Ferdinando Carretta, da oggi uomo libero, questa è la giustizia italiana

Nell’ 89 uccise fratello e genitori, i beni andranno alle zie

Niente eredità per Carretta «Soldi miei, non mi rassegno»

L’assassino presto lascerà l’ ospedale psichiatrico e tornerà libero

 

DAL NOSTRO INVIATO PARMA – È ancora convinto: «L’ eredità mi spetta, non mi rassegno». Quest’ eredità è il patrimonio lasciato dalla sua famiglia: la famiglia che proprio lui ha confessato di avere sterminato. Ma ora il giudice ha sentenziato: Ferdinando Carretta, 42 anni, che nel 1989 uccise il padre Paolo, la madre Marta e il fratello Nicola, facendoli svanire nel nulla, non può vedersi attribuire i due appartamenti e i centomila euro lasciati dai genitori. Al suo posto erediteranno le zie Paola, Carla e Adriana. La vicenda fu clamorosa, etichettata come il «giallo del camper». Per quasi dieci anni l’ assassino rimase introvabile, nascosto a Londra in una incredibile seconda vita da desaparecido, mentre mille supposizioni si dilatarono attorno alla sparizione della famiglia Carretta. Poi l’ arresto, la confessione, il processo, la decisione dei giudici: Ferdinando era incapace di intendere e volere. Invece del carcere, l’ ospedale psichiatrico. Dal quale, come vuole la legge, sta per uscire. Ma oltre alla libertà, Ferdinando pensava di poter acquisire anche il tesoretto familiare. Tanto da avere già detto, molto rammaricato, ai suoi avvocati: «Fate appello». Un noir tanto clamoroso (tutt’ Italia si appassionò al caso, molti pensarono che la famiglia fosse fuggita per convenienza, fu erroneamente segnalata in vari paradisi delle vacanze) sta vivendo una pagina collaterale molto penosa, che riporta Ferdinando Carretta nell’ occhio della cronaca, quando avrebbe bisogno di silenzio e tranquillità. A fine gennaio dovrebbe lasciare l’ ospedale di Castiglione delle Stiviere per passare in una comunità, forse in Lombardia, di certo lontano da Parma, teatro di una vicenda per tanti versi ancora aperta: i corpi dei Carretta non sono mai stati trovati. La disputa sull’ eredità non ha certo contribuito alla ricerca della quiete attorno alla storia umana di Ferdinando. Il suo futuro non sarà facile e forse una rendita lo avrebbe agevolato. Tuttavia molti convergono sull’ assurdità di una conclusione a beneficio di Carretta sul piano economico. Tra questi Antonio Di Pietro, che da magistrato si occupò del giallo: «Chi ammazza è indegno di accedere all’ eredità. Per me Carretta non avrebbe dovuto nemmeno fare la richiesta». Sulla linea dell’ ex pm anche alcuni investigatori. Il tribunale di Parma ha accolto la richiesta presentata da Paola Carretta, sorella del capofamiglia ucciso. Una questione di diritto: il nipote non aveva esercitato l’ accettazione dell’ eredità che deve avvenire entro dieci anni dalla morte. Adesso la donna commenta: «Per me non è una vittoria, da questa vicenda ho avuto solo dolore. Ferdinando mi è parso molto sicuro e freddo, ora spero che venga seguito in modo appropriato». Il giudice Gaetano Cicciò ha osservato in sentenza che la condotta del Carretta «appare una mera estrinsecazione di ulteriori condotte delittuose successive a quella tragica iniziale».

Monti Vittorio

Da archivio storico (17 dicembre 2005) – Corriere della Sera

Fu una storia inquietante fino al ritrovamento del figlio assassino, per anni fu un mistero la scomparsa dell’intera famiglia Carretta, anche se da testimonianze dei familiari più stretti la soluzione era evidente,avevano lasciato addirittura il congelatore stipato di alimenti, pensare ad una fuga repentina da parte d’un intera famiglia era palesemente inverosimile, la lucidità di questo criminale è sotto gl’occhi delle indagini degli inquirenti, ha pulito le tracce della mattanza nella casa e spostato i cadaveri molto probabilmente nella discarica comunale, ecco il motivo del mancato ritrovamento dei malcapitati, fa discutere questa scarcerazione, da analisi professionistiche è stato giudicato incapace d’intendere e volere nella situazione dei delitti plurimi, ho delle riserve a riguardo, un psicopatico difficilmente riesce a portare a termine un progetto del genere e riuscire a scappare per anni senza farsi ritrovare, in ogni caso sappiamo non solo da questo caso l’insufficiente severità della giustizia del nostro paese, mi auguro che almeno l’eredità non sia nemmeno sfiorata da questo mostro ormai recuperato, almeno si spera…..

Ferdinando Carretta, da oggi uomo libero, questa è la giustizia italianaultima modifica: 2008-02-09T20:19:38+01:00da iserentha
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