Greenpeace nuovamente in allarme,i giapponesi tornano alla caccia di balene

Il Giappone a caccia di megattere Greenpeace pronta a intervenire

Tutto cio’ per il cosiddetto sushi…..

Specie rarissima e protetta. La missione avviene ufficialmente per scopi “scientifici” ma la carne finirà sul mercato.

Il Giappone rompe l’ennesima moratoria e domani metterà in mare una grossa flotta per riprendere la caccia alle megattere, le grandi balene protette a livello internazionale dal 1963, quando, a causa dell’intensa caccia, nell’emisfero boreale il loro numero si era ridotto del 90%. Da allora l’uccisione di questa specie è proibita con l’eccezione di piccoli programmi in Groenlandia, nell’isola caraibica di Saint VincChi ama il whale-watching apprezza le megattere soprattutto per le loro pinne pettorali, lunghe fino a un terzo del corpo, per la grande mole, misurano fino a 15 metri, e per gli spettacolari balzi che compiono in acqua durante la stagione degli amori per corteggiare i partner. Gli scienziati studiano anche il loro «canto», suoni melodiosi emessi dai maschi della specie per comunicare sott’acqua anche a grande distanza e che, secondo una ricerca appena conclusa da un gruppo di studiosi australiani, rappresenterebbero una forma di linguaggio perfettamente articolato.  Grandi, di colore grigio molto chiaro, sono state, si ritiene, fonte d’ispirazione per la mitica balena bianca, Moby Dick.ent e nelle isole Grenadine dove è autorizzata per la sussistenza delle popolazioni locali.

Ad attendere la flotta baleniera al varco c’è la nave di Greenpeace, con a bordo anche tre attivisti italiani: Caterina Nitto (secondo ufficiale), Gianluca Morini (radio operatore) e Simona Fausto (assistente cuoco). Secondo il momvimento ambientalista – e il resto del mondo –  «Queste balene non devono essere uccise: le megattere, oltre a essere rare, sono molto sensibili e vivono in branchi, hanno vere e proprie relazioni familiari. Anche ucciderne una soltanto potrebbe provocare gravi conseguenze».

Da la stampa web

Determinati comportamenti sono assurdi, una specie protetta dev’essere rispettata da tutti, sono note le volonta’ giapponesi e scandinave per aggirare tali divieti, si trattasse di popoli alla fame sarebbe comprensibile,il nascondersi dietro ad un dito giustificando la ricerca scientifica, non regge, l’unica definizione e’ un comportamento criminale verso la natura.

Spero vivamente che l’egregia associazione di Greenpeace possa riuscire a mettere qualche pezza, rischiano la vita e il carcere per la difesa dell’ambiente, sono anche loro tra gli eroi di questo tempo.

Greenpeace nuovamente in allarme,i giapponesi tornano alla caccia di baleneultima modifica: 2007-11-20T21:20:00+01:00da iserentha
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