Msf,altra denuncia che aggiunge vergogna in un paese per molti versi a pezzi.

Stagionali, Medici senza frontiere: «Vita d’inferno»

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Per letto un cartone o un materasso sistemato in strada, per salario una miseria, senza diritti e succubi dei caporali disonesti che guadagnano sul loro già magro compenso: vivono così i lavoratori stagionali nelle campagne dell´Italia del sud. È questa la fotografia scattata da un rapporto di Medici senza frontiere, «Una stagione all’inferno», che ha intervistato da luglio a novembre 2007 circa 600 immigrati impegnati nella raccolta di prodotti agricoli come pomodori, kiwi, uva, meloni, agrumi. Nel 72% dei casi si tratta di immigrati senza permesso di soggiorno (provenienti fra l’altro da Sudan, Eritrea, Algeria, Marocco, India, Bulgaria, Romania). Otto i centri agricoli sottoposti ad indagine: Piana del Sele; province di Latina e di Foggia; Metaponto; Valle del Belice; Palazzo San Gervasio; Piana di Gioia Tauro.

L’organizzazione umanitaria punta il dito contro le istituzioni, nazionali e locali, che «si tappano gli occhi, orecchie e bocche dinanzi al massiccio sfruttamento di stranieri perché necessari al sostentamento delle economie locali».

Nove lavoratori su 10 occupati al nero. Lavorano per non più di quattro giorni la settimana; si comincia dall’alba, per 8/10 ore. Metà guadagna tra i 26 e 40 euro mentre poco più di un terzo 25 euro o meno; il 37% dichiara che dalla paga giornaliera sono sottratti da 3 a 5 euro per i caporali.

Il 65% vive in strutture abbandonate, senza servizi igienici. Per lo più occupano locali in affitto; il 10% vive in tende o campo di accoglienza; il 5% dorme nelle strade o nelle piazze. Il 53% dorme per terra sopra un cartone o un materasso. Ed ancora: il 62% non dispone di servizi igienici, il 64% non ha accesso all’acqua corrente e il 69% alla luce; nel 92% dei casi gli alloggi sono sprovvisti di riscaldamento.

La maggior parte non ha la tessera sanitaria. È la condizione del 71%. Il 76% delle persone ha riferito di essere in buone condizioni di salute, eppure, al momento della visita di Msf al 72% è stato riscontrato almeno un sospetto diagnostico, di cui il 73% è risultato una malattia cronica. Patologie più diffuse: lombalgia (22%), micosi della pelle (15%), malattie respiratorie (13%), gastroenteriche (12%) e del cavo orale (11%). Infine, nel 10% dei casi si è riscontrata una malattia infettiva (come gastroenteriti) dove il contagio è favorito dalla scarsa igiene e dal consumo di acqua contaminata.

Non solo disagi ma anche violenze. Un giovane proveniente dal Darfur è stato medicato da Msf per una ferita lacero contusa al labbro, riportata in seguito ad un’aggressione del caporale. In genere, il 16% denuncia di essere stato vittima di intolleranza e violenza, come insulti e lancio di pietre o oggetti.

Medici senza frontiere chiede alle istituzioni di «garantire le condizioni minime di accoglienza a tutti gli immigrati impiegati nelle produzioni agricole» ed auspica che il servizio sanitario nazionale informi gli stranieri sui diritti alla salute oltre che fornisca loro di risposte sanitarie adeguate attraverso l’istituzione di ambulatori dedicati e di servizi di mediazione culturale.

Da l’unità web
Ben inteso sia chiaro, il lavoro extracomunitario e nostrano è ben presente in tutto il territorio,detto ciò altra testimonianza di come questo paese non sia assolutamente normale, tra rifiuti campani,evasione fiscale,morti bianche,depenalizzazione del falso in bilancio,edilizia abusiva,etc,etc, non ci sarebbe da meravigliarsi se in Europa ci saranno volontà in futuro di metterci all’angolo, della situazione dei braccianti agricoli ne conoscevamo già le brutture,caporalato,sfruttamento e orari di lavoro massacranti,senza alcuna tutela da parte degli stessi lavoratori-lavoratrici italiani, ora da molti anni si sono aggiunti lavoratori perlopiù giunti dal continente africano, oltre le ingiustizie criminali già citate si aggiungono le condizioni penose delle loro “dimore” e la loro integrità fisica.
Cercare di controllare e punire severamente chi sfrutta in questo modo, pare sia se non impossibile alquanto difficile, con tutti i problemi presenti nel mezzogiorno che emergono quotidanamente.
Msf,altra denuncia che aggiunge vergogna in un paese per molti versi a pezzi.ultima modifica: 2008-01-30T22:45:36+01:00da iserentha
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5 pensieri su “Msf,altra denuncia che aggiunge vergogna in un paese per molti versi a pezzi.

  1. salve ivo, tutto bene? un piccolo appunto sulla tua considerazione circa la pillola o il coitus interruptus come dice il clero, pillola o altri metodi per abortire non cambiano la foilosofia della 194 volta allo scopo unico di difendere esclusivamente la femmina, non cìentra il metodo con la finalità in questo, quanto riguarda la figura che educa il figlio mi sento dire che ormai il cosidetto mammo stia sopperendo a quello che doivrebbe essere un ruolo delle parti in una famiglia un po più accettao dalla femmina non credi?

  2. Ciao Ponyboy e Joe,

    Del caporalato sapevamo già dagli settanta, ma la situazione col fenomeno extracomuntario è peggiorata sensibilmente.

    Ponyboy, sicuramente nelle famiglie esiste una buona collaborazione, ritengo però che la stragrande maggioranza dei casi che si rivolgono alla legge 194,come ho già affermato siano d’un ceto sociale alquanto arretrato,da quelle parti la collaborazione è molto discutibile, non c’entrerebbe nulla con il tema,ma gli omicidi nell’ambito familiare sono nettamente in aumento dalle nostre parti,anzi dalle statistische sono diminuiti fortemente i crimini malavitosi,siamo in contro tendenza su entrambi gli aspetti rispetto alla comunità europea. anche su questo tema penso ci possa essere motivo di riflessione.

    Un saluto ad entrambi,Ivo

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