Dal blog di Beppe Grillo, Napoli e la raccolta differenziata

Il tandem dei record

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E’ difficile spiegare quello che sta avvenendo in Campania. Quando le responsabilità sono allo stesso tempo della politica, degli imprenditori, della criminalità organizzata e di parte dei cittadini da dove si deve iniziare?
Il pesce puzza sempre dalla testa.
Bassolino, diessino-diossino, è stato sindaco di Napoli nel 1993, rieletto nel 1997. Nel 2000 diventa presidente della Regione Campania, rieletto nel 2006. Rosa Russo Jervolino, eletta sindaco di Napoli nel 2001, riconfermata nel 2006.
Bassolino-Jervolino sembra la marca di un tandem, quando uno scende dal Comune, l’altra lo avvicenda, e il primo sale in Regione.
Cari campani, fermate il tandem, forse qualcosa cambierà.

Ho il sospetto che la spazzatura campana sia un pretesto per rilanciare gli inceneritori. Quelli che Bersanetor e D’Alema chiamano soavemente termovalorizzatori e che nessuno costruisce più in Europa.
Ho scritto i motivi del no e le alternative. Scaricate il pdf e diffondetelo.

Inceneritori, perché no.
1 – L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine
2 – L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti
3 – Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze
– le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche
– i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso
– l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare
4 – Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti
5 – Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici
6 – Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti
7 – In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo
8 – I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti

Cosa fare con i rifiuti.
1 – Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)
2 – Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale
3 – Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato
4 – Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in impianti di bioessicazione
5 – In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perchè:
– il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato
– il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare
– il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica
6 – La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari

Se nel settore dei rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per legge, di monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l’incenerimento sarebbe superato.

 Postato da Beppe Grillo alle 15:05

Il mio commento sul video.

Un video contraddittorio,per quanto sia messa male la libera informazione, non ho idea  se potrebbe essere la panacea di tutti i mali abolire il finanziamento pubblico ai giornali, potremmo cadere nell’unica informazione dei grandi network e peggiorare ancor più la situazione, poichè la consultazione d’importanti realtà sul web per il momento mi risulta abbastanza di nicchia,sperando che naturalmente si diffonda.

Il  mio commento su Napoli e raccolta differenziata

Molto interessante l’alternativa della bioessicazione,ci si potrà arrivare se il senso civico di molti compatrioti avrà la voglia di dedicarsi alla raccolta differenziata,cosa che pratico nel mio comune di Torino da sempre,almeno da quando dal 1984 cominciò con le campane raccolta vetro,ora sotto casa non esiste ancora il porta-porta,ma volontariamente si possono portare tutti i rifiuti trasformabili nei recipienti dislocati in buon numero nelle vie,carta,vetro,plastica,biologico e farmaci scaduti in molte farmacie.per le batterie scariche tocca essere più virtuosi e qualche centro commerciale la organizza.
Pur essendo abbastanza praticata la raccolta differenziata, siamo arrivati a circa il 30-40% in tutto il comune.
In determinate zone e in cintura esiste obbligatoriamente questo tipo di raccolta,mi hanno riferito e constatato di persona che un buon numero di famiglie la organizza in modo disdicevole,mescolando tutto e mettendo a rischio i consorzi che si ritrovano dei puzzle marciscenti per il recupero e trasformazione.

Detto ciò non posso che esser d’accordo integralmente con te,Beppe, ma di strada per civilizzare molti zulù se ne dovrà fare molta e l’alternativa nel frattempo non vorrei che diventasse una realtà campana diffusa in tutto il territorio.

E’ il caso d’affermarlo,tra il dire e il fare in questo paese, c’e’ di mezzo almeno un paio d’oceani.

Saluti

 

ivo serentha Commentatore certificato 05.01.08 20:30
Dal blog di Beppe Grillo, Napoli e la raccolta differenziataultima modifica: 2008-01-05T20:55:00+01:00da iserentha
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6 pensieri su “Dal blog di Beppe Grillo, Napoli e la raccolta differenziata

  1. Buona domenica a te Riccardo,per ciò che riguarda l’organizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti,toccherebbe prendere esempio da regioni come Lombardia e Trentino,il porta a porta da quelle parti,diffusamente funziona al 80-90% dei materiali da riciclare,nel nostro Piemonte qualche luce ma ancora parecchia ombra.

    Ciao,Ivo

  2. Ciao Ponyboy,

    Credimi con i tutti i colossi schierati nell’informazione parziale,riveduta e corretta, sarà una lotta durissima ma non ci sono alternative,positivissimo che da statistiche la rete stia superando d’interesse la scatola quasi vuota televisiva.

    Buona domenica,Ivo

  3. Grillo dice che il pesce puzza sempre dalla testa e quindi per primi vorrebbe epurare i due politici al governo da quelle parti,in questa faccenda però il pesce puzza dappertutto,e se non viene stroncata per prima la malavita temo la puzza sarà ogni giorno più forte.Sul resto non si può che dargli ragione,Giorgio.

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