Torino, una decisione assolutamente condivisibile

Capodanno a lutto
Niente concerto, fuochi d’artificio e brindisi di mezzanotte in piazza Castello
EMANUELA MINUCCI
Non me la sento di organizzare un Capodanno come se si trattasse di un 31 dicembre qualunque. No, bisogna abolire tutto: Torino è una città diversa dalle altre in questo momento».

Ieri alle 21 il sindaco Chiamparino e il cardinale Poletto si sentono al telefono. E, commentando la scomparsa dell’ultima vittima Thyssen, convengono che la festa in piazza non si doveva tenere. «Si sono sentiti più volte e il sindaco è stato molto netto – hanno dichiarato i collaboratori di Chiamparino -: saranno eliminati dal programma tutti i festeggiamenti della serata, dai fuochi d’artificio all’esibizione musicale. Saranno risparmiate soltanto le attività pomeridiane in piazza legate alla manifestazione sul design».

E così Torino si prepara a un Capodanno sottotono, rispettoso della tragedia che stanno vivendo in questo momento i famigliari delle vittime della ThyssenKrupp. Ieri si è aggiunta l’ultima, Giuseppe Demasi di 26 anni, scomparso dopo un’agonia di ventiquattro, lunghissimi giorni. Sono morti tutti quanti gli operai dell’acciaieria. Ecco perché il Comune ha deciso che stasera non si terranno i festeggiamenti in piazza per la notte di San Silvestro: un eloquente segno di lutto accompagnato dall’invito di non esagerare con i festeggiamenti neanche in privato. Festeggiamenti che sarebbero a dir poco fuori luogo.

Il sindaco, che si trova in Patagonia, ha preso la decisione in queste ultime ore e quindi il provvedimento si riferirà alle due manifestazioni pubbliche organizzate dal Comune, la festa in piazza Castello (dove erano previsti intrattenimenti musicali con dj) e i fuochi d’artificio sul Po. La giunta torinese si augura però che si adeguino al clima luttuoso anche associazioni e cittadini privati, per dare un segnale forte del malessere che ha colpito la città, anche in concomitanza con l’ultima morte – la settima, avvenuta ieri pomeriggio – dell’operaio ferito gravemente nella fabbrica durante l’incendio. Non ci saranno feste, dunque, e ieri sera anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha telefonato al sindaco Chiamparino per estendergli le sue condoglianze e comunicargli che dei morti della Thyssen si parlerà anche nel suo discorso di fine anno. E anche questo dà la proporzione di una tragedia che ha scosso l’intero Paese.

Ancora non si conosce la data in cui si terranno i funerali dell’ultima vittima del tragico rogo. Ma il primo cittadino, anche se avrebbe dovuto rimanere fuori Europa fino al 7 gennaio, ha comunque deciso di rientrare anzitempo dal viaggio: «Non voglio mancare all’ultimo saluto a questo ragazzo – ha detto Chiamparino – vedremo come fare per far coincidere i voli e rientrare anticipatamente e essere così vicini anche a questa famiglia».

E oggi, Torino si avvia al brindisi più triste degli ultimi anni. Sarà anche dedicata alle vittime del rogo nell’acciaieria della ThyssenKrupp la marcia della pace del Sermig, che ogni anno da 40 anni la sera del 31 dicembre percorre le vie di Torino con fiaccole e si conclude nell’Arsenale della pace.

Da la stampa web
Oltre la proposta di articolo 21,cioè di spegnere le luci legate alla festività di fine anno,dopo la morte d ieri dell’ultimo ragazzo vittima del lavoro della thyssenkrupp è assolutamente condivisibile, la città, i torinesi non potevano tollerare qualsiasi motivo di felicità,soprattutto in piazza, spero vivamente che tutte queste prese di posizione riescano nel dare un forte segnale per l’inversione di tendenza e che la sicurezza del lavoro sia tra le priorità del nuovo anno.
Torino, una decisione assolutamente condivisibileultima modifica: 2007-12-31T15:36:31+01:00da iserentha
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento