Acqua-l’oro blu, giù le mani dal bene comune

Quarantamila a Roma. La manifestazione organizzata dal Forum delle acque
Il ministro Ferrero: “Questo sarà uno dei temi della verifica di gennaio”

“L’acqua è un bene pubblico”
In marcia contro la privatizzazione

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ROMA – In marcia per difendere l’acqua, “un bene comune che non va privatizzato”. Quarantamila persone, donne e uomini appartenenti a comitati territoriali e associazioni, forze culturali e religiose, sindacali e politiche per sostenere una legge di iniziativa popolare (già 400 mila le firme raccolte) per la tutela, il governo e la gestione pubblica dell’acqua.

Tra le tante manifestazioni, le più svariate, che Roma è abituata a ospitare quella di oggi in nome del diritto all’acqua che “non è una merce” è stata sicuramente tra le più insolite. E quella che al momento incassa anche un successo quasi immediato e quasi tangibile. Il ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero promette infatti che la “ripubblicizzazione dell’acqua sarà uno dei punti della verifica di governo a gennaio”.

Il corteo, animato e colorato con tante gocce d’acqua di cartone, è stato organizzato dal Forum Italiano dei movimenti per l’acqua che raggruppa 70 associazioni e reti nazionali e circa mille comitati territoriali. Un arcipelago che ha sintetizzato in quattro punti le cose da fare subito: moratoria contro tutte le privatizzazioni; immediata approvazione della legge d’iniziativa popolare; ristrutturare la rete idrica nazionale che tra perdite e infiltrazioni aiuta il mercato delle privatizzazioni, “una grande opera pubblica” recita un cartello sarcastico. Infine la gestione pubblica e partecipata dai lavoratori e dalle comunità locali (www.acquabenecomune.org).

da la repubblica web

 

Importante presa di posizione, più che privatizzare l’oro blu, toccherebbe rinnovare gran parte del sistema degli acquedotti del nostro paese, ridotti a colabrodo dopo anni di mancati investimenti, rendere tutto ciò privato non porterebbe a mio parere ai corretti progetti di razionalizzazione del liquido vitale,basti pensare all’emergenza nel periodo estivo di gran parte del mezzogiorno, ma anche nel nord del paese, in alcune zone, nonostante le vicine Alpi sono già esistenti difficoltà nei rubinetti delle case, quindi in agenda dell’esecutivo dal 2008 una robusta manutenzione degli impianti e nello stesso tempo imporre ai comuni investimenti sui depuratori, emblematicamente porto ad esempio Milano, nonostante sia la locomotiva economica e commerciale del paese, non ha ancor oggi un depuratore fognario, i liquami prodotti nella metropoli va direttamente nel Po attraverso gli affluenti e naturalmente nel mare Adriatico.

Purtroppo non è possibile firmare l’appello in rete contro i progetti di privatizzazione del bene, ma è necessario recarsi in un punto organizzato alle firme, farò di tutto nel reperirlo nella mia città.

Acqua-l’oro blu, giù le mani dal bene comuneultima modifica: 2007-12-02T00:13:29+01:00da iserentha
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