Tecnologia e ricerca scientifica,una scommessa già persa

Mezza Italia ha solo la licenza media

Indagine Istat: uno su dieci non completa l’obbligo, in Sicilia e Campania si arriva al 14-15% di abbandoni

MILANO – Molti, troppi studenti italiani abbandonano la scuola prima di aver conseguito un titolo di studio superiore e quasi la metà degli italiani ha solo la licenza media. È triste il quadro dell’istruzione fotografato dall’Istat per «100 statistiche per il Paese – Indicatori per conoscere e valutare». La fuga dai banchi interessa soprattutto il meridione: in Sicilia e Campania rispettivamente 15 e 14 studenti su cento non completano nemmeno il percorso dell’obbligo. La quota di abbandoni più contenuta (6,2%) si registra invece nel Friuli-Venezia Giulia. Valori negativi si riscontrano, tuttavia, anche al Nord: in Valle D’Aosta siamo all’11,7%, in Liguria e Piemonte al 10,8%. Al Centro il Lazio spicca con il suo 11,7%. In generale nell’anno scolastico 2005-2006 la quota di giovani che ha lasciato al primo anno gli studi superiori è dell’11,1%.

FANALINO DI CODA – Nel 2007 il 48,2% della popolazione italiana tra i 25 e i 64 anni ha conseguito come titolo di studio più elevato la licenza della scuola media inferiore, valore distante dalla media Ue27, che ci colloca nelle ultime posizioni insieme a Spagna, Portogallo e Malta. Sempre l’anno scorso poco più del 75% dei giovani tra i 20 e i 24 anni ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore. Un tasso inferiore a quello della media comunitaria (77,8%). In ambito comunitario sono alcuni Paesi di recente ingresso quelli che presentano i più elevati tassi di scolarizzazione superiore: in Repubblica Ceca, Polonia e Slovacchia 9 studenti su 10 hanno conseguito almeno il diploma superiore. In Italia, infine, circa il 41% dei giovani tra i 19 e i 25 anni risulta iscritto a un corso universitario nell’anno accademico 2005-06, ma la tendenza è in crescita. Nell’indagine c’è anche la conferma che l’Italia per l’istruzione spende meno degli altri paesi europei: nel 2005 l’incidenza degli investimenti in istruzione e formazione sul Pil è pari al 4,4%, ampiamente al di sotto della media dell’Ue27 (5,1%).

ABBANDONI PRECOCI – Il valore medio della Ue27 si aggira (dato 2006) attorno al 15,3% di abbandoni precoci. L’Italia è al 20,8%. Mentre tra i Paesi virtuosi spiccano Slovenia (5,2%), Repubblica Ceca (5,5%) e Polonia (5,6%). Il miglioramento, comunque, nel nostro Paese c’è stato: nell’arco degli ultimi quattro anni, tra il 2004 e il 2007, nel nostro Paese l’incidenza di abbandoni precoci è scesa di 2,8 punti percentuali al Mezzogiorno e di 3,6 punti al Centro-Nord. Nel 2007 solo la provincia autonoma di Trento e il Lazio hanno raggiunto obiettivi vicini a quelli di Lisbona (10,6 e 10,9%). Altre regioni con valori contenuti sono Friuli (12,6%) e Umbria (12,7%). Quelle più distanti dai diktat di Lisbona sono Campania (29%) e Puglia (25%). Tra il 2006 e il 2007 gli abbandoni sono aumentati in Valle D’Aosta, Liguria, Toscana, Molise e Campania.

[ da corsera web ]

Non solo gli abbandoni sono un trend preoccupante,bensì la mancata formazione o del tutto insufficiente della pubblica e privata istruzione di questo paese,l’unica arma per poter esser competitivi in questo “porco mondo” globalizzato, non si può sostenere la concorrenza su prodotti più economici,bensì solo se tecnologicamente avanzati potremo avere speranze di non impoverire sempre di più.

Ciliegina sulla torta sono i ridotti investimenti nella ricerca scientifica, responsabilità totale della politica d’ogni colore italiana,fuga dei cervelli, le diffuse penalizzazioni della mancata meritocrazia.

Un quadro molto negativo del nostro futuro,un pollice verso con ridottissime speranze che si sollevi.

Se l’attuale esecutivo vuol dimostrare d’aver i cosiddetti attributi,questa situazione è la priorità in assoluto.

Tecnologia e ricerca scientifica,una scommessa già persaultima modifica: 2008-05-07T19:00:00+02:00da iserentha
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2 pensieri su “Tecnologia e ricerca scientifica,una scommessa già persa

  1. quello che non sopporto è l’idea che del “povero” bambino palestinese usato per queste infamie, prima sparano poi si fanno scudo coi bambini con gente cosi non c’è nemmeno da averci a che fare tramite mail altroche invitarli alla fiera del libro
    buona serata ivo

  2. Troppo semplificativo questo quadro descritto,per capire l’effettiva tragedia del popolo palestinese, toccherebbe vivere quella realtà per un certo tempo,le ragioni e i torti si mescolano da entrambi le parti,solo il dialogo e la diplomazia potranno forse un giorno decretare la pace,ognuno con le sue tradizioni e stile di vita.

    Saluti Pony,Ivo

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