Anche l’Istat sconfessa Padoa Schioppa e il suo “bamboccioni”.

Nel 2006 i celibi fra i 18 e i 34 anni che vivono “con almeno
un genitore” hanno oltrepassato il 60%. Nel 2005 erano 59,5%

“Bamboccioni” sì, ma non per scelta
di sicuro lontani da politica e religione

Tra loro – rivela il rapporto Istat 2006 “la vita quotidiana” –
diminuiscono quelli che possono contare su uno stipendio
di SALVO INTRAVAIA

<B>"Bamboccioni" sì, ma non per scelta<br>di sicuro lontani da politica e religione</B>

AUMENTANO i ragazzi che, per scelta o necessità, rimangono a vivere in casa dei genitori. Ma non solo. I giovani del nostro Paese marcano sempre di più le distanze dalla politica e dai luoghi di culto. E’ il quadro dei ragazzi italiani che emerge dall’ultima indagine Istat su, relativa al 2006, “La vita quotidiana”. Confrontando i dati con quelli dell’anno precedente, le preoccupazioni del ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa – condite con la discussa definizione di “bamboccioni” – sono destinate ad aumentare. Nel 2006 i giovani celibi di età compresa fra i 18 anni e i 34 anni che vivono “con almeno un genitore” hanno oltrepassato la soglia del 60 per cento. Nel 2005 erano 59,5 su 100.

Ma nel ponderoso volume pubblicato ieri, che prende in considerazione un po’ tutti gli aspetti della vita quotidiana (vacanze, tempo libero, stili alimentari, sport, ed altro), l’istituto nazionale di statistica mette a disposizione anche i numeri che possono spiegare le probabili motivazioni di tanto attaccamento a mamma e papà. Infatti, l’aumento dei ragazzi che restano in famiglia è accompagnato dal decremento (dal 47,7 al 46,7 per cento) dei giovani che hanno la fortuna di potersi definire “occupati” e poter contare su uno stipendio. E dal parallelo incremento, pari a due punti percentuali, di coloro che si definiscono in “cerca di occupazione”.


Sembrerebbe quindi, almeno stando ai numeri, che i nostri giovani non siano affetti da “mammismo acuto” bensì dall’impossibilità di sostenersi anche quando non si è più ragazzini. Un popolo, quello dei 18/34enni che condivide ancora lo stesso tetto dei genitori, formato da 7 milioni 368 mila individui con netta prevalenza di uomini: oltre 4 milioni e 200 mila.

E accanto alle difficoltà di trovare un lavoro e una casa per andare a vivere da soli, fra i giovani, cresce anche la sfiducia nella politica. In appena 12 mesi il numero di coloro che “non si informano mai di politica” fa registrare un netto balzo in avanti. Fra i 18/19enni addirittura di 3 punti e mezzo: dal 32 al 35,4 per cento. Meno marcati, anche se consistenti, gli incrementi fra i 20/24enni e i 25/34enni. Il motivo di tanta lontananza dai palazzi della politica è presto detto. Alla maggior parte la politica “non interessa” proprio. Ma sono parecchi coloro che dichiarano espressamente la loro “sfiducia nella politica”, sentimento che attanaglia il 28,3 per cento dei 25/34enni, e quelli che la considerano troppo “complicata”.

Un senso di sfiducia che si allarga anche alla religione. Coloro che dichiarano apertamente di non recarsi “mai in un luogo di culto” è in forte aumento, soprattutto fra i giovanissimi di età compresa fra i 14 e 19 anni. Allontanamento da chiese e parrocchie confermato anche dai ragazzi che frequentano i luoghi di culto “almeno una volta a settimana”. Di “frequentatori modici”, fra i 14/17enni, nel 2005 se ne contavano 37,6 su 100. Nel breve volgere di un anno si è bruscamente scesi al 30,6 per cento. Disaffezione che in misura minore colpisce anche i 18/19enni e i 20/24enni. Solo fra i 25/34enni si registra un leggero recupero.

Da la repubblica web

Non era necessaria la comunicazione ufficiale, chi vive in questo paese si rende conto della realta’, a meno che non si voglia negare l’evidenza oppure demagogicamente afferma come il ministro delle finanze delle stronzate che non stanno in piedi, evidentemente fa parte della categoria dei privilegiati e non ha importanza d’avere dei figli o dei nipoti intelligenti o stupidi, sicuramente da quelle parti familiari non hanno problemi di precariato, i lavori a progetto per i piu’ vengono sostituiti dalla casta con lavori privilegiati e assolutamente indeterminati.

L’allontanamento dei giovani dalla politica e dalla spiritualita’ sono ragioni piu’ che plausibili, non entro nel settore spirituale ma sicuramente dalla politica se ne stanno alla larga, non essendo un punto di riferimento attendibile, anzi loro futuri sfigati senza lavoro degno, senza pensione decorosa a meno che non si trattengano i pochi soldi che guadagnano in fondi, solo un masochista potrebbe comportarsi diversamente.

Pero’ attenzione, sull’argomento c’e’ troppo disinteresse da parte delle nuove generazioni, non arrivera’ mai nulla dal cielo, per decreto legge o in altri modi, l’unica via per ribellarsi ad un impoverimento diffuso, sara’ la via della contestazione e della protesta, vigilate e protestate, come la legge anche questi aspetti non ammettono ignoranza.

Anche l’Istat sconfessa Padoa Schioppa e il suo “bamboccioni”.ultima modifica: 2007-11-07T18:49:27+01:00da iserentha
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