Ospedale Molinette di Torino,altra chicca dopo il record di trapianti effettuati

 

 

Intervento-pilota
eseguito alle Molinette
MARCO ACCOSSATO
Grazie a una tecnica importata dal Giappone, l’équipe di Chirurgia diretta dal professor Antonio Robecchi ha messo a punto, alle Molinette, un intervento per l’asportazione senza bisturi del cancro allo stomaco, neoplasia che colpisce ogni anno in Italia oltre novemila persone.

Attraverso una gastroscopia, il dottor Maurizio Degiuli – assistito dal gastroenterologo Mauro Spandre – è riuscito ad asportare completamente con l’endoscopio la massa tumorale in fase iniziale della malattia. E, sempre senza bisturi, il chirurgo ha poi prelevato in laparoscopia i linfonodi sentinella che hanno escluso in laboratorio la presenza di metastasi già in circolo.

Il paziente – un rappresentante di 52 anni al quale era stato diagnosticato un carcinoma ai primi di gennaio – è stato dimesso dopo quattro giorni di degenza e ha già potuto tornare al lavoro.

Il dottor Degiuli (che fino a pochi mesi fa lavorava al San Giovanni Antica Sede «assorbito» dalle Molinette) ha imparato la tecnica da un collega giapponese è l’ha importata a Torino, destinata esclusivamente ai tumori in fase iniziale. «Solo nella prima fase della malattia – spiegano infatti alle Molinette – è possibile intervenire senza dover asportare sezioni più grandi dello stomaco, cosa che richiederebbe un intervento tradizionale». L’insieme della gastroscopia e del prelievo dei linfonodi attraverso laparoscopia (senza quindi mai uso di bisturi) rende questa operazione compiuta alle Molinette un intervento-pilota in Italia.

Il tumore aveva colpito la mucosa e la sottomucosa della parete dello stomaco. L’équipe ha seguito ogni passo dell’asportazione attraverso un monitor. Il giorno precedente l’intervento – spiega il dottor Degiuli – è stato iniettato nei quattro punti cardinali della lesione tumorale un radiocolloide, e in sala operatoria, prima di procedere con la gastroscopia, i chirurghi hanno iniettato un colorante.

Quest’intervento compiuto alle Molinette è l’ennesima conferma di una chirurgia sempre più orientata verso la non-invasività. Ed è una speranza in più per tutti quei pazienti che, malgrado la diagnosi precoce, finora erano comunque destinati a essere sottoposti a un’operazione in anestesia totale.

Da la stampa web

Dopo le recenti polemiche dei troppi interventi di trapianto effettuati all’ospedale Molinette, di controlli che certificavano la mancanza di corrette procedure e la difesa del Prof.Salizzoni, che oltre respingere al mittente queste accuse,denuncia una mancanza di personale paramedico di alta specializzazione,idonei ai delicatissimi interventi, poichè nonostante la difficile scuola di preparazione,gli infermieri professionali in buona parte dopo qualche tempo si dimettono,causa il lavoro massacrante e alla carenza di occupati nel settore.

Ma a parte questa polemica surreale, come al solito qualsiasi brillante realtà sanitaria sembrerebbe dia fastidio e si decide di contrastare, un’altra perla giunta dalla ricerca del sol levante è stata collaudata sempre alle Molinette, una possibilità per tumori embrionali di poter asportare senza alcune tecnica classica invasiva, come se si trattasse di una gastroscopia ma con la rimozione dei linfonodi, i quali sono segnali d’un possibile avvio della gravissima malattia tumorale, prova ne è che in pochi giorni il paziente è stato dimesso e tornato alla sua attività.

Chapeau alla ricerca scientifica e dei veri eroi di questa società che vivono nell’ombra.

Ospedale Molinette di Torino,altra chicca dopo il record di trapianti effettuatiultima modifica: 2008-03-21T18:40:00+01:00da iserentha
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