Roberto Benigni e Torino,la vita è bella

Benigni promuove il modello-Chiamparino: “La Torino culturale è la più viva d’Italia”
EMANUELA MINUCCI
TORINO
Nel giorno di massima incomunicabilità fra il Pd e il sindaco Chiamparino, a restituire al primo cittadino un autorevolissimo ruolo di leadership per il neonato partito è stato un duo d’eccezione: Roberto Benigni e la moglie Nicoletta Braschi. «Il Pd è la nostra unica speranza – gli ha spiegato ieri il grande regista a tavola – e tu sei l’unico che è riuscito, finora, a trasformare, come re Mida, un consenso elettorale nella città italiana più viva e vivace del momento, e non solo dal punto di vista culturale».

E’ arrossito dai complimenti ieri all’ora di pranzo il sindaco più amato d’Italia, invitato a colazione insieme con gli illustri coniugi Benigni, dal presidente del Teatro Stabile Evelina Christillin. Seduti a fianco dell’eterno ragazzaccio da Castiglion Fiorentino, in gran segreto, l’assessore alla Cultura Fiorenzo Alfieri, il neodirettore del Tst Mario Martone, e il vice di Christillin Filippo Fonsatti. Sul tavolo, spaghetti alle vongole (il piatto preferito da Nicoletta) e macedonia. A condire il tutto argomenti alti, come si conveniva al desco: politica, anzi, Pd, e cultura. Temi che il sindaco intreccia partendo dalla lezione di Bobbio: «Uguaglianza e libertà, bisognerebbe far ricominciare tutto da quei principi fondamentali: ma ditemi che c’entrano questi valori con i personalismi e le lotte per la spartizione del potere che inchiodano il Partito democratico». E la Braschi: «Ma il Pd è la nostra unica speranza… e lei, l’unico che può tirarne fuori qualcosa di buono». Un lusingato Chiamparino prende a parlare della spazzatura in Campania: «Lì bisognerebbe dire: cari signori adesso stop alla democrazia…».

Quella frase colpirà talmente Benigni che finirà in calce all’autografo che il sindaco chiede al regista per conto di un amico. L’assessore Alfieri invece saluta il grande Roberto regalandogli quattro foto in bianco e nero che li ritraevano insieme, 25 anni fa, durante una visita al Ferrante Aporti. Alfieri aveva qualche capello in più, ma era già assessore, ai Giovani: «Roberto, invece è rimasto uguale – ha commentato ieri sera Alfieri – un uomo che sa stupire anche quando si astiene dal suo essere comico, regista e giullare magistrale». Un animo puro, insomma. Che non si capacita di come il Pd stia già affogando nei veleni. Ma resta convinto che la vita è bella.

Da la stampa web
Sorvolo sul progetto del partito democratico,ognuno ha i suoi convincimenti, ringrazio l’artista toscano per le sue dichiarazioni, effettivamente Torino ha lasciato al passato la sua vocazione industriale,esiste da un decennio una programmazione che ha rivoluzionato l’intera città.
Roberto Benigni e Torino,la vita è bellaultima modifica: 2008-01-19T20:09:58+01:00da iserentha
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2 pensieri su “Roberto Benigni e Torino,la vita è bella

  1. Non mi riconosco in questo progetto, sono assolutamente più a sinistra nei miei convincimenti personali, posso commentare che in questo momento contingente, direi è l’unica via praticabile per sfidare un’inguardabile destra, anche se nel breve è quasi scontato che ritorni a governare.

    Ciao Antonio e buon inizio settimana,Ivo

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