Tossico dipendenza,una storia interessante con lieto fine.

Stamattina nella trasmissione radiofonica viva voce su radio 24, ho ascoltato un interessante testimonianza di una ragazza, Giorgia Benusiglio con lei suo padre Mario, ha descritto la sua vicissitudine molto drammatica di 8 anni fa, frequentando la discoteca in quei anni incappò nel consumo di estasi, le “famose” pillole da sballo, tornò a casa con un certo malessere per certi versi trascurabile, ma nei giorni successivi la situazione peggiorò sensibilmente, fu ricoverata d’urgenza e si salvò a poche ore dall’inevitabile decesso grazie ad un trapianto di fegato, nonostante la sua fortuna, passò anni difficilissimi sia per le condizioni fisiche che per aspetti psicologici, nella puntata di stamattina sono molteplici le sfumature raccontate da lei della sua storia drammatica ma dopo anni andata a lieto fine.

Per anni si propose di recarsi nelle scuole elementari e medie inferiori per raccontare senza sermoni la sua esperienza,è riuscita solo ultimamente, ora stando bene se l’è sentita, nell’unico proposito di spiegare la sua scelta maledetta, non lo fece per un effettivo disagio di natura familiare o per aspetti di di difficili rapporti di socialità, lo fece esclusivamente per essere in comunità con i suoi coetanei, unicamente per allinearsi nella moda del momento e per l’effettiva allegria che riesce a dare tale stupefacente, come descritto lo pagò caro quasi con la vita,lei non vuole convincere nessuno nel mettersi a disposizione nelle scuole, ma sensibilizzare e interloquire con i bambini e i ragazzi sulla questione, infatti nei suoi momenti d’incontro riceve domande sia scritte che verbali, rispondendo spontaneamente, sua la massima, anche solo un ragazzo-a che riuscirò ad interessare e sensibilizzare al problema, sarà positivo.

Ha seguito le orme del padre, da molti anni ha cominciato anche lui l’opera informativa sulla tossico dipendenza negli istituti scolastici, facendo partecipare anche i genitori, da questo fronte genitoriale l’espressione più comune, che sarà mai uno spinello, chi di noi non l’ha mai fumato, non sapendo forse che la proprietà tossicologiche odierne,sono ben 25 volte più potenti di qualche decennio fa, per non parlare delle nuove dipendenze chimiche, vere e proprie porcherie da spegni cervello.

Due aspetti positivi dell’attuale vita di Giorgia, il più importante il riuscire ad avere un bellissimo rapporto con la sorella piò grande di lei, per motivi caratteriali al tempo difficile poichè diversissime, lei più esplosiva, l’altra riservata e riflessiva, il secondo aspetto riguarda il suo ritorno alle discoteche, lanciando un messaggio, per esser più fighi-e, al giorno d’oggi si distinguono le persone che ballano senza necessità di sostanze stupefacenti e dell’alcool.

A mio parere una delle migliori trasmissioni da sempre che ho ascoltato, grazie al conduttore e i già citati Mario e Giorgia Benusiglio.

Tossico dipendenza,una storia interessante con lieto fine.ultima modifica: 2007-12-03T23:05:00+01:00da iserentha
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10 pensieri su “Tossico dipendenza,una storia interessante con lieto fine.

  1. Sapete che vi dico? voglio andare controcorrente: IO invece di tutte queste “iniziative”, “discussioni” “sensibilizzaziioni” non ne posso veramente più!!!

    PRIMO:
    perchè ormai dovrebbero saperlo anche i sassi che l’ecstasy può uccidere e nella migliore delle ipotesi ti manda in pappa il cervello (la migliore? boh, francamente non so cosa sia peggio)
    E se uno ancora non l’ha capito, o è così’ IRRIMEDIABILMENTE PIRLA da seguire la massa e cascarci ugualmente allora chi è causa del suo mal… eccetera eccetera.
    Quando leggo di certi ubriachi che si sfracellano in macchina io francamente penso “ecco, un deficiente aspirante pirata in meno”, e semmai piango per le eventuali vittime o i loro famigliari

    SECONDO:
    Questa Giorgia aspirante dottoressa di non so cosa si è mai soffermata a pensare che con la sua bella trovata ha tolto a qualcun altro la possibilità di vivere?
    Un poveraccio, malato di epatite e NON per colpa sua, ora se ne sta sotto 2 metri di terra invece di avere il fegato nuovo che è servito per curare lei! Avesse almeno il buon gusto di stare zitta e benedire la sua buona stella invece di pontificare!

  2. Non sarei così assoluto al limite della stroncatura sul personaggio,nella vita giovanile si possono prendere strade pericolose e autolesioniste, di positivo c’è la sua reazione e la presa di coscienza,racconta ai giovani la sua storia,a suo modo senza pietismi,con una fedele cronaca della sua esperienza,potrebbe risultare importante per loro.

    Un saluto a te,Silvia

    Ivo

  3. Innanzitutto grazie.
    Non era affatto scontato che la mia provocazione venisse accettata e discussa così civilmente (a proposito, ho rispolverato il topic per via dei recenti fatti di attualità: come avrete letto in questi giorni le famigerate pasticche hanno stroncato un’altra ragazza).
    Sono stata spietata, ne convengo, ma per la prima volta in vita mia sento di avere paura sul serio.
    E non mi riferisco alla vera malvagità, per quella c’è sempre speranza di redenzione dopotutto… no: parlo del beato torpore in cui sembrano caduti tutti quanti, della totale indifferenza per ciò che non ci cade materialmente sotto gli occhi, del fatto che non scorgo quasi più in alcuno la minima scintilla di genuina curiosità o vera gioia di vivere.
    Avete notato che anche il modo di parlare è cambiato?
    Oggi un assassino/a non implora più perdono, “chiede scusa”!
    CHIEDE SCUSA!!!!! Come se avesse rotto un vaso al vicino o pestato la coda a un cane randagio!
    “Forse occorre ribadire il concetto cara la mia fragolina di bosco… tu hai UCCISO chiaro?!? Hai spento una vita!!! Non provare neppure ad alzare gli occhi, non osare pronunciare il nome della vittima senza chiedere permesso! E sappi che la sola idea di respirare la stessa aria che respiri tu mi ripugna!”
    Concetti come indignazione, espiazione e pentimento sono spariti dal vocabolario dell’italiano medio.
    Ecco perchè ho reagito così, riflettere PRIMA sulle possibili conseguenze delle nostre azioni sembra passato irrimediabilmente di moda.
    Il bello (o il brutto) è che ho solo 34 anni sapete? anche se dai miei discorsi potreste crederere che abbia passato i 70… e in tutta sincerità comincio ad essere stanca di venir guardata come una marziana.
    Mi auguro di tutto cuore che Giorgia abbia davvero pienamente compreso il suo errore e sia maturata… se non altro una cosa positiva tutto questo dolore l’avrà portata.
    Addio e buona vita a tutti

  4. Sono un giustizialista convinto,ho del resto inserito un commento a riguardo sull’associazione nessuno tocchi Caino,condividendo le pene capitali sommarie presenti in molti paesi su questo pianeta,ma criticando il loro operato nelle nostre latitudini,poichè si tutelano in modo esponenziale chi manda sottoterra le vittime e viceversa non si pensa ai morti ammazzati ed ai loro familiari.

    Infatti provocatoriamente,toccherebbe organizzare un’associazione,i diritti di Abele.

    Leggo tra le tue affermazioni,una negatività fortemente presente,tu affermi che toccherebbe riflettere profondamente su determinate azioni,ma è in atto nel nostro paese da alcuni anni,troppi secondo me,un’abitudine a risaltare il reato come fonte di successo,dalla casta dei politici,ai bancarottieri,ai finanzieri senza finanza,i quali passano brutti momenti se pizzicati,ma tornano immancabilmente alle loro attività delinquenziali.quindi il messaggio è persin troppo ovvio,passi una vita a vivere da formichina del tuo onesto lavoro,sei un grandissimo coglione!!!

    Il pesce avariato comincia a puzzare dalla testa,il resto del corpo con molteplici derive,recepisce il messaggio.

    Mi auguro che i tuoi 34 anni diventino tali,i settant’anni posso aspettare,meglio non nascondersi dietro ad un dito e conoscere la realtà che ci circonda,ma una botta di positività te la consiglio.

    Spero non sia un addio,ma un arrivederci.

    Buona serata Silvia,

    Ivo

  5. Il signor Benusiglio dovrebbe prima guardare in casa sua, tutta questa operazione contro le “droghe” mi pare solo una semplice astrazione atta a gratificare un personaggio che si è trovato in difficoltà per sua colpa, uno sbocco professionale per prole che non saprebbe fare nient’altro che raccontare le sfortune di una famiglia alto-borghese buttata, poverina e senza mezzi cognitivi, in un mondo estraneo. Ma avete letto il libro “vuoi trasgredire”? Inutile, artefatto, inerente solo a quell’un percento della popolazione che si ritrova annoiata ma sempre con il culo coperto. Tristezza e vergogna, andate a lavorare invece che rompere il cazzo agli altri, abbiamo già la chiesa, grazie. Stronzi.

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