Dal blog di Beppe Grillo,sicurezza sul lavoro e libera informazione

Otto mesi con la condizionale

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Otto mesi con la condizionale per la morte di un ragazzo. Mi ha scritto la mamma di Andrea morto a 23 anni sul posto di lavoro con il cranio schiacciato. Fa accuse gravi. E’ stato celebrato un processo per omicidio colposo. I casi sono due: gli amministratori sotto accusa sono innocenti o colpevoli. Nel primo caso vanno assolti, nel secondo la condanna a otto mesi rappresenta il fallimento della giustizia in Italia. Sono curioso di leggere la sentenza.
Luca Cordero di Montezemolo afferma che i lavoratori sono più vicini a Confindustria che ai sindacati. Sbaglia, i lavoratori sono equidistanti. Li manderebbero tutti e due a fanculo. Il precariato ha introdotto in Italia i salari più bassi d’Europa e la pena di morte sul lavoro. Ridurre le misure di sicurezza conviene. Una vita vale meno della produzione.

“Sono Graziella Marota, la mamma di Andrea Gagliardoni, morto il 20 giugno 2006 presso la ditta Asoplast di Ortezzano mentre stava svolgendo il suo lavoro di semplice operaio.
Una macchina tampografica gli ha schiacciato il cranio nel giro di pochi secondi. Da quel giorno la mia vita è cambiata: vivo nel dolore e nell’angoscia, ma da questo dolore e angoscia è scaturita una grande rabbia che mi ha permesso di portare avanti questa lotta contro le “morti bianche”. Veramente non ho ancora capito perchè vengono definite con questo aggettivo.
Venerdì 4 aprile 2008 si è tenuta presso il tribunale di Fermo (AP) la prima udienza preliminare: imputati per omicidio colposo l’amministatore delegato dell’Asoplast Giuseppe Bonifazi e l’amministratore delegato della ditta Mag System Srl con sede in Schio, Mario Guglielmi, costruttrice della suddetta macchina modello T A 1000/S C/8.
Il primo per non aver messo a disposizione del lavoratore un’ attrezzatura idonea, e per aver disattivato l’unico sistema di sicurezza per velocizzare la produzione.
Il secondo per aver costruito ed apposto il marchio CE ad una macchina non conforme ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dall’ allegato 1 del D.P.R. 459/96, delle norme UNI e comunque inadeguate ai fini della sicurezza.
Con questi capi di imputazione mi aspettavo una condanna che fungesse da deterrente per quegli imprenditori che agiscono ancora nell’illegalità, mettendo a repentaglio la vita umana, la vita degli operai naturalmente.
Ma tutto il processo si è risolto in pochi minuti. Gli imputati hanno chiesto il patteggiamento e il PM Bartolozzi ha ritenuto congrua la pena di otto mesi di condizionale per entrambi gli imputati.
Ma Andrea non c’è più, gli hanno troncato la vita sul nascere….. aveva solo 23 anni.
Oggi ancora più di prima urlo tutto il mio dolore e la mia rabbia contro questa sentenza scandalosa e irriverente nei confronti di tutti i martiri del lavoro.Continuerò imperterrita la mia lotta, sperando che qualcosa cambi.”
Graziella Marota, mamma di Andrea

Postato da Beppe Grillo alle 22:11 in

Il mio commento

A riguardo di Stefano Spadoni,sono riflessioni corrette,come afferma,sarebbe uno splendido paese se fosse messa in pratica la Costituzione,i condizionamenti e le censure sono palesi dalle nostre parti,la condizione è sicuramente migliorabile,esiste un però,siamo convinti che è solo colpa di questo stato di cose??

Siamo conosciuti in tutto il mondo per esser un popolo che più di farsi fottere,piuttosto brilla nel fottere,non si offenda nessuno,si tratta d’una certa scaltrezza anche nelle piccole cose,possibile che dopo ventanni di potere mediatico targato mediaset,con il servizio pubblico a scimmiottare,agli italiani si sia atrofizzato il cervello, oppure in questo stato di cose una buona parte di compatrioti ha tutto da guadagnarci….

A volte si passa per scemi per non pagare dazio,che sia l’ultima modifica genetica dopo l’arte d’arrangiarsi,magari riveduta e corretta???

Un saluto e Torino aspetta il V2-day ufficiale.

P.S.

Sarebbe ottimo se fosse pubblicato il palinsesto con gli orari della manifestazione,Piazza San Carlo ok,a che ora cominciano le danze e la scaletta degli interventi se possibile.

ivo serentha Commentatore certificato 20.04.08 18:26
Dal blog di Beppe Grillo,sicurezza sul lavoro e libera informazioneultima modifica: 2008-04-20T18:37:22+02:00da iserentha
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6 pensieri su “Dal blog di Beppe Grillo,sicurezza sul lavoro e libera informazione

  1. un ottimo articolo che sottolinea come in Italia ormai rischiamo di più noi a sbeffeggiare qualche potente che chi distrugge la vita di un ragazzo di 23 anni. Credo anch’io che chi a redatto la Costituzione non pensasse che saremo arrivati a questo punto…

    una buona settimana

  2. Riccardo, sia per la drammatica realtà delle morti bianche e la libera informazione, non possiamo aspettarci che arrivi la manna dal cielo,a livello politico è diffuso il volemuse bene per ciò che riguarda il conflitto d’interessi e l’albo dei giornalisti,tenendo presente che la diffamazione a mezzo stampa o tramite un semplice blog, è da censurare e da perseguire.

    La legge sulla sicurezza sul lavoro è stata deliberata,farla applicare è un’impresa difficile,ci vorrebbero controlli seri,scrupolosi e capillari, siamo in grado di esercitare tutto ciò???

    Un saluto,Ivo

  3. “Trovo assurdo si possa morire per lavorare”. E’ successo ancora e forse succederà ancora. Anche l’industria campana ha di nuovo caduto per lavoro in un campo, quello della lavorazione del pomodoro, dove è padrona incondizionata. E’accaduto in un’azienda di respiro internazionale, l’azienda “AR” di proprietà del “Il re del pomodoro” Antonino Russo che negli ultimi mesi ha raggiunto l’agognato accordo con la società inglese Princes ( parte della Giapponese Mitsubishi) e che confluirà in una nuova società con sede a Foggia dove sta già costruendo uno stabilimento di 80,000 mq, in parte sovvenzionata da Sviluppo Italia. La tragedia è accaduta nel deposito dell’azienda AR di Sant’Antonio Abate dove un operaio Massimo Borriello di 37 anni, sposato e padre di re figli ha trovato la morte.
    Una morte assurda su cui indaga la magistratura, per l’operaio non c’è stato nulla da fare, è rimasto schiacciato da due grossi imballi di concentrato di pomodoro, provenienti dal Sud America, una morte tragica sulla quale pendono tante ombre. Speriamo che con la nascita di questo accordo internazionale vengano applicate le norme di sicurezza come negli altri stati, per scongiurare in futuro simili disgrazie.

  4. Tre morti al giorno per lavoro in questo paese,la realtà che si ripete ormai da parecchi anni che non trova similitudini nel resto del continente,da pochi mesi le leggi sono state migliorate,ma il rispetto di esse sono un’altra cosa.

    Lavoro nero,uso incondizionato degli straordinari,mancanza dei controlli sono il mix scatenante,incrociamo le dita per il rimanente del 2008.

    Ciao Antonio,Ivo

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