Sciopero-blocco del trasporto, non dev’essere la paralisi d’un paese.

Si alza lo scontro, il fermo continua. Allarme benzinai:
«L’Italia a secco». Romano Prodi: «Gravi violazioni»


Continua l’agitazione fra gli autotrasportatori. L’allarme della Cisl: «60% distributori chiuso, entro poche ore il resto a secco». Disagi sulle autostrade. Mancano gli alimentari.
Da la stampa web
Sono molteplici le cause della realtà di questa situazione, sono sette mesi che gli autotrasportatori chiedono d’aprire un tavolo di trattative con le istituzioni, non s’è fatto nulla o almeno pochissimo per avviare una discussione, il rincaro del gasolio complice il rincaro petrolifero, le tariffe autostradali rincarate e quest’ultima debole per la categoria,la concorrenza dei trasportatori d’altri paesi, soprattutto dell’est Europa,la concorrenza spietata vale per molte categorie negli ultimi anni.
Una concentrazione assoluta del trasporto su gomma senza trovare alternative, per esempio tramite ferrovie e navale, avendo il paese circondato dal mare.
La protesta con il blocco autostradale e nelle tangenziali delle principali città italiane è assolutamente scorretto, non si può per intere giornate coinvolgere milioni di persone con i vari blocchi e rallentamenti, da stasera il governo ha deciso la precettazione, non cambierà praticamente nulla, la categoria è assolutamente decisa a mettere in ginocchio l’intero paese, verso il fine settimana ci saranno probabilmente le prime calate di braghe,è obbligatorio, già si stanno fermando le prime industrie con richiesta di cassa integrazione e l’approvvigionamento dei distributori di carburante, se si vorrà cambiare questa musica, l’unica via in futuro sarà il potenziamento alternativo del trasporto merci.
Sciopero-blocco del trasporto, non dev’essere la paralisi d’un paese.ultima modifica: 2007-12-11T22:59:57+01:00da iserentha
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7 pensieri su “Sciopero-blocco del trasporto, non dev’essere la paralisi d’un paese.

  1. Tutta questa protesta dovrebbe essere positiva solo per evidenziare la politica dissennata di questi ultimi 50 anni, che ha tagliato il trasporto-merci via rotaia e fatto solo gli interessi dei petrolieri…. tutto su gomma, con gravi danni economici e ambientali!!! Chissà che i politici non si ravvedano e finalmente facciano scelte alternative e funzionali…. ci vuole la volontà che finora non c’è stata. Da noi in Alto Adige non si sente la protesta, tutto nella norma, benzina compresa. Non so se dura… ciao Ivo, buona giornata e bravo. a piedi o in bici se è possibile… riappropriamoci delle gambe, quando è possibile! Anna:)

  2. Quando a creare disagi e blocchi alla circolazione erano qui pazzi scatenati nonché delinquenti e fannulloni dei manifestanti del G8 di Genova, allora non vi erano disagi, non ci si lamentava per le vetrine fracassate e per l’impossibilità di passeggiare per le vie del centro …
    I cosidetti cammionisti sono lavoratori che si alzano quando la maggioranza delle persone ancora dormono. Si alzano proprio per garantire a quelli che dormono le brioches calde al mattino.
    Ci vorrebbe un pò più di rispetto per chi vede ogni giorno ridursi i propri guadagni a causa di politiche dissennate. Vedi prezzo gasolio che aumenta in misura esponenziale mentre le tariffe di trasporto è già buona se restano invariate.
    Rispetto e considerazione …
    per chi lavora onestamente e nonper chi abusa di extracomunitari, rumeni ecc. ecc. con tariffe da fame …

  3. Ciao Anna,

    Continuo con i miei pedali a prescindere dei disagi.

    Non voglio puntare il dito o criminalizzare nessuno, ho preso atto di una situazione assurda, questo paese non ha differenziato il trasporto delle merci, per interessi dei soliti noti si sono progettate unicamente autostrade e camion, non si è mai pensato a sviluppare i trasporti ferroviari e navali, considerando d’essere una penisola con circa 6000 km di costa comprendendo anche le isole.

    Tutte le proteste di ogni categoria e il diritto di sciopero sono legittimi, nessuna di esse può volontariamente mettere in ginocchio un paese,come se i medici si rifiutassero di aprire gli ospedali per una settimana, ma la frittata è fatta, ci vorranno decenni per differenziare tutto il sistema, sempre che come al solito si facciano solo parole e fatti pochissimi.

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