Dal blog di Piero Ricca, la piaga delle morti sul lavoro.

Morire di lavoro

November 9, 2007 on 10:47 pm | In Politica |

Ogni anno nei luoghi di lavoro si consuma una strage di innocenti, con migliaia di morti e feriti. Marco Bazzoni, Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, tiene aggiornato il bollettino di questa carneficina. E chiede leggi serie, per evitarla. Mi ha scritto.

Caro Piero,

lunedì 5 novembre c’è stata l’ennesima strage sul lavoro. Immacolata, Alain, Francesco, Cristiano e Paul non potranno fare più ritorno alle proprie famiglie. Ma non dobbiamo dimenticarci di Adil, operaio marocchino di 32 anni, anche lui morto lunedì (schiacciato nella cabina del camion che si è ribaltato in una scarpata della strada di cava che stava percorrendo); il suo corpo è stato ritrovato solo martedì mattina.
Come Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza abbiamo detto la nostra più di una volta, peccato che la maggior parte delle nostre proposte non sono state recepite.
Avevamo chiesto di rafforzare il ruolo degli Rls, ma la risposta del governo è stata insufficiente. Nell’articolo 3, comma d, del Dlgs 123/2007, si è previsto l’election day dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, che non ho capito bene a cosa serva. Mi viene da chiedere: se mi scade il mandato, devo aspettare questo giorno per le votazioni?
Nell’articolo 3, comma e, si è previsto, direi giustamente, che il datore di lavoro è tenuto a consegnare al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su richiesta di questi, copia del DVR (Documento di Valutazione dei rischi). C’è solo un piccolo problema, che il diritto si è rovesciato ed è diventato un dovere, cioè io rappresentante sono obbligato a chiedere il DVR, altrimenti il datore di lavoro non è tenuto a consegnarmelo (da come è scritto l’articolo si capisce così). Era meglio omettere “su richiesta di questi”, e sostituire “tenuto” con “obbligato”.
L’unica cosa positiva per è l’articolo 3, comma f, cioè il rappresentante dei lavoratori per la costituzione della sicurezza di comparto produttivo.
Noi Rls avevamo fatto la battaglia contro il comma 1198 della legge finanziaria 2007, che sospendeva le ispezioni per un anno, per le aziende che emergono dal nero, comprese quelle riguardanti la sicurezza sul lavoro. Avevamo chiesto la sua abrogazione, senza se e senza ma; invece il comma è stato solo modificato (articolo 11 Dlgs 123/2007). Cioè sono stati ripristinati i controlli per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, ma è rimasto il condono per un anno per quanto riguarda il lavoro nero e irregolare.
Avevamo chiesto l’aumento dei organici dei Tecnici della Prevenzione negli ambienti di lavoro (chiamati impropriamente ispettori Asl) che sono meno di duemila in tutta Italia, ma anche qui niente da fare. Vorrei ricordare al Ministro della Salute Livia Turco, che le assunzioni dei tecnici della prevenzione sono bloccate e che la maggioranza di loro è stata assunta negli anni ottanta: se non se ne assumono di nuovi, rischiano l’estinzione, in quanto fra qualche anno vanno tutti in pensione senza aver potuto formare le nuove leve.
Questo Dlgs 123/2007 per un Testo Unico per la sicurezza sul lavoro è sicuramente un passo avanti, ma è insufficiente: ci vuole molto di più. Vorrei ricordare al Governo Prodi che sono già passati 2 dei nove mesi previsti per scriverlo (articolo 1, comma 1), ma non si sa più niente (se hanno iniziato a scriverlo, se non l’hanno fatto).
Alla radice delle stragi di lavoratori c’è un problema culturale: se non si insegna la sicurezza sul lavoro fin dalle scuole elementari come fanno in Francia, nessuna legge sarà sufficiente. Perchè gli studenti di oggi, ricordiamocelo, saranno i lavoratori e gli imprenditori di domani.
Nel solo anno 2006 ci sono stati in Italia 1302 morti sul lavoro, 930 mila infortuni, circa 27 mila invalidi, per un costo sociale stimato in oltre 40 miliardi di euro. La responsabilità non è solo del governo e delle imprese. Vorrei concludere questa mia lettera con una domanda a Cgil, Cisl e Uil. Quanti infortuni e morti sul lavoro ci devono ancora essere, per organizzare una manifestazione nazionale a Roma per dire basta a questi omicidi che ci sono ogni “santo” giorno nei luoghi di lavoro?

Saluti,

Marco Bazzoni – bazzoni_m@tin.itù

Il mio commento

Ciao Piero,

Siamo i peggiori nell’Europa piu’ evoluta per incidenti e morti sul lavoro, una piaga per la quale anche il presidente Napolitano ha commentato per spingere le forze politiche nel trovare misure piu’ severe, sia per gli imprenditori e lavoratori,a Torino e’ emerso ieri un caso emblematico, da parecchio tempo una madre piange suo figlio, lavorando in nero in subappalto si calo’ dentro un tombino per determinate operazioni, nel medesimo momento una piena scaturita da un violento temporale lo inghiotti’, fu trovato dopo alcuni giorni nel fiume Dora, ora la mamma piange ancora poiche’ sia l’Inail che i presunti responsabili e il tribunale non hanno fatto giustizia, sia per le giuste condanne ed il risarcimento.

A questo punto ho tralasciato volontariamente d’omettere che il ragazzo vittima del lavoro era un rumeno, in questo modo intendo risaltare l’aspetto dei tanti lavoratori d’ogni razza che in questo paese si comportano seriamente e contribuiscono alla nostra economia, salvo anche lasciarci la vita ed una mamma piangerlo ancora dopo molto tempo senza aver avuto giustizia.

Un saluto,Ivo.

Comment by ivo serentha — 10 November 2007 #

Dal blog di Piero Ricca, la piaga delle morti sul lavoro.ultima modifica: 2007-11-10T14:27:18+01:00da iserentha
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