Nigeria,il dramma della miseria,riflessione critica di Riccardo Gavioso

ai cari “colleghi” de “L’Unità”: prima di togliere il cappuccio, ricordarsi di connettere il cervello!

posso anche comprendere che il giorno successivo ai pranzi di Natale la lucidità di chi scrive sui giornali possa essere appannata da code digestive di abbondanti libagioni o da qualche screzio avuto con la suocera, ma questo non può certo giustificare il brillante titolo di oggi sull’ “Unità”: “Nigeria, morti tra le fiamme quaranta predoni di greggio”.
Forse sarà utile che qualcuno si rechi alla sede del quotidiano con un “Alka-Seltzer”, e ricordi al brillante autore del titolo che i feroci predoni cui fa riferimento, altro non sono che donne e bambini il cui unico mezzo di sostentamento è rischiare di morire tra le fiamme, per procurarsi qualche tanica di quell’oro nero, che la multinazionali, prima tra tutte la Shell, a loro volta gli hanno sottratto da anni.
Altrettanto utile sarebbe ricordare al “sinistro” individuo che l’estrazione indiscriminata di petrolio ha ormai irrimediabilmente trasformato le terre del Delta del Niger, inquinando le falde acquifere e il terreno con gli scarti di lavorazione e rendendo irrespirabile l’aria annerita da immense colonne di fumo tossico. Che boschi e paludi di mangrovie sono stati distrutti per far posto alle istallazioni petrolifere, e terreni fertilissimi resi sterili dai residui oleosi. Che la mortalità infantile ha raggiunto livelli impensabili anche per quei paesi e che a molti contadini non è restato che inurbarsi in immense bidonville che si specchiano nei grattaceli di Lagos, facendo della sottrazione di petrolio il loro unico mezzo di sostentamento.
Negli ultimi anni oltre duemila “predoni” sono morti nel tentativo di riprendersi quello che gli è stato sottratto dai veri predoni. Sui nostri giornali possiamo leggere degli incidenti solo quando assumono dimensioni apocalittiche, come quello di oggi o quello dello scorso anno che ha fatto oltre duecento vittime, ma la morte tra le fiamme è tributo quotidiano. Pochi sanno che le compagnie hanno distrutto interi villaggi, facendosi spalleggiare dalla polizia nel massacrare a bastonate chiunque facesse segno di opporsi. Pochi ricordano che circa dieci anni fa la giunta militare nigeriana, servendosi di un pretesto, ha fatto impiccare alcuni esponenti degli Ogoni, la popolazione che abita il delta e che aveva fondato un movimento non violento per opporsi alle distruzioni compiute della multinazionali e a tutela dell’ecosistema. Ken Saro Wiwa, leader tribale degli Ogoni, prima di essere impiccato ha detto: “ Dalla mia cella imploro la comunità internazionale degli uomini e delle donne di buon senso, di fare pressione sul governo nigeriano, affinché la Shell fermi questa carneficina, questo genocidio “.

Ora, io ho da tempo perso le speranze che un giornale di sinistra scriva qualcosa di sinistra, ma certo non avrei mai sospettato che il progressismo cui s’ispira facesse riferimento al presunto progresso che ci viene dalle sette sorelle del petrolio. Quindi lancio un’esortazione ai cari “colleghi” dell’”Unità”: prima di togliere il cappuccio, ricordarsi di connettere il cervello

L’articolo in questione è stato modificato,la figuraccia è stata velatamente rimossa da parte del giornale L’unità. 
Il mio commento
Contraccambio il tuo interesse,la superficialità e la banalità non è di casa dalle tue parti,riuscire nell’intento di dare la possibilità a scrittori emergenti d’avere uno spazio è meritorio,scavalcare le lobby presenti nell’editoria è un esercizio importante,il tema da te trattato riguardante la miseria del popolo africano schiacciato dalle multinazionali è la classica firma d’una voce sensibile e libera.
Questo aspetto del plurimo incidente drammatico del popolo nigeriano mi è sfuggito.

Nigeria,il dramma della miseria,riflessione critica di Riccardo Gaviosoultima modifica: 2007-12-27T23:50:00+01:00da iserentha
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