Kenya, drammatica crisi ma flebili speranze,si spera

Kenya, per mediare arriva il presidente dell’Unione Africana

Kenya, disordini dopo le accuse di brogli elettorali - 31 dicembre 2007 - foto AP - 250x236

Ora si tenta la mediazione. A Nairobi arriva il presidente di turno dell’Unione africana, John Kufuor, per tentare di far tornare la calma nel paese lacerato dagli scontri che hanno provocato la morte di almeno trecento persone dopo i contestati risultati elettorali. Ci avevano già provato i governi di Londra e Washington, con un comunicato congiunto che invitava le autorità keniote a intraprendere la strada della riconciliazione, ma le forze politiche non accennano a dare segni di distensione.

Solo mercoledì il presidente appena rieletto, stando ai dati ufficiali, Mwai Kibaki ha accusato il leader dell’opposizione Raila Odinga di incoraggiare la pulizia etnica contro i kikuyo, il principale gruppo etnico keniano di cui fa parte lo stesso Kibaki, e che lo ha appoggiato in massa. I dubbi sulla regolarità della sua rielezione, intanto, si fanno sempre più pressanti. L’Unione Europea, gli Usa, la Gran Bretagna, il Canada, il Giappone avevano già espresso le loro titubanze, ma ora è lo stesso presidente della Commissione Elettorale, Samuel Kivuito a non essere più tanto certo che Kibaki, da lui stesso proclamato vincitore, abbia davvero conquistato la maggioranza dei seggi. E racconta delle pressioni che ha ricevuto dall’entourage del presidente affinché annunciasse il prima possibile i risultati.

Mentre sembra lontano il ritorno alla tranquillità, quindi, la gente scappa. Sono oltre 70.000 le persone in fuga dai luoghi degli scontri. L’episodio più truculento è successo a Kisumu, nella parte occidentale del paese, dove una chiesa dove si erano rifugiate circa duecento di persone in fuga dai tumulti nelle strade, è stata data alle fiamme. Una cinquantina di persone che avevano cercato scampo nella chiesa di Eldoret, sono morte: arse vive. Tra loro anche molti bambini. L’episodio è stato denunciato dalla polizia locale e dalla Croce Rossa. La chiesa dove avevano trovato un tetto gli sfollati sarebbe stata incendiata da un gruppo di uomini armati.

La Farnesina, intanto, non esclude un peggioramento della situazione in Kenya e sconsiglia vivamente le partenze di turisti italiani e uomini d’affari per il Paese africano.

Da l’unita web
Nella tragedia del momento sono abbastanza fortunati in Kenya, per ragioni turistiche ed economiche si stanno muovendo, mi auguro che gli sforzi appena cominciati e abbozzati, riescano a portare dei risultati, l’emergenza attuale è sotto gli occhi di tutti noi,la popolazione kenyota è ad un passo dalla guerra civile,complice l’attuale potere accusato di brogli elettorali dall’opposizione.
Molte le testimonianze di violenze e di assassinii perpetrati dalle forze dell’ordine e dalla popolazione stessa, orribile la morte di molte persone chiuse dentro la chiesa,arse vive. 
Presto per affermarlo, ma la situazione nel paese anche delle vacanze, dovrebbe avere fortunatamente, un altro epilogo rispetto al Darfur e all’Uganda, il popolo vittima del genocidio in atto, in mezzo al deserto con il loro “campeggio allegramente in mezzo alla sabbia”, non gl’importa quasi a nessuno.
Kenya, drammatica crisi ma flebili speranze,si speraultima modifica: 2008-01-02T17:43:47+01:00da iserentha
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2 pensieri su “Kenya, drammatica crisi ma flebili speranze,si spera

  1. arrivo qui dal blog di giorgio, avendo letto il tuo commento a giorgio sulla situazione di questo mondo, anche se mi trovo in disaccordo col tuo punto di vista ci sono alcue consoderazioni che fai che condivido, riguardo a ciò che fini definisce un treno senza guida, beh c’è chi lo guida eccome se c’è, è un sistema che lo giuda, si chiama capitalismo, che non è mero accumulo di ricchezze personaliun saluto dal cavalino pazzo

  2. Non ho la ragione in tasca, figurati, i miei ragionamenti e riflessioni sono frutto di vita vissuta, da moderato di sinistra a idee di sinistra integrali, non vedo alcuna differenza sostanziale tra il Ualter che avanza, il consolidato inguardabile messia e suoi cortigiani, il partito delle mille liste civiche di Grillo,una probabile babele infinita, a confronto il partito dei pensionati,degli automobilisti e dell’amore, sono stati divertenti realtà.

    Seppur non sia da sposare integralmente, a sinistra esistono personaggi ancora legati alla pravda dei tempi antichi, ma riesco ad intravedere solo da quelle parti, politiche per la maggioranza degli sfigati di questo paese.

    Il capitalismo è destinato a fallire come il comunismo integrale, solo questione di tempo, resiste di più ma non ha futuro, gli egoismi che crea prima poi non saranno più sopportabili.

    Ciao Pony,Ivo.

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