Alitalia,a breve anche una fiction

L’Alitalia a Vanna Marchi

 

Chi ha accolto con scetticismo l’annuncio di Berlusconi su una cordata italiana per rilevare la compagnia si sbagliava. Perché di cordate ne esistono molte

Gli scettici e i disfattisti hanno ridacchiato quando Berlusconi annunciò una cordata italiana per rilevare Alitalia. Beh, si sbagliavano. Le cordate ci sono, sono parecchie ed è in atto una gara molto accesa per arrivare alla soluzione migliore. Ecco, tra i tanti, quali sono gli acquirenti più quotati.

Mafia Dispone di liquidità sufficiente per ripianare tutti i debiti, raddoppiare gli stipendi dei dipendenti, assumere i loro figli e nipoti, introdurre su tutti i voli il terzo pilota, servire ai passeggeri ostriche e champagne anche sulle tratte di un quarto d’ora. In cambio, i boss vogliono la liberazione immediata dei detenuti e il riconoscimento ufficiale della Mafia come ente morale. Berlusconi è favorevolmente colpito ma sospetta che Napolitano non voglia seguire il protocollo suggerito dai Corleonesi, che chiedono di essere ricevuti al Quirinale vestiti da generali dell’aviazione.

Lapo Elkann Il dinamico manager torinese, guru della nuova creatività italiana, intende rilevare Alitalia, pagandola con l’intero patrimonio della famiglia Agnelli, per realizzare un suo sogno: ricavare dagli oblò degli aerei una nuova linea di occhiali da sole molto trendy. Ogni lente pesa sedici chili, ma in compenso costa settemila euro e Lapo conta su un rapido successo internazionale presso il target dei ricchi coglioni, in rapida espansione in tutto il mondo, giudicato il più interessante per gli originalissimi prodotti della sua factory.

Ricucci Il re degli immobiliaristi cerca la sua rivincita, partendo come sempre dal basso. Con i 3mila euro rimasti in cassa, intende scalare Alitalia con il solito, ingegnoso sistema: acquista il carrello usato di un Fokker in demolizione (fase uno) e contestualmente annuncia ai giornali di essere entrato nel settore aeroportuale (fase due). Il giorno dopo (fase tre) lascia intendere di essere interessato ad Alitalia e sposa Alessia Marcuzzi.
Prima che si arrivi alla fase quattro (gli inquirenti scoprono che non c’era copertura finanziaria neanche per sposare la Marcuzzi, nel frattempo risposata con un altro), Ricucci riesce a spopolare per oltre un anno in tutti i telegiornali e su tutti i giornali come nuovo tycoon di Alitalia.

Ligresti Il ricco costruttore, molto anziano, ha accolto con autentico entusiasmo l’appello di Berlusconi di guidare una cordata per rilevare Alitalia, ma pensa che si tratti di una grossa area edificabile. Ha già fatto montare alcune gigantesche gru in varie zone di Milano e ha investito dieci milioni di euro in vanghe, picconi e cazzuole. Ha anche prenotato l’intera produzione di mattoni traforati del prossimo anno. La sua felicità è tale che nessuno ha ancora osato spiegargli che si tratta di un equivoco.

Berlusconi Sarebbe lo stesso presidente del Consiglio a comperare Alitalia grazie a un accorto sistema di opzioni, garanzie e accordi, a raffinate strategie finanziarie elaborate dal suo staff, e soprattutto grazie a una legge da lui varata che trasferisce gratuitamente a Mediaset la proprietà dell’intero pacchetto azionario della compagnia, di tutti gli aerei e delle hostess sotto i trent’anni. Lo stesso Berlusconi è garante dell’operazione, e veglierà sulla correttezza del passaggio di proprietà. Sempre Berlusconi avrà l’incarico di presiedere l’authority incaricata di controllare il Berlusconi garante.

Vanna Marchi Guida la cordata forse più rappresentativa della nuova economia nazionale. Oltre alla dinamica imprenditrice, che sogna di vendere le sue creme scioglipancia su tutti i voli (sono state giudicate molto più gustose dei vassoi Alitalia dai primi clienti che le hanno assaggiate), partecipano anche gli ultras della Lazio, la sezione italiana di Al Qaeda, la Fondazione Mario Merola e un paio di case di produzione di pellicole porno. Bankitalia e Consob, esaminate le carte, hanno decretato che, a quanto visto fin qui, è questa la cordata più seria.

[ da l’espresso web ] Michele Serra

La favola italiana di questa prima parte di secolo,meglio sorridere su queste visioni surreali, anche se la realtà a volte supera l’immaginazione.

Alitalia,a breve anche una fictionultima modifica: 2008-05-02T23:35:00+02:00da iserentha
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4 pensieri su “Alitalia,a breve anche una fiction

  1. buon gorno ivo, musicalmente parlando, credo che il 68 sia stato ben poca cosa rispetto a quanto prodotto da chi del 68 non se importava niente, i beatles nascono prima, i rolling non avevano nulla a che fare, i doors ma erano dall’altra parte del pianeta, il led zeppelin (facevano le messe nere) i deep purple che tutto dicevano fuorchè qualcosa collegato al 68, poi fu il punk il pop l’heavy metal la dark wave, quanto all’assoluta necessità non sono per niente d’accordo, morti sul lavoro, ti do ragione e non oppongo argomento alcuno, (impossibile farlo) la mia intenzione era quella di proporre un giorno per i morti sul lavoro non saprei in che forma ma l’idea era questa

  2. Tutte le magiche e divertenti visioni saranno cruda realtà con la probabile nazionalizzazione del vettore aereo nelle ferrovie dello stato,un mix definibile come la serie televisiva degli anni 60-70,ai confini della realtà, non ho capito ancora se le ferrovie siano statali,semiprivate o private,meglio non addentrarsi, la super società farà tremare la concorrenza europea,qualche brivido a livello mondiale potrà sussistere,il nostro esiguo pil e tasse versate del contribuente daranno la fibrillazione finale.

    Un progetto fenomenale, la scoperta dell’acqua calda ad urne chiuse naturalmente, se riuscirò ad osservare da vicino un’ala d’aereo con il logo patriottico nei prossimi anni, sicuramente avrò la pelle d’oca.

    Ciao Riccardo,Ivo

  3. Riguardo ai gruppi che hai citato,penso facciano parte un tantinello del movimento,che siano partiti un pochino prima non dovrebbe esser una prova in negativo,i movimenti possono nascere e sfociare con un certo anticipo nell’affermare la contestazione vera e propria,direi su questo punto di vista un momento musicale anno zero, il quale ha influenzato negli anni a venire,altro particolare il momento musicale quasi anonimo degli anni precedenti.

    Quei tempi paiono addirittura preistoria ormai,nonostante le derivazioni negative senza il 68 avremo qualche problema in più in ogni ambito, nella vita di tutti i giorni intendo,dall’istruzione,al lavoro,ai diritti sociali.

    Il giorno dedicato alle morti bianche a parer mio sono diventati tutti,anche oggi dalle cronache possiamo aggiungere altri tre lavoratori.

    Buona domenica Pony,Ivo

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