Dal blog di Piero Ricca, il trasformista Ferrara

Giuliano Ferrara

Da Berlinguer a Ratzinger, passando per Hammamet e Arcore. Dopo aver esportato la democrazia in Mesopotamia, ieri Giuliano Ferrara lanciava l’ultima “battaglia di civiltà”: mettere l’aborto fuori legge al pari dell’omicidio. Ad applaudirlo al teatro Dal VERME di MIlano le falangi di Comunione e Liberazione, sempre utili per riempire le sale. Ad accompagnarlo sul palco l’antico compagno del Pci e attuale poeta di corte Sandro Bondi. Siamo andati anche noi di Qml: per celebrare degnamente la grandezza del poeta, ricordare l’abc della laicità (compresi i concetti di prevenzione e maternità responsabile) e riepilogare gli elementi essenziali della tortuosa biografia politico-giornalistica dell’ateo devoto Giuliano Ferrara: i soldi presi dalla Cia e da Calisto Tanzi, per esempio, e le menzogne a sostegno della criminale guerra in Iraq, il verminaio della corruzione craxian-berlusconiana di cui è espressione e beneficiario, le mille manipolazioni e diffamazioni a mezzo stampa a sostegno degli interessi padronali, e tutto il resto. Fatti, nomi, circostanze che in un Paese serio squalificherebbero a vita un politico e un giornalista. Non nell’Italietta dei Bondi e dei Ferrara. Qui vigono l’oblio e l’analfabetismo morale, il che vuol dire che più fai schifo e più hai successo. I cronistini milanesi pendevano dalle loro labbra, si davano un gran daffare per strappare una dichiarazione, mentre la polizia faceva cordone per difendere gli illustri ospiti dal rischio di una domanda fuori copione. Dentro il teatro, in attesa dell’ateo devoto, c’è stato un divertente parapiglia. Avevo una gran voglia di sfogarmi: così son partito con un’invettiva preventiva. In mezzo al mucchio dei giornalistini un inviato Rai ha sbottato: “Ma andate via teste di cazzo! Fateci lavorare!”, così ci ha detto. Il parapiglia gli impediva di fare una domanda al poeta di corte: questo per l’inviato Rai significa fare giornalismo. Il 2008 sarà l’anno della libertà di stampa in Italia, l’ho proclamato ieri durante l’invettiva, al grido “Toglietevi la livrea, servi!”. Non sono servi del potere, come si immagina, questi giornalistini perennemente in attesa del vip da intervistare; sono anzitutto servi dei riflessi condizionati, del quieto vivere, della mediocrità morale, del piccolo cabotaggio professionale e intellettuale. E vanno svergognati con metodo, con ostinazione, sapendo distinguere i pochi che valgono dal resto del mucchio: è l’unico modo per aiutarli a riscattarsi, se è ancora possibile. Pur cinturati dai gendarmi, Elia e Franz sono riusciti ad avvicinare in due riprese l’ateo devoto e gli hanno sbattuto in faccia alcuni fatti e chiesto chiarimenti, senza ottenere risposta, se non un bel vaffanculo. Sul finale c’è stato un simpatico battibecco anche con il gran capo politico di Cielle: Roberto Formigoni. Per tre volte ha aperto la portiera dell’auto, per esclamare: “ladri e mafiosi siete voi”! Di seguito, a titolo di esempio, il breve lancio della agenzia AGI sull’episodio. Parla di insulti, dice che ero isolato, estrapola e mette fra virgolette espressioni senza senso. La livrea è anzitutto sciatteria professionale, disonestà intellettuale, incapacità di comprendere, di raccontare oltre il recinto dei riflessi condizionati. Seguirà video. Con il laido devoto non finisce qui…

ABORTO: CONTRO FERRARA INSULTI DA ISOLATO CONTESTATORE

Si aprira’ con ritardo l’incontro previsto al teatro Dal Verme sull’aborto al quale partecipano Giuliano Ferrara e Sandro Bondi, a causa di una contestazione, gia’ rientrata. Ad insultare il direttore del Foglio e’ stato Pietro Ricca, gia’ conosciuto per le sue sfuriate contro l’ex premier Silvio Berlusconi. L’accusa per Ferrara e’ “seguire la corrente che gli conviene”, ed essere un “ratzingeriano e un servo della Cia”. (AGI)

Il mio commento

Dalla moratoria mondiale della pena di morte,il fenomeno del trasformismo è stato illuminato sulla via di Damasco,rilancia ormai con la bava alla bocca che è necessario bloccare la legge 194, la regina delle condanna a morte, il giornalista maggiorato ha qualcosa che gli bolle in pentola,negli studi di La7 ormai sta stretto, vuole tornare in campo dopo “l’illuminante” fase governativa del primo governo del suo datore di lavoro pur non essendo a mediaset.

L’ingombrante fagotto dimentica, pur essendo un dramma, l’interruzione di gravidanza in questi decenni gli interventi sono diminuiti del 60%, nonostante il silenzio assordante della chiesa su metodi contraccettivi e del semplice preservativo,considerando la piaga dell’aids,in tutto il mondo e nell’Africa.

Questi paladini della modifica o l’abrogazione della legge 194,Binetti in testa,se riusciranno nell’intento,comincino a prendersi le responsabilità al ritorno degli interventi clandestini e delle donne che torneranno a morire,poichè i facoltosi andranno all’estero e i poveracci si rivolgeranno ai ferri mortali dei tavolacci.

Pensando che questo paese ha visto nascere,Leonardo,Galilei e migliaia di artisti di fama mondiale, ultimamente il dna italiano sta facendo emergere dei personaggi definibili eufemisticamente delle nullità.

Saluti

Commento di ivo serentha — 16 Gennaio 2008

Dal blog di Piero Ricca, il trasformista Ferraraultima modifica: 2008-01-15T23:25:05+01:00da iserentha
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5 pensieri su “Dal blog di Piero Ricca, il trasformista Ferrara

  1. Ciao Greta e Barhabba,

    Su Piero Ricca trasformista verrò a vedere da te, in questi casi rivolgerei l’accusa direttamente sul suo spazio, penso che l’avrai già fatto,ed è utile rispondere per diritto di coerenze e delle proprie idee.

    Ciao Greta,

    Un personaggio che cavalca l’onda, come un buon segugio è stato sguinzagliato dal solito datore di lavoro, non è importante lui ma bensì chi ha in mano buona parte di questo paese, altrimenti non si spiegherebbero 10-12 milioni di voti che continuano da quindici anni.

    Mi fa piacere che ti sia piaciuta la battuta, normalmente rispetto qualsiasi persona, nel suo caso mi diverto a definirlo in qualsiasi modo.

    Buona serata a voi,Ivo.

  2. Inorridisco al pensiero che questi personaggi che oggi cavalcano l’onda della fama possano rappresentare quanto di meglio riesce ad offrire il panorama culturale e politico odierno. Mi auguro che, come noi ai nostri tempi abbiamo studiato di Nino Bixio, Giolitti, Cavour, Mazzini e quanti altri hanno fatto grande l’Italia, i miei nipoti non si ritrovino certi personaggi sui libri di scuola….Questa e’ la sola vera emergenza italiana e certi “giornalisti” credo che abbiano dimenticato quale dovrebbe essere lo scopo e l’utilita’ del loro lavoro. Le persone che meriterebbero l’attenzione della stampa non sono certo quelle che oggi godono degli onori della prima pagina. Sciatteria, bassezza culturale, pochezza intellettuale e opportunismo paiono essere le uniche qualita’ presenti da entrambe le parti.
    Anna

  3. Ciao Anna, piacere d’averti letto,

    Il personaggio in questione ha sempre avuto fiuto nel rincorrere i carri dei potenti, l’unico suo momento strano, l’essere comunista da giovane, un trend sempre sulla cresta dell’onda, gli si può riconoscere una certa intelligenza,senza esagerare però, del tutto mirata al suo datore di lavoro da molti anni, nonostante lavori a la7 e con quei quattro fogli pagati da noi contribuenti.

    Ora come un sostenitore da curva s’è lanciato verso posizioni clericali,evidentemente bolle qualcosa in pentola, la restaurazione religiosa è in atto da qualche anno con varie ingerenze, davanti a lui ci sono appetibili praterie sempre verso il potere che conta.

    L’ingombrante fagotto si muove come una farfallina davanti ai potenti,dopo la giusta guerra democratica in Iraq, ora la nuova avventura, i porporati con il suo massimo esponente se lo stanno coccolando.

    Buona serata a te,Ivo

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