Meritocrazia mancata non solo con proposte indecenti

“Cara, se ti sbottoni ti promuovo”

L’esterno della facoltà di Economia dell’Università di Bari

Oltre alla vendita degli esami si
richiedevano “pagamenti in natura”

C’è la mamma che regala al figlio il pacchetto «completo», tre esami più la tesi staccando un assegno di 4500 euro. C’è il marito che aiuta la moglie che non ce la fa a capire tutti quei numeri di analisi uno. C’è chi fa l’esame nella stanza della professoressa nella totale assenza di commissione e quattro studenti che sbagliano la prova scritta di matematica, ma poi possono correggere in nuovi fogli protocollati. Una combriccola di somari aiutati da professori, bidelli e segretari compiacenti, come scoperto dai carabinieri diretti dal comandante Gianfranco Cavallo che dal 2005 lavorano a questa operazione. Il tutto intorno a un centro di ripetizioni che copriva un lauto giro di soldi.

Il tariffario
Massimo Del Vecchio, assistente del professor Pasquale Barile (docente di matematica alla facoltà di Economia di Bari, anche lui agli arresti domiciliari) e titolare dell’Istituto Mediterraneo delle scienze concorda con un «correo» il prezzo degli esami: «Dobbiamo puntare sulla matematica e sui Greci…noi non ci facciamo andare via più nessuno, eh, soltanto che non vengono qua per le altre materie… a parte diritto commerciale…anche 1000 euro soltanto… diritto commerciale facciamo 1500…2500 per la matematica».

Gli studenti-libri
Michele Milillo, funzionario della segreteria universitaria (anche per lui arresti domiciliari) chiama Massimo Del Vecchio per concordare un appuntamenti per parlare degli studenti reclutati: «…senti volevo chiederti ci possiamo vedere lunedì che sono arrivati alcuni libri».. Milillo poi richiama Del vecchio per riferirgli che i candidati all’esame di matematica sono aumentati: «…senti Massimo quei libri invece di tre, quattro ne sono arrivati che devo fare…». Del Vecchio assicura: «…va bene, va bene, d’accordo».

Pagamento in natura
Durante le indagini è emerso che Massimo Del Vecchio rivolse attenzioni sessuali a una studentessa, proponendole il superamento dell’esame di Matematica Generale con la commissione del docente Pasquale Barile. Del Vecchio: «però tu, ti devi aprire, ti devi aprire proprio, perchè se ti apri a metà poi…perchè sai che succede se ti apri a metà sai che succede, dici: “E’ perchè nascondi qualcosa”». Studentessa: «Non credo che sarà il caso mio». Del Vecchio: «Sai, io ti vorrei farti sentire ancora di più a tuo agio, ma se non ti sbottoni…io non ti pozzo fare niente».
(omissis)
Del Vecchio: «Anche perchè se tu ti sbottoni subito, subito…io posso anche pensare di…non lo so..».
(omissis)
studentessa: «Io professore lo dico apertamente, se lei mi dice: “Ho la soluzione al tuo problema” io domani stesso, cioè domani mattina sto qua».

Del Vecchio: «io intendo sbottonarti in un altro senso…».

L’esame sprint
Una studentessa indirizzata all’Istituto delle Scienze Mediteraneo dall’addetto alle aule Sergio Risio riusciva a superare l’esame di matematica orale con due soli incontri, il 18 e il 19 gennaio 2006 ,con la commissione presieduta da Pasquale Barile, il 20 gennaio 2006. Costo dell’operazione 3000 euro.

I procacciatori
Ruolo strategico hanno in questa organizzazione Michele Milillo e Sergio Risio che segnalano gli studenti in difficoltà alla «rete». «In merito al ruolo di Milillo Michele di “procacciatore” – scrive il magistrato – di studenti in difficoltà vi sono le dichiarazioni testimoniali di un impiegato presso la segreteria studenti della facoltà di Economia di Bari: “…L’argomento delle mie telefonate era riferito alla disponibilità che Milillo mi aveva riferito per aiutare qualche studente in difficoltà…mi aveva riferito che se conoscevo qualche studente che aveva bisogno, lui l’avrebbe potuto aiutare”».

Gli studenti greci
Un ragazzo greco cinque volte respinto all’esame di informatica fino a che non viene contattato da una persona «che mi propose di farmi conoscere un suo amico che mi poteva aiutare nel superare l’esame. Disperato dalla situazione accettai…». Ma ce ne sono altri, sempre greci, che hanno sborsato 1500 euro per l’esame di diritto commerciale e la stessa somma per economia politica II.

[ da la stampa web ]

Il mercato dei voti con prezziario e richieste in natura, non penso che sia un comportamento confinato all’Università di Bari, non ci dovremo stupire se ” fior di professionisti ” risultino totalmente incapaci in ogni campo,fanno parte dello stile di vita e consuetudini del nostro paese,così nell’istruzione e nel mondo lavorativo,non si deve gettare spazzatura in modo generico, le pecore nere esistono e non devono offuscare la maggior parte di professionisti onesti, però queste pratiche ho idea che siano troppo diffuse da queste parti.

Meritocrazia mancata non solo con proposte indecentiultima modifica: 2008-04-04T15:20:00+02:00da iserentha
Reposta per primo quest’articolo

7 pensieri su “Meritocrazia mancata non solo con proposte indecenti

  1. uhmm non sperare che asl ci pensi alle zecche, per quanto riguara la coìvalida della scheda nulla si ottengono due risiultati, uno quello descritto nel post, l’altro ancora più clamoroso, ce li vedi gli scrutunatori del seggio alle prese con una procedura simile? mentre la fila per votare s’ingrossa a dismisiura, se lo facessimo in qualche milione andrebbe a finire che dovranno rifare le elezioni xcon le inevitabili polemiche che ne scaturirebbero sul perchè di questo clamoroso comportamento degli italiani, cosa che farebbe molto riflettere “lor signorI” non credi?

  2. Tu pensi realisticamente che in questo paese esista la possibilità di portare a termine questo progetto, con il voto di scambio nel sud, ora le tariffe si basano su pochi euro e nel resto del paese forse questo particolare esiste in modo effimero, ma come pecoroni andranno a votare per il messia e topo gigio, davvero pensi che questo situazione si avveri, casi sparuti e con il contagocce Pony.

    Il mio voto lo reputo speso bene in buona misura,almeno per chi conduce un tenore di vita molto semplice come il sottoscritto.

    Sul problema zecche non ho l’abitudine d’andare a coricarmi nei parchi, se qualcuno ci lascerà le penne, la responsabilità sarà della giunta, confido nelle misure di controllo,è sufficiente trattare le pecore come i cani del resto, esistono prodotti adatti ad evitare l’insetto bastardo….

    Saluti,Ivo

  3. Questa gente va punita pesantemente, sono loro che poi causano malasanità, strutture murarie pericolose, giustizia lenta ed ignorante in materia ed insegnanti cretini e pericolosi per la società. Sperare in un mondo migliore quando succede questo (e ho la sensazione che questa sia prassi comune a molti) è illusorio.
    Buon w-end, Giorgio.

Lascia un commento