Non è un paese per vecchi,stanotte il film più premiato a Hollywood

Locandina Non è un paese per vecchi
L’avventura di un uomo in fuga in Texas tra soldi, droga e assassini.

Llewelyn Moss trova, in una zona desertica, un camioncino circondato da cadaveri. Il carico è di eroina e in una valigetta ci sono due milioni di dollari. Che fare? Llewelyn è una persona onesta ma quel denaro lo tenta troppo. Decide di tenerselo dando il via a una reazione a catena che neppure il disilluso sceriffo Bell può riuscire ad arginare. Moss deve fuggire, in particolare, le ‘attenzioni’ di un sanguinario e misterioso inseguitore.
Ispirato al romanzo del Premio Pulitzer Cormac McCarthy il nuovo film dei Coen conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, la coerenza e l’originalità dei due fratelli divenuti ormai un marchio di fabbrica.
McCarthy è il riconosciuto interprete letterario dei mutamenti di un mondo (quello del West e della frontiera messicana) divenuto estremamente più violento di quanto non lo fosse nell’epoca che lo ha fatto divenire mito cinematografico. McCarthy non è però interessato a una cinica e compiaciuta presa d’atto di una realtà innegabile. Neppure i Coen lo sono. Qui si trova il punto di contatto tra le due letture di un’umanità che cambia. La chiave di volta sta proprio in questa parola: umanità. Perché i due registi ci offrono una sceneggiatura decisamente più eccessiva di quella, già considerata molto violenta, di un film come Fargo.
Le uccisioni abbondano in Non è un paese per vecchi ma si inseriscono in una narrazione che fa dell’iperbole la propria cifra stilistica. A differenza di Tarantino però i Coen non si fermano alla coreografia raffinata della violenza. Non si accontentano di ironizzare. Non gli basta mostrare quanto sono bravi a suscitare il riso dinanzi a un uomo che muore. Non è questo il loro scopo. Ciò che per loro conta è riuscire a mettere in rilievo anche solo una scintilla di umanità in un mondo che sembra governato dalla follia. Riescono a farlo grazie al personaggio dello sceriffo interpretato da un Tommy Lee Jones che, non a caso, è uno dei protagonisti di questo film dopo aver diretto e interpretato Le tre sepolture ambientato anch’esso al confine con il Messico. Osservate la scena finale e vi accorgerete di come i Coen riescano ancora, nonostante le apparenze, a fare un cinema di qualità, spettacolare ma al contempo profondamente ‘diverso’ e morale.

da http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=47233

Una pellicola violenta ma non fine a se stessa,a volte il patriottismo americano premia film che inneggiano alla mano sul cuore e con l’inno sullo sfondo, non dovrebbe essere così il film dei fratelli Coen, se andrò a vederlo in sala o tra qualche tempo in dvd, potrò fare valutazioni.

I film americani che consiglio, il primo che ho personalmente visto,da adito a interessanti riflessioni, Leoni per agnelli, il secondo che mi ripropongo di visionare in futuro è nella valle di Elah.

Altra pellicola molto interessante,Cous cous, storia di una famiglia extracomunitaria con le sue tradizioni.

Dopo Clint Eastwood,bravo attore e sorprendente regista, altra sorpresa Tommy Lee Jones, presente nel film più premiato stanotte e attore protagonista anche nella pellicola,nella valle di Elah.

Non è un paese per vecchi,stanotte il film più premiato a Hollywoodultima modifica: 2008-02-25T19:00:00+01:00da iserentha
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