Clima ed effetto serra, altra testimonianza del disastro del nostro pianeta

ITALIANO SFIDA IL POLO, HO VISTO GHIACCI SCIOLTI
ROMA – Voleva arrivare in cima al mondo ma il riscaldamento globale lo ha fermato mettendo tra lui e l’ obiettivo una “strada” di acqua gelida anziché di ghiaccio su cui poter camminare. Un italiano ha sfidato l’estremo del Polo Nord per toccare con mano cosa significa effetto serra. E il test, purtroppo, gli ha dato ragione. Trenta giorni tra i ghiacci, nelle tormente, in mezzo agli orsi polari, con gli Inuit, due principi di congelamento: Luca Bracali, 43 anni il prossimo 12 aprile, di Pistoia, moglie e due figlie, Sara di 20 e Sofia di 9, documentarista e capo-progetto, è in viaggio dal 28 febbraio, prima in Canada poi in Alaska. Il 3 aprile è previsto il suo ritorno.

“A parte le emozioni del viaggio, l’ avvistamento degli orsi polari, le aurore boreali, l’incontro con gli eschimesi nelle regioni più remote – ha raccontato Luca Bracali all’ANSA tracciando un bilancio della sua avventura – a Wales, a poche centinaia di chilometri da Kivalina (l’isola che ha denunciato le grandi compagnie petrolifere per l’inquinamento ambientale e che rischia di scomparire in 15 anni) si è interrotta la mia avventura polare: ovvero raggiungere attraverso lo stretto di Bering la piccola Diomede, una specie di scoglio abitato da 150 eschimesi Inupiak che giace sulla linea di cambiamento di data”.

Arrivati lì “ci siamo accorti con la guida che le condizioni del pack erano instabili e precarie e la superficie impercorribile. Non c’era più continuità di ghiaccio. E pensare che questo tratto solo una generazione fa, cioé quella del padre della mia guida – ha proseguito Bracali parlando da un telefono satellitare – era un crocevia che si percorreva a piedi o in motoslitta. Oggi serve un anfibio”.

 “Pensavo di trovare più serenità in quel mondo fatto di bianco e di vita ancora semplice e primitiva e invece – ha affermato Luca – tra gli abitanti di questi luoghi estremi mi sono scontrato con tanta ribellione”. In primo luogo per un ambiente violato: “La neve tende ad aumentare ma è una neve fragile e poco resistente tanto che la famosa gara di slitte ha incontrato grossi problemi con i cani che sono andati in surriscaldamento perché mancava la tenuta del terreno. I fiumi – ha testimoniato Bracali – sono diventati trappole mortali per alcune specie come le Alci. E con la loro morte si sta indebolendo la catena alimentare legata a questi animali. Per non parlare del re dei ghiacci, l’orso polare, che ha difficoltà a cacciare per via del ghiaccio che si forma più lentamente e quindi si avvicina sempre più ai villaggi in cerca di cibo”.

Anche gli Inuit sono costretti a modificare i loro territori di caccia. Certo non è che non faccia freddo: “Il gelo c’é, eccome. Abbiamo trovato anche -53 di minima. Ho rischiato due principi di congelamento, ai piedi e al naso. Ma non è il freddo di qualche anno fa. La media è di -20/-25 e in 10 anni lo sbalzo in alto è stato forte”. Una situazione pesante sul fronte effetto serra, inquinamento ed erosione delle coste in un paesaggio che però è ancora in grado di restituire forti emozioni.

 “Se dovessi esprimere cosa ho provato – ha detto Bracali – mi definirei inebriato dal suono del silenzio e rapito nell’anima. Le aurore boreali sono ancora intatte con la loro magia di luci nel cielo. Trovarsi di fronte a una mamma orso con i suoi cuccioli e assistere a uno scambio di tenerezza difficile da scovare anche negli esseri umani è commovente”.

Da ansa web

Il corollario di testimonianze aggiungono e dimostrano la situazione a cui andiamo incontro, il pianeta tra qualche decennio sarà pesantemente modificato, purtroppo non sarà per nulla positivo per qualsiasi organo vivente, ma fermare o deviare il cammino del sistema di sviluppo dell’uomo pare non sia possibile, ci vorrebbe una sterzata quasi da inversione ad U, al max e con fatica si riesce ad ottenere qualche leggera curvetta.

Auguri non per noi, ma per le prossime generazioni, ho idea che ci malediranno!!!

Clima ed effetto serra, altra testimonianza del disastro del nostro pianetaultima modifica: 2008-03-25T17:10:25+01:00da iserentha
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6 pensieri su “Clima ed effetto serra, altra testimonianza del disastro del nostro pianeta

  1. weeeee ivo, passata abbastanza bene la pasqua, di un po tu come scienza intendi tecnica o metafisica? se intenbdi tecnica allora si va a finire alla ricerca e non è quello che vuoe il transumanista, se è scienza allora è anche metafisica, un preciso disegno etico perseguito attraverso la tecinca, magari altri la chiamano eugenetica, e allora che cosa può mettere delle questioni eticvhe da seguire da entrambe le cose? mi spiego meglio, è cosi difficile immaginare un dialogo tra scienza e religione per percorrere una strada a braccetto facendo si che l’uomo ne tragga beneficio?

  2. Hai inserito una riflessione con la quale da comune mortale posso rispondere molto superficialmente pur cercando di portare la mia opinione sincera, per eugenetica e le polemiche che si sono affermate in questi ultimi tempi posso dichiarare che non è sufficiente proteggere qualsiasi nascituro con la società soprattutto di questo paese che abbiamo davanti ai nostri occhi quotidianamente, la volontà di far nascere al di là delle grandissime difficoltà che andrà incontro il soggetto stesso ed i suoi familiari saranno nella stragrande maggioranza tutte a loro carico, nella definizione welfare più legata al mondo del lavoro, ma in ogni caso dalle nostre latitudini vige la parola d’ordine arrangiatevi, si è discretamente in difficoltà in alcune occasioni per malattie che insorgono per i cosiddetti normo-dotati, figuriamoci nei casi dove l’assistenza d’una certa importanza parte dalle prime ore della nascita, molti genitori si chiedono vivendo quella condizione, ma quando non ci saremo più noi, quale sarà il futuro della povera vittima.

    Consentimi di denunciare la forte demagogia del potere religioso, che condanna talune decisioni, si mette di traverso, ma per tutta la vita insieme all’effettivo stato sociale, insieme affermano ciò che ho scritto prima.

    Saluti

  3. hai ragione dicendo che non possiamo difendere chunque con il solo stato sociale, non è in discussione il tema delle malattie per quanto curabili o meno, è in discussione altro, ossia l’uomo nuovo che intendono costruire, e non sono cosi sicuro che sia una buoa cosa, e poi perchè comune mortale? abbiamo tutti la libertà della fantasia, e questo ci rende molto meno “comuni” ricodi oscar? l’atleta con arti artificiali?quell oon ammesso alle olimpiadi, è uomo o macchina? pr ora io dico che è eugenetica sperimentale

  4. Comune mortale poichè preferirei esser informato a buon livello su un qualsiasi argomento, altrimenti si rischia incompletezza e una buona dose di superficialità, su Oscar Pistorius ho postato sul mio spazio a suo tempo, ritengo la sua esclusione frutto di un’ingiustizia, a prescindere dai suoi tempi di performance che non gli avrebbero consentito di qualificarsi per i quarti di batteria, avrei messo a rischio con questo precedente la volontà di emergere nonostante la sfortuna di qualsiasi personaggio, sarebbe stato commovente e una forte testimonianza che la volontà paga in questi casi,nel caso di tecnologie innovative su determinate protesi, la validità dovrà esser confutata da più organi atti a convalidare che non ci siano aiuti per la performance, nel caso di Pistorius sono contrastanti e avrebbero dovuto approfondire la ricerca.

    Se ad Oscar gli avessero dato il permesso di partecipare a Pechino, avrei visto in tv solo la sua corsa,tutto il resto come ho già dichiarato più volte, le Olimpiadi di Pechino saranno boicottate dal sottoscritto.

    Ciao,Ivo

  5. argomento pistoruis, diro una cosa cinica, penso che le sue olimpiadi dovevano essere le paraolimpiadi al massimo, detto questo, pistorius dimostra che non è uomo perchè pur con protesi nno può competere con atleti, non è uomo perchè nemmeno alle paraolimpiadi avrebbe avuto il penmesso di gareggiare, ciò mi porta a concludere che si tratti per ora di una mezza macchina, è altro dall’uomo, è un esperimento di droide, ecco il transumano che pretende di essere umano,

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