10 febbraio 1999,alla vigilia del trionfo di Roberto Benigni

Benigni – record ora insegue 7 Oscar

Gli Usa si inchinano al “Chaplin italiano”. Mai tante candidature per una pellicola non in lingua inglese Esaltato da tv e stampa: ” E’ il nuovo ragazzo d’ oro del cinema americano”. Billy Crystal: non ce la fara’ . Hollywood frena gli stranieri. Un gioco nasconde l’ orrore del lager. Deve sfidare kolossal supermiliardari

 

Benigni – record ora insegue 7 Oscar Gli Usa si inchinano al “Chaplin italiano”. Mai tante candidature per una pellicola non in lingua inglese Esaltato da tv e stampa: ” + il nuovo ragazzo d’ oro del cinema americano” DAL NOSTRO CORRISPONDENTE NEW YORK – Cinquanta tra stazioni radio e tv Usa hanno mandato in onda in diretta, ieri alle 5.30 (ora di Los Angeles), l’ annuncio delle nomination fatto dall’ attore Kevin Spacey e dal presidente dell’ Academy, Robert Rehme. L’ America si e’ fermata – oscurando le dirette da Amman e la telenovela del Sexgate – per assistere all’ “incoronazione annunciata” di Benigni, “il Chaplin italiano”, come l’ ha ribattezzato la Nbc. I 25 miliardi spesi dalla Miramax per promuovere “La vita e’ bella” – un battage senza precedenti per un film straniero – non frenano lo stupore. “Gli esperti gli avevano pronosticato un bel bottino – spiega la Cnn – ma nessuno s’ aspettava il trionfo”. “La vita e’ bella” e’ il primo film in lingua non inglese a ricevere 7 nomination – tra cui le 5 che contano: miglior film, regia, attore, sceneggiatura e film straniero – battendo le 6 di “Das Boot” e “Fanny & Alexander”. Ma i primati non si fermano qui. Il film prodotto da Elda Ferri e Gianluigi Braschi e’ solo il secondo, dopo “Z orgia del potere” nel ‘ 69, a essere nominato come “miglior film” e “miglior film straniero”. E se il 21 marzo Benigni sara’ “miglior attore”, sara’ la seconda volta nella storia (dopo la Loren della “Ciociara”, ‘ 61) che un performer vince per un ruolo in lingua straniera. Un miracolo? “Proprio cosi’ – dice sull’ omonimo Website il decano dei ciber – critici Mr Showbiz -. L’ outsider e’ il nuovo ragazzo d’ oro di Hollywood”. ” + un onore che l’ abbiano nominato – gli fa eco il presidente dell’ Academy -, e’ il trionfo del cinema indipendente, degli accenti stranieri e della diversita”. Benigni all’ America piace. E piacciono le sue umili origini, gia’ mitizzate dalla stampa Usa. “Ha trascorso l’ infanzia mangiando pane e olio in una stalla coi genitori contadini e tre sorelle – lo dipinge estasiato il “Daily News” -, ha scoperto il cinema guardando film alla rovescia, da un prato di girasoli dietro il megaschermo di un drive – in”. Non importa se molti americani lo identificano nello stereotipo dell’ ex emigrante italiano, povero e con la valigia di cartone, che ha trovato fortuna. “Ha fatto morire dal ridere un’ impassibile testa di bronzo come Scorsese e ha la benedizione del Papa”, spiega la Cbs ai telespettatori, incuriositi da questo “omino” che e’ come i funghi: ai Golden Globes, al Tonight Show, ai ristoranti di Beverly Hills, coccolato dalla Ferguson e dalla Taylor. “E’ come essere ubriachi senza sapere che ore sono”, commenta lui con umilta’ , impacciato e divertito sotto i riflettori. Ed e’ una manna per il cinema italiano, che non riceveva tanta attenzione dai tempi de “L’ Ultimo Imperatore” di Bertolucci, un film che peraltro non era affatto italiano. Qualcuno lo paragona a Troisi. Ma poi la stessa Miramax e’ costretta a bocciare il parallelo: “Le 5 nomination postume di Massimo non si sono mai materializzate in premi. “La vita e’ bella” parla di un dramma ben piu’ universale”. Non e’ un caso, forse, che l’ annuncio delle Nomination abbia risvegliato i critici – peraltro la minoranza – cui il film non e’ piaciuto. Tra questi c’ e’ l’ autorevole John Simon, che su “National Review” lo attacca come “una farsa esecrabile”. E secondo voci di Hollywood, tra i detrattori ci sarebbe anche Spielberg, che si sarebbe rifiutato di esprimere giudizi su “La vita e’ bella”, per non offendere la Miramax. Ma il “day after” l’ America, ebrea e no, applaude il “miracolo Benigni”. La maggior parte dei quotidiani statunitensi oggi hanno parole di elogio per lui, il film e la moglie Nicoletta Braschi. “Il successo di un piccolo film indipendente e’ sempre una buona notizia – spiega il critico David Rosen – meglio ancora se serve a tenere acceso il dibattito sull’ Olocausto”. Secondo Clyde Habermann, ex corrispondente da Roma del “New York Times”, il film “offre una chiave inedita su un tema che a Hollywood ha raggiunto la saturazione”.

 

Da archivio storico corsera

9 anni fa il fenomeno Benigni stava per esplodere negli Stati Uniti, dopo lui solo il riconoscimento a Ennio Morricone per la sua carriera di colonne sonore d’autore, una pellicola quella del toscanaccio più simpatico d’Italia,un pò favoletta, poco reale ma ha espresso un’umanità sconfinata, se è riuscito ad avere questo riconoscimento evidentemente lè tutto meritato.

 

 

10 febbraio 1999,alla vigilia del trionfo di Roberto Benigniultima modifica: 2008-02-10T19:37:19+01:00da iserentha
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