L’indulto probabile delle carceri, stavolta toccherà al messia di Arcore,la lega non potrà non votarlo…

SOS carcere

Finito l’effetto indulto riemergono
i problemi. Celle sovraffollate, personale e servizi scarsi

 

È finito l’effetto indulto. Nel carcere «Lorusso e Cotugno» di Torino il numero dei detenuti è tornato quello del periodo precedente al luglio 2006. Ieri, ad esempio, i reclusi erano 1.220 (a fronte di una capienza tollerata di mille e 100 detenuti); dieci giorni fa i reclusi erano all’incirca duecento in più. Al carcere di Ivrea – l’altra struttura penitenziaria per adulti del Torinese – non c’è sovraffollamento vero e proprio, ma manca il servizio anti-incendio. Il Ministero della Giustizia è informato ma il guaio ancora persiste.

Benvenuti nel pianeta carcere, dove l’effetto del provvedimento «svuota galere» è svanito non appena sono terminate le uscite forzate dalla struttura penitenziaria. Benvenuti in un mondo in cui i guai sono tanti, anzi tantissimi. E il «Lorusso e Cotugno» – struttura poliedrica, adatta a tutte le esigenze – ne è un po’ la bandiera, nel bene e nel male. Manca il personale (come quasi ovunque al nord), ci sono casi di depressione tra gli agenti di polizia penitenziaria. E, come se non bastasse, i detenuti in semilibertà stanno costantemente a contatto con «normali» (ovvero quelli che non godono di benefici vari). L’Osapp, sindacato autonomo della polizia penitenziaria, l’altra settimana ha organizzato una veglia notturna per far conoscere a chi sta fuori dal carcere i problemi di chi lavora «dietro le sbarre».

«C’è sempre stato grande disinteresse verso le condizioni di chi si guadagna il pane lavorando in posti come quello» dice Gerardo Romano, segretario regionale Osapp, e da sempre in prima fila sui temi della sicurezza in carcere. Spiega: «Quando, nell’estate di due anni fa, si disse che l’indulto avrebbe garantito condizioni di lavoro migliori per gli addetti alla sicurezza, si è pronunciata una grande menzogna. Vuole la verità? Oggi stiamo peggio del periodo pre indulto. Troppi detenuti e poca sicurezza».

Un guaio soltanto torinese? «Non soltanto, ma a Torino la situazione si evidenzia in modo particolare» tuona Romano. Che aggiunge: «Questa è la ragione per cui abbiamo chiesto l’avvicendamento del Provveditore regionale e del dirigente del Centro di giustizia minorile. Chi comanda deve farsi carico delle esigenze di tutti: la polizia penitenziaria non è carne da macello».

E allora via con l’elenco dei guai. Accanto al sovraffollamento, ci sono i problemi di dotazione personale della polizia penitenziaria, scarsa o inadeguata. Ci sono i guai derivanti da una promiscuità (semiliberi – detenuti) sfociata a metà marzo nell’arresto di un semilibero. Gli addetti alla vigilanza lo sorpresero una sera mentre portava in carcere 48 ovuli di eroina. E ci sono quelli che vengono chiamati «problemi di carattere sanitario». Pochi servizi igienici, e talvolta mal funzionanti. Numero insufficiente di docce che – in caso di sovraffollamento – costringerebbero i detenuti a «lavaggi rapidi». E ancora infiltrazioni di pioggia in alcuni locali comuni riservati al personale e tensioni frequenti tra chi deve vigilare e chi si trova in carcere per scontare una pena. «Gli insulti- raccontano gli agenti – non si contano più; e questo perché i detenuti riversano su di noi frustrazioni e tensioni derivanti da situazioni di convivenza pressoché impossibili».

Qualcuno ricorda gli aspetti positivi del «Lorusso e Cotugno»: i progetti per il reinserimento dei detenuti, le attività lavorative e imprenditoriali avviate anni fa. Ma sono una goccia nel mare del disagio. «Abbiamo ricevuto la solidarietà dei politici di destra e di sinistra quando siamo scesi in piazza, speriamo qualcosa cambi» insiste Romano. Nell’attesa si fanno i conti con i soliti guai. E se i ritmi di ingresso in carcere saranno rispettati anche nei prossimi giorni, a fine settimana, in via Pianezza 300, ci saranno 100 detenuti in più.

[ da la stampa web ]

Staremo a vedere cosa s’inventerà a breve la destra su questo problema,troverà soluzioni interessanti o sbrigative con un nuovo indulto per evitare sommosse nelle carceri stipate di detenuti, con la lega forcaiola che non votò l’indulto targato made in ceppalonia, chissà avendo ministri in questo caso lo farà,perchè i padani ce l’hanno duro solo in certi momenti…..

Per risolvere questa situazione, punto primo,qualche carcere da costruire non sarebbe male, detenzioni alternative,tipo braccialetto elettronico,lavori in comunità per detenuti con pene leggere e in buona condotta,la velocizzazione della magistratura, a riempire le celle in buona parte sono detenuti in attesa di giudizio, quelli più sfigati s’intende, Franzoni,Previti e altre eccellenze sono un caso a parte.

C’è molto da lavorare, ma nell’immediato Calderoli,Castelli, il senatur col fucile e quella dolcissima anima di Borghezio, non rimarrà che firmare il decreto stilato questa volta dal loro padrone.

Bauuuu!!!

Ve ne sarete accorti, chi a mio giudizio governerà a breve.

L’indulto probabile delle carceri, stavolta toccherà al messia di Arcore,la lega non potrà non votarlo…ultima modifica: 2008-04-10T21:05:00+02:00da iserentha
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7 pensieri su “L’indulto probabile delle carceri, stavolta toccherà al messia di Arcore,la lega non potrà non votarlo…

  1. Bisognerebbe utilizzare le carceri già costruite, no ad un nuovo indulto che secondo me è solo una presa in giro per le persone oneste.

    Sulle elezioni vi invito a leggere e commentare la poesia sul mio blog.

    Ivo fai bene a sollevare problemi del genere.

    Ciao

  2. Detto dal sottoscritto suona strano,però mi auguro che tra le prossime nefandezze del nuovo esecutivo, perlomeno con le loro idee riescano a far muovere il baraccone italico, siamo messi male e se continuassimo così per altri anni,più che nella comunità europea potremo esser retrocessi nella realtà del continente africano.

    Buona notte a voi,Joe e Max,Ivo

  3. E’ chiaro che le carceri traboccano di nuovo. Chi è uscito dal carcere con l’indulto, nella maggior parte dei casi, c’è ritornato aumentando il lavoro delle forze dell’ordine e diminuendo la sicurezza dei cittadini (ai politici che importa, loro hanno le guardie del corpo).

    Si a nuove carceri. No ad un nuovo indulto, che costerebbe alla società in termini monetari e di sicurezza.
    Anche i carcerati sono precari, diamogli un posto sicuro, purché dietro le sbarre.

  4. Quello che dici sui politici è vero… ma purtroppo dobbiamo preoccuparci prima di tutto di quelli che vanno e vengono dalle carceri. Sono le persone che ti sorprendono nel tragitto dalla stazione a casa mentre torni da lavoro, che ti entrano in casa mentre dormi, insomma i ladri di galline che per rubarti un uovo ti danno una coltellata….

  5. Tocca trovare pene alternative, che diano stimoli lavorativi, chiaramente per chi lo sceglie,braccialetto elettronico,etc,etc, ogni detenuto costa alla società una cifra pazzesca, considerando i costi delle strutture e del personale.

    Se non s’investe nella giustizia, con i processi lumaca esistenti, tutto ciò porterà a problemi costantemente.

    Ciao Anna e Bru,Ivo

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