Evasione fiscale europea, non poteva mancare anche il gruppo evasore italiano

CACCIA NEI PARADISI FISCALI

Maxi-inchiesta in Liechtenstein
Visco: “Tanti gli evasori italiani”

Innescato da un’indagine in Germania, lo scandalo coinvolge ben nove Paesi Ocse.  Già stanati 163 tedeschi, che hanno versato in tutto risarcimenti al fisco per 27,8 milioni.

 

Vincenzo Visco Roma, 26 febbraio 2008 – Innescato da una gigantesca inchiesta lanciata dalla Germania, lo scandalo evasione fiscale che circonda conti coperti dal segreto bancario del Liechtenstein assume sempre più contorni internazionali.

Ora si muove anche l’Italia, con l’Agenzia delle entrate che oggi ha annunciato l’avvio di procedure di scambio dati nell’ambito degli accordi Ocse sulla cooperazione nel settore fiscale. Assieme alla penisola ci sono Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Canada, Australia, Nuova Zelanda e Svezia.

Ieri Berlino aveva offerto la sua disponibilità a fornire ai paesi interessati le informazioni che è riuscita a ottenere con le sue indagini su conti nel principato, e l’offerta aveva immediatamente suscitato l’interesse dei paesi scandinavi. Oggi, è stato proprio il direttore generale del tesoro della Svezia, Mats Sjostrand, a spiegare che il suo paese fa parte di un gruppo dei 9 stati Ocse che hanno ricevuto e studiano informazioni su conti segreti.

Nel frattempo, sempre oggi, il procuratore di Bochum, Hans-Ulrich Krueck, ha riferito che 163 indagati tedeschi hanno ammesso di aver compiuto illeciti, e che complessivamente sono stati già versati risarcimenti al fisco per 27,8 milioni di euro.
“Ma si tratta di una cifra che cresce ogni giorno che passa”, ha avvertito.

Questo mentre una seconda banca sarebbe sotto la lente delle autorità tedesche, stavolta, secondo il Financial Times, è un istituto svizzero, Vontobel, per presunti coinvolgimenti della sua divisione in Liechtenstein sulle evasioni fiscali da parte di cittadini tedeschi. Dal quarier generale di Zurigo, Vontobel, specializzata nella gestione patrimoni, ha per parte sua smentito che i dati dei suoi clienti siano stati sottratti o usati illecitamente.

Una aspetto particolare di questa vicenda riguarda le modalità con cui gli 007 del fisco tedesco si sono procurati i dati sui loro evasori: avrebbero pagato un informatore (4,6 milioni di euro a un ex dipendente della banca Lgt, secondo il financial times), circostanza che ha scatenato la dura reazione del principato, che la scorsa settimana ha parlato di “aggressione” tedesca. Anche la Gran Bretagna avrebbe fatto altrettanto, ma con lo ‘sconto’: 100.000 sterline per i dati di un centinaio di soggetti.

Il minuscolo principato, popolato da circa 35.000 anime, è irritato per quella che considera una minaccia alla sua sovranità nazionale. Ma soprattuto teme il battage mediatico attorno al sua sistema bancario, che rischia di allontanare la preziosa clientela straniera. Poco dopo l’esplosione degli attriti con Berlino, l’Osce era intervenuta per ricordare cone il Liechtenstein sia uno degli ultimi tre paradisi fiscali rimasti al mondo. Quasi un terzo della sua economia poggia sul settore finanziario.

In Italia l’Agenzia delle entrate ha riferito di aver ricevuto informazioni su depositi in Liechtenstein che fanno capo a residenti in Italia, e di aver avviato i necessari controlli. , ha ricevuto informazioni su soggetti residenti in Italia titolari di depositi in Liechtenstein” spiega una nota. “Le Amministrazioni fiscali di vari paesi aderenti al Forum Ocse sull’Amministrazione Fiscale (FTA) – si legge su un comunicato – stanno lavorando congiuntamente a seguito delle notizie ricevute.
L’Agenzia delle entrate sta sviluppando i controlli del caso e adotterà i provvedimenti conseguenti”.

 

VISCO: MOLTI ITALIANI

Il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco assicura che “C’e’ anche ”un numero considerevole” di italiani nell’elenco che la Germania ha girato all’Italia contenente i nomi degli evasori. Oltretutto Visco riferisce di non sapere “se l’elenco che ci e’ stato inviato e’ esaustivo o se e’ solo un primo elenco. Ma c’e’ un numero
considerevole di italiani. Del resto non mi meraviglio perche’ siamo sessanta milioni di abitanti”.

Visco poi rivendica i successi ottenuti comunque dal Fisco in Italia e sottolinea che “la lotta all’evasione è ancora un tabu’ nei paradisi fiscali che invece sono ora piu’ permeabili per informazioni sulla criminalità”.

da http://qn.quotidiano.net/2008/02/26/67608-maxi_inchiesta_liechtenstein.shtml

La pubblicazione dei nomi eccellenti, riguardante mondo economico e politico del gruppo evasori fiscali italiani, potrebbe influenzare la monotona campagna elettorale, a mio parere foss’anche pubblicata, sposterebbe di poco la scelta elettorale, sono notizie prese seriamente in realtà più serie, dalle nostre parti fa davvero poco notizia, digeriamo e digeriremo costantemente che gioiellieri guadagnino meno di un operaio o di un insegnante.

Sono esempi che possono servire ai molti elettori che periodicamente si lamentano di chi ci dirige,dicendo peste e corna sulla casta, non rendendosi conto che è il fedele specchio d’un popolo.

Evasione fiscale europea, non poteva mancare anche il gruppo evasore italianoultima modifica: 2008-02-27T23:38:13+01:00da iserentha
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2 pensieri su “Evasione fiscale europea, non poteva mancare anche il gruppo evasore italiano

  1. eh no, caro amico ivo, il dito va puntato proprio contro i sindacati, che da una parte come affermi tu pretendono (qui da noi) più di quanto non possano dare molte aziende, dall’altro permettono ad aziende che potrebbero dare di andarci a produrre, dicono che questa è globalizzaziojne? bene ne seguano i dettami allora globalizzandosi, c’entra poco in questo il capitalismo credo
    un saluto

  2. Dissento, premettendo che i sindacati non siano un icona immune da critiche, ma senza di loro saremo ancora ai primi del novecento,cioè schiavi alla mercee degli antichi padroni, quindi cominciare la critica dalle organizzazioni sindacali per la vergognosa situazione in Asia,in America latina, con bambini che lavorano invece d’andare a scuola,dove i contadini mentre lavorano passano gli aerei che scaricano gli antiparassiti chimici, dove le multinazionali danno un pezzo di pane e rivendono i prodotti in occidente con dei margini di guadagno pazzeschi, bene, questo è il vero schifo.

    D’esempi di comportamenti criminali se ne potrebbero fare riempiendo tomi zeppi di denunce.

    Forse sarebbe meglio commentare con una certa onestà intellettuale, senza offese naturalmente.

    Saluti,Ivo

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