Finalmente l’Europa muove i primi passi verso il Darfur

Darfur, l’Ue invia missione di 3.700 uomini


 

L’Unione europea ha autorizzato l’invio di una missione di pace di 3.700 uomini in Ciad e nella Repubblica Centrafricana per garantire la protezione dei civili in fuga dalla confinante regione sudanese del Darfur, teatro dal febbraio 2003 di una guerra civile.

La missione avrà lo scopo di «contribuire a proteggere i civili in pericolo, in particolare i profughi e gli sfollati», si legge nel comunicato diffuso dai ministri degli Esteri dell’Ue. I peacekeeper faciliteranno inoltre l’assistenza umanitaria.

L’Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza Ue, Javier Solana, ha precisato che la missione verrà dispiegata entro breve. I primi peacekeeper potrebbero essere inviati nelle prossime settimane, stando a quanto aggiunto da funzionari Ue.

La missione avrebbe dovuto avere inizio lo scorso novembre, ma l’Ue è stata costretta a rinviarne il dispiegamento per la mancanza di altri 800 soldati e 10 elicotteri.

La missione europea di peacekeeping in Ciad e Centroafrica è finalizzata alla protezione dei profughi del Darfur, sulla base della risoluzione 1778 (2007) delle Nazioni Unite.

Si tratta del più grande impegno militare per la politica di difesa della Ue. Gli uomini e l’equipaggiamento saranno forniti da 14 stati membri, ma la parte del leone spetterà alla Francia, che metterà a disposizione tra i 2.000 e 2.100 uomini sui 3.700 complessivi. Forze significative verranno anche da Olanda, Polonia, Svezia, Austria e Irlanda.

L’Italia contribuirà con un ospedale e un centinaio di uomini (personale sanitario militare e un plotone di trasmissione) che opererà ad Abechè, nel Ciad orientale.

Il mandato della missione ha una durata di 12 mesi, ma dopo i primi sei mesi è prevista una valutazione di metà mandato, in accordo con l’Onu, per decidere un eventuale prolungamento.

Le operazioni saranno stabilite presso il quartier generale Ue in Mont Valerien (Parigi), sotto il comando del generale irlandese Patrick Nash, mentre le forze sul posto saranno comandate dal generale francese Jean-Philippe Ganascia. La missione europea coopererà strettamente con la missione delle Nazioni Unite Minurcat e con le organizzazioni umanitarie di sviluppo che operano in Ciad e in Centroafrica.

Il conflitto scoppiato in Darfur nel febbraio 2003 ha causato almeno 200.000 morti e 2,2 milioni di sfollati. Molti civili hanno cercato rifugio nei due paesi confinanti. Si stima siano 241.000 i profughi sudanesi del Darfur nella zona orientale del Ciad e altri 3.000 nel nord-est della Repubblica centrafricana, mentre si contano 179.000 sfollati interni in Ciad e a 20.000 in Centrafrica.

Da l’unità web

Finalmente dopo tanto chiacchericcio e i morti In Darfur ad aumentare il tragico elenco,questa decisione, una effettiva missione di peacekeeper d’impronta europea,anche l’Onu e gli Stati Uniti sono attesi ad adoperarsi nell’aiuto di quella tragica realtà,sono passati troppi anni dimenticando quelle tende in mezzo al deserto, tutto ciò va sommato al progetto già operativo di Gino Strada e la sua Emergency, nell’aver costruito l’importante ospedale in Sudan e gestito dagli splendidi volontari.

Emergency, un nuovo ospedale in Sudan
La struttura alla periferia di Khartoum è altamente specializzata
in cardiochirurgia. Le cure sono gratuite

 

A Soba, villaggio a 20 km da Khartoum, Emergency ha inaugurato lo scorso aprile il Centro “Salam” di cardiochirurgia, l’unica struttura specializzata e gratuita presente in quest’area, tre volte più estesa dell’Europa, abitata da oltre 300 milioni di persone.

Finalmente l’Europa muove i primi passi verso il Darfurultima modifica: 2008-01-28T20:46:39+01:00da iserentha
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4 pensieri su “Finalmente l’Europa muove i primi passi verso il Darfur

  1. Ciao, e grazie per aver risposto sul mio blog e per la tua cordialità.

    Innanzi tutto chiariso la precisazione data da me su Regione ‘Sicilia’ o Regione ‘Siciliana’: sullo Statuto d’Autonomia Siciliano non appare NEANCHE UNA VOLTA la denominazione ‘Regione Sicilia’; ergo, è come nominare un’istituzione che non esiste, poiché la denominazione corretta è ‘Regione Siciliana’. E non è un caso che abbia questo nome, differente da ‘Regione Campania’, ‘Regione Lazio’, ma anche da altre regioni a Statuto Speciale come la ‘Regione Sardegna’: il nome ‘Regione Siciliana’ è stato dato nel 1946, quando è stato stipulato lo Statuto d’Autonomia, ed è stato chiamato così per sottolinere la particolarità dello stesso Statuto, le cui leggi (facenti parte integrante della Costituzione Italiana) renderebbero in teoria la Sicilia come un vero e proprio Stato indipendente. Le leggi dello Statuto Siciliano, che, come detto, fanno parte integrante della Costituzione Italiana, non vengono rispettate prima di tutto da chi sale al governo dell’Isola, e poi da chi siede al governo italiano. Oltre a non rispettarlo, viene anche tolto il vero nome che esiste per legge, segno che lo Statuto (costato il sangue di molti siciliani) è addirittura stato privato del suo nome, indice di tanta particolarità. Ecco perché ritengo molto importante il corretto menzionamento della Regione, che è ‘Siciliana’, non ‘Sicilia’, nonostante anche in siti ufficiali venga scritto Regione ‘Sicilia’, rendendo assolutamente VUOTO il vero senso del nostro Statuto.

    Tornando al discorso sulle elezioni, non voterei nemmeno per la Borsellino, perché certamente marionetta di chissà quale personalità, che si fregia di un partito politico italiano. Anche se dessi il mio voto alla Borsellino, potrebbe ugualmente salire nuovamente la Destra al potere, ma se annullassi la scheda ci sarebbe salita non per causa mia, come nemmeno per causa mia sarebbe salita la Borsellino, la quale, non dimentichiamolo, d’importante ha solo il nome. Ci vuole ben altro per togliere la Mafia dalle scatole, ed il metodo migliore è certamente quello di tagliare i ponti con delle istituzioni marce fino al midollo e che hanno sede a Roma: in una parola l’INDIPENDENZA!

    Saluti.

  2. Prendo atto dell’inesattezza, ne terrò conto in futuro, mi auguro che possiate avere in prospettiva qualsiasi forma di potere politico che sia ben differente dalla realtà del passato e di quella quotidiana, che la criminalità organizzata abbia radici su tutta la penisola è risaputo, salta all’occhio soprattutto nel mezzogiorno per la paralisi dell’imprenditoria e di tutta l’economia, sembrerebbe una mission impossible trovare finalmente una definitiva cura.

    Auguri,a voi e per tutto il paese.

    Ivo

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