La Sinistra,primo incontro dopo il day after

Ferrero: ripartire da opposizione sociale

L’ex ministro critica la linea bertinottiana di Giordano: La gente non ha capito a cosa serviva votare Sinistra Arcobaleno.

ROMA – «Bisogna ripartire da un’opposizione sociale al governo Berlusconi e provvedere al rilancio del Prc dentro una sinistra plurale». Paolo Ferrero, a margine del Comitato politico di Rifondazione comunista e in vista del cambio al vertice dopo l’addio di Franco Giordano, analizza la secca sconfitta elettorale delle sinistre e butta lo sguardo sulle prospettive future. Nessuna ricerca di un capro espiatorio, ma la linea politica della segreteria di Rifondazione comunista «è fallita», spiega l’ex ministro della Solidarietà sociale, e ora bisogna «ricostruire la sinistra sul piano sociale, rilanciando il Prc nell’aggregazione di sinistra più ampia».

BARBARIZZAZIONE – Ferrero ribadisce le critiche alla linea «bertinottiana» di Giordano, pur sgombrando il campo da quelli che chiama «elementi di barbarizzazione». «Io sono tra i massimi responsabili della sconfitta: non cerco capri espiatori, ho condiviso il percorso politico, non barbarizziamo il dibattito». Ma c’è stata «una sconfitta pesante, nel punto fondante del rapporto tra la sinistra e la società: la gente non ha capito a cosa serviva votare la Sinistra arcobaleno. Nelle ultime settimane di campagna elettorale è diventata soggetto unico, in alcuni casi partito unico, si è parlato di comunismo come tendenza culturale e della necessità di superare i partiti come se fossero degli ostacoli». Per Ferrero «la colpa di Franco Giordano non è stata quella di portare avanti questa linea, ma di non contrastarla: se avessimo preso l’8% alle elezioni ora non staremo facendo questa discussione. Per questo ho chiesto con durezza la riunione di questo comitato politico: c’è Diliberto che propone la costituente comunista, c’è stata l’assemblea di Firenze, la politica non aspetta. La partita si gioca nelle prossime settimane».

VENDOLA – Diverso il punto di vista di Nichi Vendola, governatore della Puglia e anche lui candidato alla segreteria del Prc. Secondo lui bisogna ritrovare un’idea di Paese senza rinserrarsi «nel fortino delle antiche certezze», a cominciare dalla forma partito «come se fosse un dato in sé». Vendola interviene al comitato politico di Rifondazione assicurando che «ognuno farà la sua parte, anche io, per rimettere in piedi questa comunità». Il probabile sfidante di Ferrero inizia il suo intervento mettendo in guardia dal compiere «un’analisi della sconfitta che guarda solo alla superfice e alla fenomenologia dei comportamenti del gruppo dirigente. La realtà è che questo voto è un’autobiografia della nazione: improvvisamente ci rivela in modo imprevisto la società italiana», che ha subìto un mutamento radicale e che ha lasciato il Prc spiazzato». Interessante, per Vendola, quello che succede al nord dove la mancanza di un’identità trova risposta solo nella Lega. Rifondazione deve dunque ritrovare «un’idea del Paese, fermarsi a discutere sulla geografia dei lavori e sulla costruzione delle forme della politica».

[ da corsera web ]

Quale linea prevarrà? la continuazione di Franco Giordano,delfino di Bertinotti,pare non proponibile,dopo un risultato del genere è necessario un ricambio di personaggio e di proposte politiche,l’ultima dichiarazione di Vendola pare quella più azzeccata, solleva un problema di identità,soprattutto al nord da parte della sinistra, ma sarebbe utile saperne di più sulle sue personali ricette.

La visione di Ferrero è di contrapposizione rigida all’attuale esecutivo,nessuna linea morbida rispetto al Pd,una identificazione forte e netta per non rimanere più anonimi rispetto al progetto della Sinistra arcobaleno.

Sono dell’idea che comunque vada non si potrà che migliorare,oltre le interessanti dichiarazioni dei due probabili contendenti alla presidenza del partito,lo sbandierato voto utile del uolterone,topo gigio, non avrà più la presa di queste elezioni, il riversamento di voti al Pd,sia stato frutto della disperata prova di resistenza al messia di arcore,il risultato è stato deleterio,viste le percentuali.

9 punti di distacco rispetto al Pdl

14 punti di distacco se ci fosse stato Casini con loro

16 punti di differenza se la Santanchè e Storace non si fossero ammutinati.

Un risultato cappotto senza precedenti, anche se i media non mettono in croce il mancato volontario in Africa, le sue speranze di ammiccare al centro moderato sono state un fallimento sconcertante.

Visto il risultato del se po fa o il yes we can che sia,tra cinque anni ci sarà più libertà senza condizionamenti.

La Sinistra,primo incontro dopo il day afterultima modifica: 2008-04-20T14:50:00+02:00da iserentha
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