Dal blog di Piero Ricca, Mondadori.

Le mani sulla città

Novembre 14, 2007


Marina Berlusconi

Dopo il blog, il megafono.
Me l’hanno sequestrato ieri sera al solito commissariato di Milano centro, insieme a “diciotto cartelli” e “centodieci volantini”. Motivo? con sette amici di Qui Milano Libera abbiamo deciso di guastare un po’ la festa della Mondadori berlusconiana, che celebrava i suoi cent’anni in un’atmosfera da Mani sulla città. Marina e Persilvio hanno voluto fare le cose in grande, noleggiando il centro di Milano per duemila ospiti vip. Concerto alla Scala, videoproiezioni in Galleria, cena di gala a Palazzo Reale. Siccome Previti non era stato invitato, abbiamo pensato di ricordare pubblicamente il vantaggio competitivo che egli offrì al suo principale nella scalata Mondadori: vedi alla voce corruzione di giudici. E siamo andati in piazza della Scala per uno speakers corner improvvisato. Per mezz’ora, mentre alla Scala affluivano i vip, in rappresentanza di un’altra idea dell’Italia ho tenuto un comizietto ricordando le varie tappe dell’ascesa del signor Berlusconi, da Mangano a Gelli, da Craxi alle leggi su misura, dai conti neri a Biagi, passando per Previti e Metta… Il tema del giorno era sintetizzato in un volantino dal titolo: “La Mondadori previtizzata”. Sopra venti centimetri di zeppe, intanto, dall’altra parte della strada Marina Berlusconi si metteva in posa per il flash e rilasciava interviste a tutto spiano. Ci piantonavano una quarantina di poliziotti e carabinieri. A un certo punto qualcuno ha fatto un fischio e i gendarmi ci hanno invitati con le spicce a spostarci. Poi siamo stati identificati per la millesima volta. Quel che dicevo era vero e la voce arrivava comunque: intollerabile. Altro fischio e veniamo condotti a forza in commissariato, scortati da trenta agenti. Erano le 19,45. Siamo stati liberati tre ore e mezza dopo. Tanto ci è voluto per compilare due verbalini: uno di “identificazione ed elezione di domicilio” e l’altro di “sequestro di corpi di reato”. Non essendo in vigore i reati di lesa maestà e turbativa del quieto vivere, siamo stati denunciati soltanto per violazione dell’articolo 18 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza. Cioé: avremmo tenuto una manifestazione non autorizzata. In otto. Volantinando una sentenza. Raccontando fatti veri e dimenticati. Per impedire che i beneficiari della corruzione potessero celebrarsi nel totale silenzio degli astanti. Alcuni si ostinano a chiamarla libertà di espressione. In realtà è un dovere: il dovere di non vivere da schiavi. Continuerò a esercitarlo fin quando ne avrò voglia e spero sempre in buona compagnia. E infatti, a mezzanotte, dopo la liberazione, siamo andati davanti a Palazzo Reale per animare il deflusso degli ospiti vip. Nuovo comiziaccio a squarciagola e impagabili siparietti con gli struzzi in smoking e consorti ingioiellate. Dai, compratevi un megafono anche voi!

Parleremo anche di questo al dibattito con Piercamillo Davigo, questa sera, dalle ore 21, al teatro alle Colonne di San Lorenzo, corso di Porta Ticinese 45, a Milano.

Il mio commento

Potrebbe esser interpretata come una lotta simile al Don Chisciotte raccontato nei tempi che furono,ma la vostra ostinatezza nel portare alla ribalta le verita’ che tutti, ma proprio tutti sanno,e’ da considerare tra le pochissime perle di questo paese, viene spontaneo affermare che per molti versi sono le classiche perle offerte ai suini, ho voluto modificare il termine per rispettare questo spazio.

Grazie per la vostra energia,anzi la democrazia ringrazia.

Ciao,Ivo.

Commento di ivo serentha — 14 Novembre 2007 #

Dal blog di Piero Ricca, Mondadori.ultima modifica: 2007-11-14T23:16:51+01:00da iserentha
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2 pensieri su “Dal blog di Piero Ricca, Mondadori.

  1. Ciao Carmelo,

    Ho inserito un altro post stasera per focalizzare ulteriormente la situazione disastrosa del nostro paese, per quanto possiamo impegnarci sono solo le classiche pezze protettive, per le nuove generazioni e direttamente per i figli, cerchiamo di trasmettere tutto il buon senso possibile.

    Non intravedo francamente altre formule.

    Saluti, Ivo.

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