Primarie Usa, giochi praticamente fatti sia per i democratici e repubblicani

Obama non m’ama

 

Le donne non sono fortunate: due secoli per vederne una alla Casa Bianca e la prima che potrebbe davvero farcela, invece del solito bietolone alla Kerry si ritrova come rivale alle primarie il candidato perfetto: nero, bello e simpatico, che la sorpassa a sinistra sull’autostrada del Politicamente Corretto. Il confronto fra Hillary e Obama dice una cosa molto importante sulle relazioni fra uomini e donne. La donna, che nella letteratura dei luoghi comuni resta creatura eterea e inafferrabile, si rivela al contrario, anche in politica, la più preparata, seria e concreta. Eppure continua a perdere perché le sue parole non fanno sognare. Resta una ringhiera che rassicura e non una rampa da cui spiccare il volo.

L’uomo, lui, è approssimativo, improvvisatore. Ma sa essere affascinante. Uno specchio delle passioni altrui. Un foglio bianco, anche se nero, su cui ognuno può scrivere quel che gli pare. Le sue parole hanno un suono superiore al peso. E si prestano a qualsiasi interpretazione, purché aerea e sognante. La donna non ha quel tipo di talento, ma nessuno meglio di lei sa apprezzare gli uomini che lo posseggono. Perciò ne paga il prezzo. Si illude, imprestando i propri sentimenti inespressi a chi glieli sa stimolare. E quando il maschio la delude, rivelandosi alla prova dei fatti uno sbruffone o un millantatore, gli ritira la fiducia, promettendo a se stessa di non cascarci più. Ma senza riuscirci, perché prima o poi le tornerà la voglia di sognare, la voglia di un uomo che sorridendo le dica: «Yes, we can».

da la stampa le opinioni di Massimo Gramellini

Hillary Clinton non ho idea se sta pagando l’esser donna, di presidenti e ministro in quota rosa esistono degli esempi e non avendo seguito la campagna elettorale delle loro primarie,tra l’altro  ne ho già le tasche piene di quella nostrana, il giudizio è particolarmente superficiale.

Potrebbe avere nessuna valenza questo particolare che ho notato, ma le lacrime non pagano quando si deve decidere un presidente, vale non solo per gli Stati Uniti d’America.

Obama,dovrebbe essere il favorito a questo punto, i sondaggi parlano chiaro,i repubblicani sono in caduta libera,bisognerà attendere se le aspettative del primo presidente nero della storia americana non solleverà qualche prurito di rigetto,anche se la politica tra democratici e repubblicani, non sia poi così diversa in quella realtà, considerando il particolare che alle urne la percentuale dei votanti in Usa sia del 50% circa.
Scommetterei sulla sua elezione ad ottobre, ma incrociando le dita.

Primarie Usa, giochi praticamente fatti sia per i democratici e repubblicaniultima modifica: 2008-02-13T18:45:00+01:00da iserentha
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