Torino, al via il XXV film festival a cura di Nanni Moretti

Serata inaugurale della 25esima edizione del Tff diretta dal regista romano
“Mi interessa che la gente vada a vedere i film”. Si inizia con The Savages

“Il mio un Festival che mira al sodo”
Al via a Torino la rassegna targata Moretti

Amministratori e rappresentanti degli sponsor istituzionali non hanno preso la parola
Il sindaco Chiamparino: “Ti abbiamo scelto perché tu non vuoi che parlino i politici”

 

<B>"Il mio un Festival che mira al sodo"<br>Al via a Torino la rassegna targata Moretti</B>

Vecchi film proiettati sulla Mole Antonelliana

TORINO – “Questo è un Festival che mira al sodo. Cioè al cinema. Me lo hanno lasciato così i direttori precedenti e io non posso che continuare su questa linea. Quello che mi interessa è che la gente vada a vedere i film e qui a Torino ne presento alcuni che a me, a noi, sono piaciuti”. Parla così Nanni Moretti all’inaugurazione del ‘suo’ Torino Film Festival, sdoppiata in due sedi per poter ospitare più pubblico (in realtà al cinema Ambrosio c’erano un po’ di poltrone vuote, invece non al Massimo).

Il patron del Tff edizione 25 ha fatto due brevissime introduzioni al film inaugurale, The Savages di Tamara Jenkins (che uscirà in Italia con il titolo La famiglia Savage distribuito da Fox Searchlight), e ha pronunciato poche altre parole, per altro assai scherzose. Chiacchierando con la regista, che ha fatto passare 9 anni tra il suo primo film L’altra faccia di Beverly Hills e questo, al quale ha lavorato per quattro anni, ha detto che per lui “il momento più angosciante nel fare un film è quello delle riprese, quello più difficile la scrittura”.

Gli amministratori e i rappresentanti degli sponsor istituzionali non sono neppure andati al palco a parlare. “Ti abbiamo scelto proprio per questo – ha scherzato il sindaco Sergio Chiamparino seduto in prima fila – perché tu non vuoi che parlino i politici”. E Moretti, dal canto suo, ha ringraziato Torino, “la città che mi accolto così bene” e i suoi collaboratori, uno per uno. Circondato da fotografi e giornalisti (spesso allontanati non proprio con dei sorrisi), Moretti è apparso entusiasta e divertito.

E l’agenda del direttore del Tff per i prossimi giorni si presenta molto fitta, considerata la mole di incontri previsti dopo i film in concorso e non, in special modo quelli della sezione “L’amore degli inizi” dedicati agli esordi di registi quali Rosi, Vancini, i fratelli Taviani, De Bosio, Brass. E questo nonostante il suo proverbiale odio per dibattiti ed affini.

E così il Torino Film Festival dei 25 anni, con i suoi 230 film selezionati tra 2.500 lavori, ha aperto i battenti con un parterre un po’ inusuale per la sua storia. Tra i tanti presenti questa sera i cinque giurati per i lungometraggi, Robert Guediguian, Piers Handling, Aki Kaurismaki, Carlo Mazzacurati, Laura Pariani, Andrè Techine e Jasmine Trinca. Ma anche Wim e Donata Wenders, Andrea Occhipinti della Lucky Red, il regista Giuliano Montaldo, Bruno Gambarotta, Gianni Vattimo, Lorenzo Ventavoli, presidente dell’Associazione Cinema Giovani.

Il film che ha aperto la rassegna, The Savages, già visto al Sundance Festival, il festival di cinema indipendente di Robert Redford, è stato presentato dalla stessa Jenkins. Un film amaro, duro eppur graffiante e ironico, che uscirà a giorni in America e in primavera in Italia. “Non volevo certo far piangere – ha detto la regista – ma raccontare la storia di una famiglia, in particolare di due fratelli che si trovano a combattere, dal giorno alla notte, con l’avventura di un padre malato e morente. Mi interessava non fare analisi sociale, anche se è chiaro come questa società si rifiuti di guardare in faccia cose come la morte, la vecchiaia, la crisi delle famiglie e la solitudine imperante, ma disegnare degli individui e i loro meccanismi di reazioni di fronte alle mutazioni”.

Tamara Jenkins si è detta molto onorata di essere stata chiamata a inaugurare il Festival e quindi inserita in un programma che vede tra i protagonisti maestri come Wenders e Cassavetes. The Savages è solo uno dei titoli di questo festival sul tema della vecchiaia che, come ha sottolineato Emanuela Martini, collaboratrice di Moretti, “è un tema ricorrente come anche il precariato, le difficoltà del mondo del lavoro e della vita familiare”. In concorso, per esempio, c’è anche Away from here di Sarah Polley, prodotto da Atom Egoyan, tratto da un racconto di Alice Munro e interpretato da una smagliante Julie Christie, in programma lunedì prossimo.

Da la repubblica web

Una kermesse di cinema d’autore di produzione indipendente, con innumerevoli proiezioni di film del passato, da considerare dei tributi a registi,attori che hanno lasciato un segno nel panorama cinefilo.

Una parentesi culturale molto importante, finalmente senza politici di contorno.

Torino, al via il XXV film festival a cura di Nanni Morettiultima modifica: 2007-11-24T06:47:11+01:00da iserentha
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