l’interesse mediatico sul popolo e monaci birmani e’ di vitale importanza.

Piero Fassino svincolato da impegni politici interni potra’ dedicarsi con il suo solito impegno alla causa di democratizzazione in Birmania, augurandogli un buonissimo lavoro.

Piero Fassino scelto per aiutare diplomaticamente il popolo birmano.ultima modifica: 2007-11-06T18:56:17+01:00da iserentha
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